Sassy 009, multiforme progetto della norvegese Sunniva Lindgård, è un affascinante prodotto dei tempi moderni. Nato su Soundcloud in chiave solista, poi diventato un trio, dopo “Kill Sassy 009” e “Heart Ego” si evolve in un vero e proprio collettivo artistico.

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“Dreamer+” con la sua narrazione convulsa tra fantasy, sci – fi e confessioni umane schiera collaborazioni importanti come Blood Orange, yunè pinku e BEA1991 per costruire un mondo distopico mettendo insieme elementi di rock, elettronica, hyperpop e techno pop, voci cariche di effetti, melodie a volte distorte (l’aggressiva “Butterflies”) altre algide e martellanti come “Edges”.

Sonorità spesso imprevedibili che sfiorano il synth pop (“In The Snow” e “Dreamer”) tra brevi skit dance, ritmi sincopati (“Someone”) e momenti dove gli arrangiamenti sono più definiti (“My Candle”). I tre featuring ben s’inquadrano nell’atmosfera generale: duetto lunare e notturno “Sleepwalker’s Pendulum” con BEA1991, l’hyperpop di “Mirrors” con yunè pinku e “Tell Me” minimale ballad con Blood Orange, batteria e tastiere.

La piccola svolta però è nel finale con due brani come “Enemy” dall’indole decisa e dal ritornello incalzante e soprattutto “Ruins Of A Lost Memory” che riprende una canzone scritta dai genitori e finora inedita. Sassy 009 come molti coetanei ascolta e fa musica senza limitarsi a un solo stile, “Dreamer+” è un buon primo album che mostra cosa potrebbe essere in futuro, non solo cantautrice ma anche produttrice.