Il leader degli Starsailor giunge alla sua ennesima fatica discografica solista, generando un album intimista onesto, ideale per serate contorniate da cieli plumbei.
Il 30 gennaio 2026 per la Green Cookie Records è stato pubblicato su tutte le principali piattaforme digitali il nuovo lavoro discografico dell’umile leader degli Starsailor che risponde a tutti col suo nome e cognome perentori James Walsh.

Distaccandosi per un po’ dalle fatiche discografiche concernenti l’ambito “di massa” starsailoriano, il nostro stavolta decide di mettere la sua anima a nudo procudendo un album volutamente intimo e personale caratterizzato da ritmiche e timbro vocale che non sfigurerebbero affatto in una serata autunnale piena zeppa di lampi, tuoni, fulmini e saette !!!
L’iniziale “At The End Of Everything” rende noto fin dal principio del disco che l’intenzione di James Walsh è quella di prendere per mano l’ascoltatore e di trascinarlo in un percorso esistenziale sentito e sincero. Anche la successiva “Moving Target” prosegue il discorso iniziato in precedenza, creando curiosità e passione nella persona interessata all’articolo di questo album. Ed i risultati si vedono piuttosto nitidamente.
Episodi altrettanto felici e passionali come ad esempio “Coney Island” e “Rachel” pongono l’accento sul perché ascoltare e apprezzare un simile disco in questo attuale momento discografico mondiale, in cui il trash e il ciarpame sonoro regnano per lo più senza concorrenza alcuna.
A sublimare il tutto ci pensa la closing track “Firefly Moments” .
In conclusione, quello di James Walsh è un album intelligente, creato con maestria e mestiere, che nulla di innovativo in fin dei conti trasmette, ma che, tutto sommato, al giorno d’oggi può avere senso di esistere e di stare parcheggiato in un angolo senza disturbare. Chapeau!!!













