
“Blissard” sta lì a contendersi il punto più alto della sterminata discografia dei Motorpsycho.
L’assalto inizia con “Sinful, Wind-borne”: chitarre liquide e distorte che si inseguono tra un canale e l’altro, spinte avanti da un impulso percussivo anfetaminico, con il basso indeciso tra ritmica e melodia.
Una spinta che passa per la successiva “Drug Thing” – durante la quale si fa fatica a seguire tutto quanto succede in cuffia – e sfocia nella monolitica “Greener”: una sorta di mantra stoner, che rallenta solo per poi salire verso un assolo psycho-hard da brividi.
Il messaggio pare chiaro: anche se a differenza dei suoi predecessori “Blissard” non nasce dalla pura improvvisazione, i Motorpsycho non perdono né spontaneità, né follia né – tantomeno – volume.
Anzi il loro approccio onnivoro – che appena un anno prima aveva prodotto “Timothy’s Monster” e un anno dopo avrebbe partorito “Angels And Daemons At Play” – incasellato in brani dalla forma (vagamente) più convenzionale si trasforma in totale imprevedibilità.
Prendete i quasi 10? in cui “S.T.G.” si aggroviglia a lungo minacciosa, salvo poi abbattersi violenta e improvvisamente ritirarsi, placida come una mareggiata, o “Manmower” e “Fool’s Gold” o, ancora, le oscillazioni finali di “Nathan Daniel’s Tune From Hawaii”: come variabili impazzite, in questo disco si nascondono archi, trasmissioni radio, crescendo wagneriani, dissonanze e giustapposizioni mutuate dai Sonic Youth, melodie solari, corde vocali sfrante e puro cinema nordeuropeo.
“Blissard” è un uragano che con forza solleva tutto quello che c’è intorno, lo mischia e poi lo ricaccia a terra con violenza; a volte distrugge, molto più spesso finisce per mostrare il lato inedito delle cose.
Pubblicazione: 16 febbraio 1996
Lunghezza: 61:46
Label: Stickman Records
Produttore: Bent Sæther, Deathprod, Pieter Kloss
Tracklist:
- Sinful, Wind-borne
- “Drug Thing
- Greener
- ‘s Numbness
- The Nerve Tattoo
- True Middle
- S.T.G.
- Manmower
- Fool’s Gold
- Nathan Daniel’s Tune From Hawaii













