
I bar italia, dopo la data milanese dello scorso ottobre, sono tornati in Italia per un nuovo tour di tre date a supporto del loro nuovo LP, “Some Like It Hot“, quinto della loro discografia e terzo per la prestigiosa Matador Records.
Avevamo visto la band londinese, composta da Nina Cristante, Sam Fenton e Jezmi Tarik Fehmi (con l’aggiunta di una sezione ritmica nei live), nell’autunno del 2023 alla festa di apertura del Covo Club e non ci avevano convinto del tutto perché, se la parte strumentale era stata ineccepibile, quella vocale, invece, non era stata tra le migliori: stasera sarà interessante capire se questi inglesi avranno toccato un livello superiore.
Oggi ci troviamo all’Estragon Club, all’interno del Parco Nord, dopo che il concerto è stato spostato dalla sua location originale – il TPO – a causa di problemi tecnici: organizzata dal sempre puntuale Covo Club, che in questa stagione sta festeggiando il suo quarantacinquesimo compleanno, questa data è l’ultima delle tre previste nel nostro paese per i Bar Italia, dopo le tappe di Torino e Roma dei giorni scorsi.
Come dicevamo prima, il gruppo britannico presenta il suo lavoro più recente, ma nella loro setlist ci sarà spazio per brani estratti da tutti i loro album (a eccezione del primo, “Quarrel”, uscito nel 2020).
Dopo il concerto degli australiani Wet Kiss, quando le nove sono passate solo da una manciata di minuti, ecco salire sul palco la band inglese per la gioia del pubblico emiliano: ad aprire la serata ci pensa “Itv2″, dal loro secondo LP, “Bedhead” (2021). La sensazione dream-pop piuttosto angelica ed extrasensoriale è sottolineata dalla voce gentile della Cristante accompagnata da arpeggi altrettanto delicati: in seguito i vocals di Fenton la rendono più aggressiva e punky.
I paesaggi sonori cambiano poco dopo con qualche estratto da “Some Like It Hot”, iniziando con “Fundraiser”, dove ci spostiamo su territori alt-rock con riff pesanti e intensi, senza perdere nulla a livello melodico.
La successiva “I Make My Own Dust”, invece, inizialmente sembra voler citare i Pulp, ma poi diventa decisamente rumnorosa e adrenalinica con cori esaltanti e le chitarre e il basso che toccano terreni noise.
“Marble Arch” ci regala dei tocchi jazzy con la sua bella sensazione rilassante, mentre la voce di Nina sembra spensierata e tranquilla e trova comunque soluzioni melodiche di valore.
“Twist” poi è una ballata particolare in chiave alt-rock: dal ritmo calmo, il pezzo gode di una certa visione poetica di Nina e di un tocco di romanticismo, seppur condito da una dose di malinconia.
La stessa passione e poesia la troviamo anche poco più avanti nel recente “Plastered”, un brano comunque dai toni soft e riflessivi, ma allo stesso tempo dalle visioni dolci-amare.
Non poteva ovviamente mancare un’altro po’ di adrenalina in questo concerto e allora ci pensa “Punkt” (da “Tracey Denim“) che arriva subito dritta al punto senza grossi fronzoli e ha uno spirito molto più ribelle e appunto punk rispetto alla sua versione del disco. Il pubblico bolognese risponde esaltato.
E’ poi il momento di “Omni Shambles” e quindi ancora tanta energia con grida e ritmi alti, mentre la Cristante continua a ballare e a muoversi sul largo palco dell’Estragon come ha fatto per tutto il concerto.
“Eyepatch” poi ha un’anima post-punk con una sezione ritmica decisa e incalzante e le chitarre che sembrano volerci invitare a muovere le gambe.
Dopo una piccola pausa di cinque minuti, i bar italia tornano ancora per l’encore iniziando con lo spirito ipnotico e psichedelico dai toni riflessivi di “Some Like It Hot”, title-track del loro LP più recente, prima di regalarci l’inarrestabile grinta alt-rock di “Cowbella”, divertente e adrenalinica.
Il concerto finisce presto – prima delle dieci e mezza – dando così la possibilità a chi aveva comprato il biglietto per tempo di andare a vedere il concerto sold-out di Anika al Freakout Club: il gruppo londinese ha prodotto un altro buon disco con “Some Like It Hot” ed è indubbiamente cresciuto in questi ultimi anni sotto tutti i punti di vista. Stasera non sono mancati gli spunti interessanti, mentre i bar italia hanno saputo farci divertire, regalandoci inoltre anche ottime sensazioni melodiche.







