Dopo nemmeno due anni dall’uscita di “Light VerseIron & Wine torna, via Sub Pop Records, con questo suo ottavo LP, che è in un qualche modo il fratello del suo predecessore: registrati entrambi nelle stesse sessioni nel Laurel Canyon, California insieme alla stessa band, i due album segnano un importante ritorno per Sam Beam dopo un lungo periodo di blocco (“Beast Epic” era uscito nel 2017, mentre nel 2019 era arrivata la collaborazione con i Calexico, “Years To Burn“).

Credit: Kim Black

Lo storico musicta della South Carolina ha poi spiegato di essere aiutato dai musicisti con cui ha collaborato, che hanno trovato subito l’ispirazione e gli hanno permesso di registrare queste dieci canzoni in pochi take, aggiungendo poi che su questo nuovo disco le sperimentazioni hanno riguardato più i generi che la forma.

“Roses” è un ottima introduzione per questo album e spiega bene a chi l’ascolta cosa dobbiamo aspettarci da questa quarantina di minuti: il folk-rock di Iron & Wine gode di grande delicatezza ed è impreziosito sia dagli ottimi arrangiamenti di archi (cortesia di Ben Cartwright) che dalla voce di Arden Beam, la figlia di Sam, che potremo ascoltare anche in altre canzoni di questo full-length.

Pochi passi più avanti ed ecco la più frizzante “Robin’s Egg”, che stringe l’occhio a un rock nostalgico, anche qui con una notevole gentilezza: le armonie poi sono un piccolo gioiello, create con l’aiuto delle I’m With Her, la band composta da Sarah Jarosz, Aoife O’Donovan e Sara Watkins, tre eccellenti musiciste che negli ultimi quindici anni hanno scritto pagine importanti nel mondo folk e Americana.

Il principale singolo, “In Your Ocean”, sembra riportarci nelle atmosfere folk-rock degli anni ’60 ed è graziato da ottime melodie ed è basato sulla chitarra acustica e sul piano.

La seconda parte del disco si apre con “Defiance, Ohio” che non disdegna una qualche influenza tropicale, mentre i suoi ornamenti, descritti sia attraverso raffinati archi che la voce di Arden, aggiungono ulteriore qualità a un brano già bellissimo.

“Grace Notes”, invece, è un brano folk ricco di passione e con un tocco di poesia che lo rende così bello e speciale che lo fa entrare nei cuori di chi ascolta fin da subito.

Un disco che, senza snaturare l’anima folk-rock di Sam Beam, ne conferma ancora una volta la grande qualità: la sua anima delicata e quella sua sincera voglia di nostalgia riescono a colpire in profondità ogni volta, donandoci un’altra prova incredibilmente ricca e solida da parte dello storico musicista statunitense.