Vengono da Los Angeles gli Host Family, hanno suonato con band già conosciute e apprezzate come Bar Italia, Feeble Little Horse, April MagazineMo Dotti affinando  uno stile che sa unire noise pop e chitarre shoegaze affidate a Spencer Stange e Zac Hernandez, con una sezione ritmica solida composta dal batterista Todd Knaak e dal bassista Cameron Burt.

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E’ Imogen Lolos a catturare l’attenzione in “Extended Play” uscito in digitale a maggio 2025 e riproposto con un’edizione in vinile da Pleasure Tapes (etichetta di Her New Knife, TAGABOW, Sword II) e Candlepin Records. Una voce agrodolce e espressiva che ben si sposa con arrangiamenti ben sviluppati in equilibrio tra rumore e melodia.

Confine che gli Host Family attraversano spesso e volentieri fin dalle prime note di “Vanity Plate” e in “Dromedary” che non avrebbe sfigurato in una college radio anni ottanta, intensità che non viene mai meno nei momenti dalle armonie più pop come “City Hails World Champs” e “Pine – Sol” o in “I See Grey Through The Walls” in cui compare una chitarra acustica.

Il rock diretto e verace di “Rodeo” non rinuncia a momenti melodici presenti anche nel singolo e unico inedito “Explain It To Me” scattante e ritmato in chiusura di un EP che suona e vale quanto un album intero per maturità e sonorità ben definite che confermano quanto di buono fatto e costruito dal 2023 in poi con brani come “Interlude II (Instrumental)”,  “Shared Misdemeanor”, “Hope You Saw” e “Two Months, Next Year / Splinter”.