Rosendorf è il nuovo progetto di Enrico Nanni ex Aut e Radio-Line(e) che con questo album crea il suo alter ego, “il peggiore tra gli umani ma il meno peggio tra i primati” come suggerisce l’immagine in copertina. Era ormai forte la necessità di non dover scendere a compromessi per questo il disco esce solo su CD e su Bandcamp decisione figlia della precisa volontà di  trovare “un luogo dove l’ascolto e il sostegno diretto alla musica abbiano ancora un senso“.

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Volendo scegliere un produttore che fosse adatto e affine dal punto di vista artistico e umano, Nanni aveva contattato Paolo Benvegnù che si era detto assolutamente disponibile ma la sua precoce scomparsa ha lasciato un vuoto, colmato da Beatrice Antolini che ha supervisionato la registrazione di queste canzoni prestando anche voce, pianoforte, synth, chitarra.

Nicola Casellato a violino e viola, Angelo Michieletto a chitarra acustica ed elettrica, Massimo Donati al basso, Giorgio Cedolin alla batteria affiancano Nanni che fin dalle prime note de “Il canto della sirena” rivela un’urgenza espressiva e poetica che sembra proprio un omaggio a Paolo Benvegnù che con la sua assenza fisica ma presenza spirituale disegna l’atmosfera di “Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone”.

Le radici rock di “Quello che conta” con Luca “Roccia” Baldini dei Bevegnù al basso e Eddy Bassan degli Estra alla chitarra elettrica sono un rito di passaggio tra passato e presente, con un testo maturo e la melodia che via via diventa più dolce con l’ingresso degli archi e la voce di Beatrice Antolini che spinge all’ascolto attento , continuato, senza interruzioni.

 Il distacco raccontato in “Io non ci sarò” intensa e dolente ballata, “La sgualdrina e l’aeroplano” che sull’onda del flicorno e della tromba di Riccardo Vidotto  narra la tratta delle donne vengono dalla Nigeria ingannate e costrette a prostituirsi sono la cifra stilistica di Rosendorf, “ la crudezza palese nella pronuncia del nome, ma anche la dolcezza celata del suo significato”.

Una dicotomia che torna spesso, nella violenza descritta in “Pola, addio” che ricorda il tragico esodo degli italiani d’Istria come la madre di Nanni, nell’ansia e nell’indecisione rivelate in “Ora è più semplice” altra ballata in cui è forte l’ispirazione di Benvegnù, nella title track che riflette sul lavoro di lima e cesello della scrittura. L’importanza degli affetti ribadita in “Ti riconosco” chiude un album elegante che rivela una profonda crescita musicale, narrativa  e umana.