iZilla at flickR from Berlin, Germany, CC0, via Wikimedia Commons

Attenzione signori perché la band più rumorosa di NYC è tornata in città!

Ebbene sì, gli A Place To Bury Strangers passano sempre con molto piacere nel nostro paese e questa volta lo fanno per presentare il loro nuovo album di rarità, “Rare And Deadly”, uscito solo pochi giorni fa per la loro label, la Dedstrange.

Ovviamente la loro setlist è composta anche e soprattutto da brani estratti da vari periodi della loro carriera: Oliver Ackermann, che come altro lavoro produce pedali (in vendita anche al loro banchetto del merch) nel suo piccolo e famoso studio a Brooklyn chiamato Death By Audio, è accompagnato ormai da alcuni anni dai coniugi Sandra e John Fedowitz, che formano la sezione ritmica degli APTBS.

Dopo la performance dei Kontravoid, che ci perdiamo causa nostro ritardo, quando l’orologio ci dice che le nove e quaranta sono passate da pochi minuti, ecco Oliver, che sfoggia degli enormi baffi davvero degni di nota, e soci salire sul palco della venue di via Serlio.

Anticipiamo subito che, forse per motivi legati al locale (ma non lo sappiamo!), il volume non sarà mai troppo esagerato durante la serata, come accaduto in altre occasioni in passato, ma questo non toglie il fatto cbe il noise sarà comunque assoluto protagonista della serata.

Si apre con “Onwards To The Wall”, estratta dall’EP dallo stesso titolo datato 2012: se l’inizio sembra quasi calmo per i loro standard, in pochi attimi la situazione si fa decisamente più rumorosa e intensa con grida e la batteria di Sandra che diventa sempre più pesante, senza però dimenticare uno spazio per un barlume di melodia.

Subito dopo ecco “We’ve Come So Far” da “Transfixiation” (2015), probabilmente il nostro pezzo preferito dell’intera discografia della formazione di NYC : mentre Olly gioca con la sua chitarra, la sezione ritmica si fa sempre più intensa e un’adrenalina punk e distruttiva scende pura e dritta sulla pelle dei numerosi presenti.

Si prosegue con la loro potenza distruttiva che trova la sua forza nel noise, distrugge tutto e poi lo ricostruisce attraverso la potenza della sua rumorosa strumentazione, ma accade che, per fortuna, in mezzo a questa totale e voluta caotica follia si faccia spazio un piccolo spiraglio melodico sempre molto gradito come in “Hold On Tight”.

Poco dopo, invece, il trio sceglie di seguire un rituale che vediamo ormai da parecchi anni nei loro live-show, quello di scendere dal palco e suonare in mezzo alla folla per alcuni minuti: è una rivoluzione totale con suoni ipnotici, percussioni tribali, luci intermittenti che portano allucinazioni, noise spinto, cattiveria e una indescrivibile intensità. Difficile trasmettere queste sensazioni con poche parole scritte in un breve articolo per una webzine, ma questa pazzesca esperienza live è qualcosa che consigliamo caldamente (magari utilizzando i tappi per le orecchie).

E’ “Ocean” l’ultima goccia di rumore che ci aspetta in questa piacevole serata di aprile ed è la chitarra di Ackermann che ancora una volta, insieme agli effetti dei suoi pedali, ruggisce con grande potenza e cattiveria

Come dicevamo in apertura, i volumi sono stati leggermente sotto gli standard a cui ci avevano abituati questi statunitensi, ma i loro live-show sono sempre qualcosa di totalizzante e di una intensità assurda, tutta da vivere e anche questo concerto non è stato da meno: un altro bagno di noise!