Gergely Csatari, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Sodale di Nick Cave nell’età d’oro, anzi fin dai tempi primordiali, addirittura scolastici, per approdare poi al primo vero, quanto seminale progetto dei Birthday Party, ancora oggi imprescindibile per capire un certo percorso, non solo di Nick Cave stesso, ma di tutto un movimento; rapporto con Cave, appunto, che si concluse nel 2008, andato, comunque, sempre a braccetto con l’avventura in solitaria, fil dall’esordio “Intoxicated Man” , di cui, lo scorso anno, si è festeggiata la terza decade di esistenza.

Mick Harvey è un artista, come dire, importantissimo, necessitava di due righe d’introduzione, ma forse nemmeno, data l’altisonanza del nome e per quello che ha rappresentato.

Non è la prima volta che passa dall’Arci Bellezza anzi la terza, e, poco meno di due anni fa, portò’ in scena proprio il medesimo spettacolo, quindi, oggi, come allora, in compagnia di Amanda Acevedo, performer messicana, la quale, da un po di tempo a questa parte, fa coppia fissa, artisticamente parlando, con il songwriter australiano.

Freschi di pubblicazione di “Golden Mirrors: The Undiscovered, Series 1″ uscito lo scorso anno, portano in giro un repertorio multiforme, con brani dello stesso Mick riletti, le abituali cover e qualche spoiler da una nuova raccolta in uscita nei prossimi mesi.

In apertura un doppio set, a salire per primo Andrew McCubbin, musicista della stessa band che accompagnera’ Mick e Amanda, ma anche cantautore in solitaria, assolutamente e ragionevolmente in linea con la serata, raffinato e profondo. Presenta alcuni brani dall’ultimo album, carriera abbastanza strana la sua, tracce pubblicate nell’arco di quasi vent’anni, in ogni caso diverse reference sul piatto, lo stesso Matt Berninger, con il quale condivide anche una certa fisicità, lascia assolutamente il segno in venticinque minuti circa.

Subito dopo il progetto milanese Three Blind Mice, sempre in linea con il sound, vale un po’ il discorso fatto sopra, ensemble longevo, il primo disco risale al 2012, l’ultimo quattro anni fa, (uno nuovo dovrebbe uscire a settembre) detto questo, particolarmente bravi e centrati nello sviscerare una materia conosciuta e radicata, ne avevo sentito parlare, e mi ha fatto molto piacere avere il pretesto di approfondirli. Molto interessanti, quanto esportabili.

In orari rispettati al secondo, parte il collettivo capitanato da Harvey per un concerto che lascia ben poco spazio alle critiche, tutto bellissimo, dalla strumentazione, ai suoni, gran gusto nello sviscerare arrangiamenti di altre epoche, la voce di Amanda, angelica e sognante, che spicca eccome anche nella dimensione live, a completare la verve ironica e il talento di un signore della musica come Mick Harvey, che nonostante il passare degli anni, anzi dei decenni, non perde l’attitudine e la voglia di fare il mestiere più bello del mondo, seppure, senza continuare a farci domande sul perché o il per come, non muova folle oceaniche, ad occhio, stasera, saremo un’ottantina circa. E’ vero che trattasi di un progetto generoso, spesso dalle nostre parti, ma pur sempre troppo pochi per così tanta qualità.