I Lemon Twigs sanno come mettere in difficoltà un ascoltatore. La loro totale dedizione per le sonorità del passato rasenta il maniacale. Ogni singola nota delle loro canzoni sembra ricalcare i modelli dei bei tempi andati. I fratelli Brian e Michael D’Addario conoscono talmente tanto bene il power pop del decennio a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 da essere in grado di riprodurlo alla perfezione in ogni suo minimo dettaglio.

Vorresti odiarli per questo. Eppure il loro fanatismo “retromane” non rappresenta un vero difetto. Questo perché un disco come “Look For Your Mind!”, pur non contenendo nulla di nemmeno paragonabile a un qualcosa di definibile innovativo e originale, è talmente ben scritto e arrangiato da andare oltre qualsiasi tentativo di critica per quel che riguarda la natura del genere proposto.
II duo di Brooklyn non è interessato all’evoluzione del power pop: vuole sezionare e riassemblare quanto fatto in passato (tanto negli USA, quanto nel Regno Unito) per presentarcelo nella sua forma migliore. Più pura, scintillante e genuina. In parole povere: i Lemon Twigs puntano sì alla perfezione, ma per loro la creatività (che certo non gli manca) si limita al riprodurre idee di altri con dedizione e amore.
Tantissimo amore. Le quattordici tracce del loro sesto album sono piccole delizie melodiche che trasudano passione per mostri sacri come i Beatles, i Beach Boys, i Kinks, i Monkees, i primi Who e Todd Rundgren, ma non solo. Perché si avvertono anche richiami ad artisti più “moderni” come i Jellyfish (soprattutto nei brani più ricchi e articolati, tendenti alla psichedelia) e il compianto Adam Schlesinger (“I Just Can’t Get Over Losing You” potrebbe benissimo essere stata scritta per la colonna sonora di “Music Graffiti”).
Il suono pulito, brillante e squillante della chitarra elettrica fa da collante a un album privo di eccessi e barocchismi, concepito per essere proposto nel migliore dei modi in sede live. Un’opera che scorre via leggera, fra atmosfere a tratti serene e a tratti malinconiche, paradossalmente caratterizzata da un sottotesto lirico cupo, segnato da paranoia e sospetto legati alla follia dei tempi moderni.
Non tutto, purtroppo, può restare ancorato ai bei tempi che furono. Ma i Lemon Twigs riescono nel miracolo di non farci pensare poi così tanto al male che attanaglia il mondo d’oggi, regalandoci una bella raccolta di brani guitar pop che tocca vette altissime con gioielli quali “2 or 3″, “Gather Round”, “I Hurt You”, “You’re Still My Girl” e “Your True Enemy”. Poche volte il già sentito ha raggiunto tali livelli di qualità.













