
I Beautify Junkyards sono attivi sin dal 2012, mentre il loro omonimo primo LP, composto solo da cover, è uscito l’anno successivo: nel frattempo la band di Lisbona ha pubblicato altri quattro album, il più recente dei quali è “Nova”, uscito, per la label britannica Ghost Box Records, a settembre 2024, che gode della presenza di ospiti prestigiosi come Paul Weller e Dorothy Moskowitz.
La loro leggera psichedelia trova origini tra il folk, lo space-rock, il kraut-rock e un godibile tropicale: il loro ritorno in Italia é senza dubbio un appuntamento da non perdere.
Sono ben quattro le date del loro tour nel nostro paese e oggi ci troviamo nella splendida cornice dei Bagni Elsa di Fosso Sejore, piccola frazione del comune di Fano (PU), sulla spiaggia e letteralmente a pochi passi dal mare Adriatico, per quella che è l’ultima loro tappa italiana.
Sabato pomeriggio, la giornata è calda e i lidi marchigiani incominciano a riempirsi di turisti sia italiani che stranieri: anche ai Bagni Elsa la spiaggia è decisamente popolata da persone di tutte le età e, coime spesso capita qui, troveremo un pubblico decisamente variegato e questo non puo’ che farci piacere, a dimostrazione ancora una volta di come fare cultura attraverso musica di qualità ripaghi chi ci crede e si impegna in questi progetti.
Dopo il set degli inglesi Woolverstones, che propongono un folk classico dai sapori antichi, quando sono da poco passate le sette e cinquanta, ecco la band portoghese salire sul palco della venue marchigiana.
Dopo l’intro strumentale ecco “Sonora”, che ci fa tuffare nel loro mondo tra synth, una leggera psichedelia dai sapori tropicali, percussioni morbide e, nella voce della frontwoman Martinez, un qualcosa che ci ricorda la musica portoghese più tradizionale.
La successiva “Aquarius”, invece, ha una maggiore spinta propulsiva, grazie al lavoro prezioso delle percussioni, che hanno un non so che di tribale, ma allo stesso tempo rimane quella sensazione ipnotica creata attraverso l’uso dei synth, mentre la voce di Martinez ci incanta ed emoziona ancora una volta.

Particolare poco più avanti “Pulsing Abstractions”, dove il tastierista João Branco Kyron e la Martinez condividono i main vocals, mentre il basso disegna linee ipnotiche e Antonio Watts sfiora la sua batteria solamente con le mani, aggiungendo delicatezza al loro suono: il risultato è pura magia e ci permette di sognare.
Dopo un lungo intro strumentale dalle trame ipnotiche con percussioni dal gusto tribale e synth avvolgenti, “Dancer’s Reward”, seppur in buona parte rumorosa e psichedelica, riesce a conquistarci grazie ai morbidi vocals di Kyron.
Sorprendente poi la scelta di eseguire “Oltre L’Acqua Del Fiume”, canzone di Piero Umiliani scritta per la colonna sonora di “La Ragazza Fuoristrada” di Luigi Scattini (1973): Martinez usa l’italiano come se fosse la sua lingua madre e la dolcezza della sua voce è qualcosa di straordinario e toccante, con chitarra e synth che disegnano preziose quanto delicate melodie, sostenute da belle linee di basso.
Dopo aver giustamente citato giustamente Dorothy Moskowitz, con cui hanno collaborato per “Turn The Tide”, traccia che chiude “Nova”, il tastierista ci parla invece di Paul Weller per introdurre “Sister Moon”, in cui – nella versione su disco – lo special guest è l’ex Jam e Style Council, proprio mentre nel cielo inizia a spuntare la luna: “è la prima volta che possiamo dedicare questa canzone alla luna“, sottolinea Kyron. Tra romantico e ipnotico, il brano è disegnato con synth e percussioni e sono le coinvolgenti voci di João e Martinez che ci sanno coinvolgere grazie alla loro delicatezza.
La serata si chiude poi con “Cantiga Sem Maneiras”, un brano antifascista scritto nel 1975 da José Mário Branco, subito dopo la rivoluzione dei Garofani e la sconfitta della precedente dittatura monopartitica durata oltre quaranta anni: cantato da Kyron e Martinez e rumoroso con i suoi synth, questo pezzo riesce a scatenare allo stesso tempo energia e un susseguirsi di vere sensazioni emotive.
Un’oretta piacevolissima passata sulla spiaggia in compagnia di questa formazione portoghese che ama sperimentare e non sceglie mai la strada più facile, mentre veleggia tra psichedelia, tropicalismo ed elementi elettronici. Un progetto davvero molto interessante.













