
Incredibile! Jack White torna finalmente in Italia e questa volta lo fa con il suo ormai longevo progetto solista, iniziato dopo la fine dei White Stripes.
La sua ultima apparizione nel nostro paese insieme alla ex moglie Meg risale addirittura a una ventina di anni fa, mentre noi lo abbiamo visto insieme ai Raconteurs al Ferrara Sotto Le Stelle nell’estate del 2008.
Avevamo il biglietto per il concerto di Londra a supporto di “Icky Thump”, sesto e conclusivo LP degli Stripes, ma – come tutti sanno – i problemi di ansia della sempre riservata Meg l’hanno costretta a ritirarsi dalle scene e quella di oggi, per chi scrive, puo’ essere un gradito ritorno verso la musica di Jack dopo quella dolorosa e più che giustificata cancellazione.
Come dicevamo poco fa per lo statunitense si tratta del primo passaggio in Italia in versione solista, anche se ha già sei album in cassaforte più un settimo in arrivo tra poche settimane, “Frozen Charlotte”, in uscita il prossimo 10 luglio per la sua Third Man Records, proprio il giorno dopo il suo cinquantunesimo compleanno.
Andando a sfogliare le sue setlist più recenti notiamo con piacere che sono decisamente variegate, visto che il musicista nativo di Detroit, oltre al suo materiale solista, recupera anche pezzi di White Stripes e Raconteurs, tralasciando però quelli dei Dead Weather.
Le aspettative per il concerto di Jack sono davvero alte anche perché i feedback arrivati sul suo concerto di venerdì a La Prima Estate di Lido Di Camaiore (LU) erano veramente superlativi: stasera ci troviamo all’Arena Alpe Adria a due passi dal comune di Lignano Sabbiadoro. La venue è davvero molto piena (probabilmente sold-out) sia nelle gradinate che in platea con fan che arrivano anche da stati vicini quali Austria e Slovenia e non solo.
Dopo la performance dei fiorentini The Dirtiest per una mezz’oretta di punk-pop scoppiettante e divertente, alle dieci in punto, proprio come da programma, ecco lo statunitense insieme alla sua band salire sul palco della venue friulana.
Accompagnato da Dominic Davis (basso), Patrick Keeler (batteria), suo compagno anche nei Raconteurs, e Bobby Emmett (tastiere, organo), Jack si mette in luce sin dal primo secondo: dopo un lungo intro, ecco “Old Scratch Blues”, dove il musicista nativo di Detroit si scatena con fragorosi riff rock dai ritmi pazzeschi. Non si puo’ resistere a queste frecce lanciate dal suo arco con tutta la rabbia e l’intensità possibile.
Dopo un inizio così folle e inarrestabile serve qualcosa di decisamente più tranquillo con l’organo protagonista insieme alla chitarra, con qualcosa di più tradizionale e con qualche tocco folk e “What’s Done Is Done” sembra perfetto per questo scopo.
“Hotel Yorba” dei White Stripes subito dopo non manca di divertire il pubblico e di scatenare un sentito handclapping con quel suo irresistibile e nostalgico sapore blues, mentre “Broken Boy Soldier” (dei Raconteurs) arriva dritto per dritto come un proiettile che perfora un muro a velocità supersonica, senza dimenticare le sue rumorose origini blues.
Ecco poi il primo estratto da “Frozen Charlotte”, “Dollar Bill”: grintoso e pieno di riff superintensi, non lascia lo spazio di respirare, scaldando ulteriormente il già esaltato pubblico friulano con botte di adrenalina che arrivano senza filtro alcuno.
“The Union Forever”, invece è un blues viscerale che cresce man mano e sembra sempre pronto a esplodere con un improvviso drumming galoppante, prima di ritornare più calmo e cupo, per poi picchiare di nuovo duro.
Altra anticipazione dall’imminente LP è “Derecho Demonico” e via con altri riff potenti e saltellanti dai toni blues-rock, prima di lasciare spazio a “Steady As She Goes” che chiude il mainset e riesce a scatenare tutti i presenti con quei suoi riff esplosivi e schizzofrenici, aggiungendo pure un non so che di disertico, prima di tuffarsi in un inarrestabile coro, cantato insieme ai fan friulani.
Pochi minuti ed è tempo di encore, dove la cattiveria rock di “Sixteen Salteens” ha un qualcosa di poppy, mentre la conclusione è lasciata a “Seven Nation Army” che manda la folla in totale visibilio, mentre danza e canta insieme a Jack e alla sua band.
Ottanta minuti di set di una potenza incredibile, puro talento tra rock, blues, folk e chissà quale altro genere musicale, sempre a velocità esagerata, ma senza lasciare mai nulla al caso o risultare mai banale: forza, adrenalina e tanta classe. Godimento puro e spettacolare!













