
Se dobbiamo pensare a una band che ha scritto la storia di un certo indie-pop di qualità non possiamo che citare i Belle And Sebastian.
Lo storico gruppo di Glasgow è in giro per festeggiare i trenta anni di attività e anche il trentesimo anniversario del suo sophomore “If You’re Feeling Sinister“, che in questo tour apre ogni concerto e viene suonato nella sua interezza.
Dopo il live di ieri al Parco Della Musica di Segrate (MI), oggi ci troviamo al Sequoie Music Park di Bologna, mentre domenica 29 novembre gli scozzesi saranno all’Orion di Campino (Roma).
Al posto del pit stasera sono schierate alcune centinaia di sedie, che danno la possibilità a buona parte del pubblico emiliano di godersi lo show da seduto (anche se ciò durerà per poco tempo).
Dopo un video introduttivo, pochi attimi prima delle dieci e dieci gli scozzesi salgono attesissimi sul grande palco della venue felsinea: come dicevamo ad aprire ci penserà un set interamente dedicato a “If You’re Feeling Sinister” e a noi non resta che goderci la loro musica.
Ovviamente è “The Stars Of Track And Field” ad aprire la serata e, che dire, la calma e la leggerezza con cui Stuart Murdoch e soci ci regalano la loro musica è qualcosa di meraviglioso e indescrivibile. Un pop perfetto, chitarristico, ma ricco di ulteriori dettagli tra piano, violino, violoncello e splendidi assoli di tromba: immergersi nel loro mondo è pura gioia e nessuna nota sarà mai fuori posto durante questa serata.
La bellezza continua con un altro classico come “Seeing Other People”: costruita con il piano e malinconica e cupa il giusto, il suo sound viene puntellato dal violino e dalle chitarre, mentre la batteria invece continua a spingere verso l’alto, ma senza mai risultare violenta in qualsiasi modo.
“Like Dylan In The Movies” viene introdotta da Stuart come “l’unica love song di questo disco“: una bella dose di energia e una certa dolce allegria indie-pop accompagnato la canzone, ben supportata da un drumming vivace, mentre non mancano deliziosi arrangiamenti di archi e di fiati, che la rendono ancora più speciale.
La successiva “The Fox In The Snow” sembra volerci scaldare dalle temperature di un freddo inverno (sebbene siamo in piena estate e l’afa ci stia continuamente disturbando) e ci trasporta verso quel dolce indie-pop scandinavo così morbido e gentile e arricchito dai preziosi toni degli archi.
Non poteva ovviamente mancare “If You’re Feeling Sinister”, la saltellante, quanto deliziosa title-track del disco, che ci regala momenti poppy malinconici e ricchi di qualità allo stesso tempo, mentre “Judy And The Dream Of Horses” chiude questo primo set con una melodia esaltante e Murdoch che veste una maschera da cavallo,
Solo qualche minuto di pausa e il gruppo di Glasgow torna sullo stage della venue bolognese ed è l’ennesimo classico, “I’m A Cuckoo” a regalarci un altro momento di pura magia indie-pop con quella sua melodia irripetibile e raffinata e quel suo coretto supercatchy, ma gentile allo stesso tempo.
Il chitarrista Stevie Jackson si occupa dei mainvocals per la successiva “Chickfactor” – “una canzone che ho scritto per mia moglie“, mentre “I Want The World To Stop” fa ballare il pubblico emiliano con il suo ritmo alto e quella sua splendida voglia pop, elegante quanto zuccherosa.
I fan, che già da tempo si sono alzati e avvicinati al palco, salgono anche sul palco per “The Boy With The Arab Strap” e qui le nostre parole non hanno significato alcuno perché la musica vince su tutto: vedere il sorriso stampato sul volto di ogni singolo presente, mentre ci godiamo questa perfetta melodia, credo che non abbia prezzo, nemmeno per musicisti esperti come i Belle And Sebastian. Un inno indie-pop senza tempo di cui non possiamo che gioire dalla prima all’ultima nota in un bagno di felicità, pur passeggera, ma alquanto gradita.
E’ “Sleep The Clock Around”, con i suoi synth e i suoi fantastici assoli di tromba a chiudere definitavamente la serata e a regalare l’ultima botta di energia.
Non è un caso se ancora ora, dopo trenta anni di carriera, questi musicisti di Glasgow siano chiare influenze per tanti gruppi e artisti che ascoltiamo quotidianamente: cento minuti di indie-pop di grandissima classe. Maestri!













