Credit: Rahi Rezvani


Gli Editors presentano “Seriously”, tratto dall’ottavo album in studio, “Surface, Echo & Sound“, la cui uscita è prevista per il 30 ottobre 2026 tramite Play It Again Sam.

Dopo “EBM” del 2022, realizzato in collaborazione con il produttore elettronico Benjamin John Power, meglio conosciuto come Blanck Mass, con “Surface, Echo & Sound”, a quanto ci dicono le note stampa, gli Editors si sono spinti verso territori completamente nuovi.

Quando la band si è riunita nell’estate del 2025 per lavorare al seguito di “EBM”, dopo tre album concepiti e registrati principalmente come progetti da studio, ha sentito il desiderio di tornare a un approccio più naturale, che richiamasse gli esordi del gruppo: seduti in una sala prove a Stafford, uno di fronte all’altro, a sviluppare le canzoni insieme.

Come già accaduto nel disco solista dello scorso anno, “There Is Nothing In The Dark That Isn’t There In The Light“, il frontman Tom Smith ha adottato un approccio essenziale e basato principalmente sulla chitarra acustica anche per il nuovo materiale degli Editors. Ha portato una serie di brani alla band affinché fossero suonati insieme, sperimentando diverse soluzioni e lasciando che le canzoni trovassero la loro direzione naturale.

Parlando della realizzazione del disco, Smith ha dichiarato:
«È stata un’estate molto produttiva. Per la maggior parte del tempo c’era il sole, eravamo nella verdissima campagna del Gloucestershire, non lontano da dove vivo, in una piccola e anonima zona industriale: praticamente l’opposto di essere al Berghain!»

Musicalmente, “Seriously” si colloca all’estremità dello spettro che va dal new wave all’indie rock degli anni ’80, sostenuta da chitarre squillanti e da un’energia immediata e trascinante.

Seriously parla del trovare una strada per andare avanti nei momenti in cui la vita si fa più buia. Smith aggiunge: «Gran parte di ciò che è stato scritto su di noi in passato si concentrava sull’oscurità o sulla cupezza. Ma ogni volta che qualcuno mi parla della nostra band, o mi mostra un tatuaggio con uno dei nostri testi, o mi chiede di scrivergli qualche verso, sono sempre parole che contengono amore, calore e speranza. Se le si estrapola dal loro contesto, o forse dal modo in cui le ho cantate, non sono affatto cupe».