banner

ANNIE HALL
Good Old Days [EP]

3 novembre 2006

[ratings]

La sensazione è quella di camminare a piedi nudi sulla moquette in una tiepida mattina autunnale, quando il sole fuori è ancora obliquo e gentile. Per un attimo ti intravedi, riflesso nel vetro freddo della finestra mentre guardi un mondo che sembra pigramente storidito come una domenica mattina. “Open 24 Hours” ti piove dentro, piano, così delicatamente che quei primi arpeggi potresti quasi vederli arrivare come si contano le prime gocce di pioggia sul marciapiede. Questo quartetto bresciano, alla sua seconda (ottimamente) autoprodotta fatica, può fregiarsi di essere oltre che una delle poche formazioni sfacciatamente folk-pop del vecchio stivalone anche, e sicuramente, l’unica formalmente nata su un campo da tennis.
In effetti ho sempre pensato che il folk fosse geneticamente legato ai campi e all’aria aperta, ma quando pensavo ai campi sinceramente era più una faccenda di bionde spighe ondeggianti e il suono delle cicale in lontananza. Beh, la Lombardia non è il Nebraska e insomma bisogna adattarsi al campo che si trova immagino. A parte cio’ a questo EP non manca davvero nessuna delle qualità indispensabili del sano disco folk. Suoni caldi e arrangiamenti molto centrati accrescono quella sensazione di intimità che si ritrova anche nei testi, semplici ma efficaci. Nello spazio di 5 tracce “Good Old Days” tra episodi di taglio malinconico reminiscenti di certe atmosfere alla Elliott Smith come la citata “Open 24 Hours” o “The Lost Wallet”, parentesi briose ma dolceamare come “Greetings” o brani più caleidoscopici come “Little Room” riesce a dimostrare in maniera convincente un suo equilibrio. Qualità per niente scontata in un lavoro autoprodotto che seppure migliorabile in alcune aree, dimostra una bella maturità.
Velata di solitudine, la scarna “The Lost Wallet” chiude “Good Old Days” nel migliore dei modi. Forse i bei tempi andati non sono necessariamente i giorni passati di cui senti la mancanza, forse sono invece quei giorni che in qualche modo hai sempre aspettato. E non sono mai arrivati, comunque andati, non si sa dove.
Cover Album
Band Site
MySpace
Good Old Days [ autoprodotto - 2006 ] – BUY HERE
Similar Artist: Elliot Smith, Badly Drawn Boy, Eels
Rating:
1. Open 24 Hours
2. Mushrooms
3. Greetings
4. Little Room
5. The Lost Wallet

 

Articoli Correlati:

7 commenti »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…