PJ HARVEY
White Chalk

[ Island - 2007 ]
7.5
 
Genere: indie-rock
Tags:
 
2 Ottobre 2007
 

La fragilità è come un pezzo di vetro. Fai attenzione o sarai tu a sanguinare, e “White Chalk” è un disco che non nasconde niente. Polly Jane seduta, quasi spezzata in due aspettando che l’oscurità si accenda tutto intorno, e spenga quell’ultima pozzanghera di luce sul muro. Mi piace quando mi capitano questi dischi concentrici, molti ci si perdono, io finalmente mi ci ritrovo.

“White Chalk” si racconta con la stessa austerità di quel gesso che scivola polveroso sul nero freddo di una lavagna, si racconta e si consuma perchè è così che le tue storie diventano le storie degli altri ad un certo punto. E in quel paesaggio di gesso bianco sai già che devi perderti.
E’ un disco gotico nel senso letterario del termine, atemporale come una favola nera, dove ad un certo punto Polly Jane si perderà, dove certi mostri strisceranno davvero fuori dall’armadio e dagli angoli bui e l’abito bianco della principessa si sporcherà di gocce scarlatte, e chi hai amato lontano sotto la terra fredda sarà il tuo unico conforto. E non vorrai tornare indietro adesso perchè devi attraversare la notte.

“White Chalk” è quasi un concept album, un omaggio anche dichiarato (“Dear Darkness”) all’oscurità e a tutte quelle cose che hanno smesso di esistere forse ma che quando chiudi gli occhi e tutto diventa nero, sai che sono ancora con te.
Scarno nei suoni e negli arrangiamenti, dove le chitarre nervose familiari alla discografia di PJ Harvey diventano arpeggi gelidi e note di piano gocciolanti. Algido e quasi sfacciato nella bellezza con cui riesce a mettersi a nudo. Odiatelo se cercate la luce perchè spegnerà il sole e tutte le stelle. Ipnotico nei momenti più lenti, perfetto nelle sue misure come un cristallo di neve, spiraleggia come un unica lunga traccia divisa in 12 episodi, fino a perdersi nel vento finale di “The Mountain” come il grido di una Banshee.

Non per tutti, soprattutto non per i fan probabilmente, ma sicuramente il più atipico e più riuscito lavoro della produzione recente di PJ Harvey.

Credit Foto: Maria Mochnacz

Tracklist
1. The Devil
2. Dear Darkness
3. Grow Grow Grow
4. When Under Ether
5. White Chalk
6. Broken Harp
7. Silence
8. To Talk To You
9. The Piano
10. Before Departure
11. The Mountain
 

3 Comments

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Quando si spengonole luci, e quando scendolo le tenebre si materializza Just- Il disco deve anc0ra entrarmi bene dentro, ma apprezzo questo cambiamento, secondo me momentaneo, ma evidentemente frutto di un’esigenza espressiva ben precisa.

si è vero, disco diverso da quel che ci si aspetterebbe da miss harvey…d’altronde una col suo curriculum può fare quello che diavolo le pare…e lo farà comunque benissimo. chapeau

Devo dire la verita’, ero spaventata dal nuovo PJ. Si dive troppo spesso, ma e’ davvero una degli artisti che mi ha stravolto l’esistenza. Ad un ascolto distratto del singolo ero rimasta delusa. Comprato il disco, lho ascoltato a piccole dosi. e la bellezza sta proprio nel fatto che non avendo la violenza espressiva e smaccatamente sensuale e sessuale di classici come to bring you my love o rid of me, ammalia lentamente con il suo odore spettrale e senti ogni giorno il desiderio di tornarne ad ascoltare piccole parti…

 

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