OGGI “SILENT ALARM” DEI BLOC PARTY COMPIE 15 ANNI

 
2 Febbraio 2020
 

Le opere prime si sa sono quasi sempre le più amate, che creano aspettative per il seguito quelle, insomma, capaci di creare un amalgama tra i nuovi fan, soprattutto quando si tratta di musica originale e/o inedita.

Quindici anni fa una compagine formata da quattro giovani londinesi sotto il nome di Bloc Party – sponsorizzati nientepopodimeno che dai Franz Ferdinand che scelsero i ragazzi come opening act del loro live – pubblicarono un full-length destinato ad entrare a far parte nell’olimpo dei migliori esordi dell’universo indie-rock. Per l’occasione la band del vocalist Kele Okereke scelse Paul Epworth alla cabina di regia, anche lui agli esordi come produttore ma che ben presto si rivelò un fenomeno arrivando a vincere, come noto, un Oscar ed un Golden Globe nel 2013 per il brano “Skyfall” (colonna sonora dell’omonimo film di 007) interpretato da Adele.

“Silent Alarm” oggi suona come quindici anni fa, un disco che non perde colpi, si conferma in tutta la sua energia e vitalità ancorché si tratti di un album avvolto da un mood dark dove si mescolano new-wave, dance-rock, garage-rock e post-punk.

Tredici tracce per cinquanta minuti assemblate con irresistibili intro e accattivanti refrain, anche negli episodi più introspettivi come “So Here We Are” e “Plans”, caratterizzati da melodie algide e malinconiche.

La voce di Kele è caratterizzante e credibile ma non sono da meno le prodezze degli altri ragazzi. Le chitarre prorompenti di Russell Lissack, e soprattutto la sezione ritmica affidata a Gordon Moakes (sostituito nel 2015 da Justin Harrise) e Matt Tong (sostituito nel 2015 da Louise Bartle) rivelano tranchant l’incredibile spessore di questo debut album.

La traccia d’apertura “Like Eating Glas” apre i giochi con il riff di chitarra che si nutre con i virtuosismi e la velocità di Tong, mentre le potentissime “Helicopter” e “Banquet” rappresentano quelle hit garage-rock dirette e maliziose che sprigionano un sound irresistibile.

Sulle orme dell’opener si attesta anche “Positive Tension”, dove invece “She’s Hearing Voices” e “Price of Gasoline” corrono su terreni psichedelici accompagnate dalle solite battute di Tong.

Un gradino sopra a tutti si ergono, anche se di poco, incredibilmente i brani più poppeggianti come “Blue Light” e “This Modern Love” i quali, ancorché potrebbero apparire troppo lineari, in realtà nascondono arrangiamenti di caratura notevole.

I backbeat di “Luno” ci mostrano l’insolenza dei londinesi i quali dimostrano di non aver alcun timore, soprattutto nelle performance live, nel mettere in scena la loro intensa proposta musicale senza mai sembrare ripetitivi.

E se con la complessa e variegata “The Pioneers” probabilmente si tocca il momento più alto del disco, la closing track “Compliments” coinvolge per la corposa struttura elettronica dove possono fare libero sfoggio i synth che hanno il compito di calare il sipario su un grande, grandissimo disco!

Data di pubblicazione: 2 febbraio 2005
Tracce: 13
Lunghezza: 50:35
Etichetta: Vice Records
Produttori: Paul Epworth


Tracklist

1.Like Eating Glass
2.Helicopter
3.Positive Tension
4.Banquet
5.Blue Light
6.She’s Hearing Voices
7.This Modern Love
8.The Pioneers
9.Price of Gasoline
10.So Here We Are
11.Luno
12.Plans
13.Compliments

 

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