OGGI “OVUNQUE PROTEGGI” DI VINICIO CAPOSSELA COMPIE 15 ANNI

 
20 Gennaio 2021
 

“Ovunque Proteggi”, sesto album di Vinicio Capossela uscito il venti gennaio di quindici anni fa, ha avuto un fortunatissimo destino: targa Tenco e secondo posto nella classifica di Mojo dedicata alla world music. Un disco che univa spirito e corpo, sacro e profano, un viaggio nell’anima e sulle sponde del Mediterraneo. Una band sempre più big e internazionale quella che affiancava Capossela, cresciuta con l’apporto di collaboratori come Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Wu Wei e Roy Paci alla tromba.

Tredici brani che rileggevano miti e leggende trovando collegamenti estrosi tra paesi e culture, guidati dal filo rosso dell’esperienza umana alla base di ogni racconto, anche dei più fantasiosi. Non erano fiabe quelle di “Ovunque Proteggi” ma storie irriverenti e epiche, piene di mostri e perdenti, passi della Bibbia, tradizioni vive e cerimonie dimenticate. “Brucia Troia” era un’Iliade senza divinità, Medusa e Minotauro uscivano dal mito, restavano terrificanti ma sorprendentemente simili alle mostruosità di ogni giorno, specchi deformanti dalla sagoma familiare.

La scrittura diventava più violenta ma mai troppo morbosa neanche quando evocava la brutalità dei gladiatori nell’arena in “Al Colosseo – Il Rosario de La Carne”. Altri uomini, altre suggestioni: la Russia raccontata in “Moska valza” tra megalopoli e frustrate manie di grandezza in un esperimento elettronico o “turbo folk” come Capossela l’aveva ribattezzato; la Settimana Santa di Scicli descritta in “L’uomo vivo”; il Messico accarezzato con la rilettura di “Pena de l’alma” e l’Oriente di “Lanterne Rosse”.

Il rosso del sangue, il blu di “marzo” che “s’è preso anche l’aria dei viali” e quello altrettanto profondo del mare in tempesta di “S.S. dei naufragati” ispirata a “La ballata del vecchio marinaio” di Samuel Taylor Coleridge, che anticipava temi approfonditi qualche anno dopo in “Marinai, profeti e balene”. Un solo spunto autobiografico dichiarato, quello contenuto nel brano che dava il titolo al disco, canzone d’amore e preghiera laica risalente agli anni novanta che chiudeva un racconto corale che ha fatto crescere il Capossela interprete e trasformista.

Data di pubblicazione: 20 gennaio 2006
Tracce: 13
Lunghezza: 71 :51
Etichetta: Atlantic / Warner
Produttore: Vinicio Capossela

Tracklist:
1. Non trattare
2. Brucia Troia
3. Dalla parte di Spessotto
4. Moska valza
5. Al Colosseo – Il Rosario de La Carne
6. L’uomo vivo
7. Medusa cha cha cha
8. Nel blu
9. Dove siamo rimasti a terra Nutless
10. Pena de l’alma
11. Lanterne rosse
12. S.S. dei naufragati
13. Ovunque Proteggi

 

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