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Reduci dal buon successo con il precedente album “Cut Across The Land” (una rispettabilissima quarantesima posizione nelle chart inglesi, provateci voi!) tornano i Duke Spirit stavolta coadiuvati in cabina di regia dal guru “desertico” e produttore dei Queens Of The Stone Age e dei Kyuss (nonchè fondatore dei Masters Of Reality) Chris Goss. Difatti, guarda un po’, i brucianti riff della coinvolgentissima “Send A Little Love Token” hanno il sapore di certe saltellanti creazioni delle Regine. Con un gusto più personale i Duke sfornano altri brani agili e guizzanti come “Into The Fold”, “Lasoo” (che sfoggia pure dei fiati sboccatamente trionfali) e “Neptune’s Call” che subiscono tra l’altro anche pesanti influssi garage. Il mix tra sonorità  vecchie e pose moderne fa pensare certamente ai Black Rebel Motorcycle Club nei loro momenti più dinamici.

Sembra proprio che in “Neptune” si sia cercato a tutti i costi di raggiungere un equilibrio perfetto tra scanzonata aggressività  e dolcezza noir lievemente illividita, anche se probabilmente i Duke Spirit non hanno approfondito veramente a fondo questi due aspetti della personalità . Questo non vuol dire che il disco non sia godibile e non ci impedisce di poter affermare che sia meglio di tanta altra robaccia “new rock”.
Poi accade che parte la ballatona “Wooden Heart” (più convincente dell’altro lento “Sovereign”, passabile ma nulla di più), distorta quel poco che basta per darle quell’aspetto malconcio senza violentarne la l’aggraziata bellezza, e il tempo si ferma per qualche minuto, e contemporaneamente passano dei secoli, nella tua testa, nel sangue e nelle ossa.

Hanno l’andamento legnoso e le ginocchia cigolanti due tra i migliori pezzi del lotto, ossia la nebbiosa “Dog Roses” e la bluesy “This Ship Was Made To Last”: i Duke sembrano trovarsi più a loro agio in pezzi del genere piuttosto che in numeri supersonici. Va ancora meglio con la retropoppeggiante, sensualissima (ah quegli ululati! Ah quel sonaglietto!) “The Step And The Walk”, perfetto esempio, tra l’altro, per capire bene lo stupendo modo di cantare (tanto soul blues quanto in un certo senso “punk”) di Leila Moss.

Cover Album
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Neptune [ You Are Here – 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Black Rebel Motorcycle Club, Queens Of The Stone Age, PJ Harvey
Rating:
1. I Do Believe
2. Send A Little Love Token
3. The Step And The Walk
4. Dog Roses
5. Into The Fold
6. This Ship Was Built To Last
7. Wooden Heart
8. You Really Wake
Up The Love In Me
9. My Sunken Treasure
10. Lassoo
11. Neptune’s Call
12. Sovereign