Masticano materia poetica da dieci e lode, impastano sogni e realtà  con segreti e preziosismi autorali che graffiano senza fare sangue. Gli Euphorica ““ quartetto bergamasco ““ arrivano con “La Rivelazione”, il nuovo disco che ha il coraggio di bruciare amori, illusioni, domande e scintille in un incanto di undici tracce, un disco che colpisce e che regala un songwriting sorprendente, rarissimo da rintracciare nei gironi infernali dell’underground. Pop, rivoli rock, ballate espressive e stati mentali aperti sono il gioco sonoro di una tracklist a mantice, una list che apre e chiude respiri e boccate di vita in una dosata concettualità  personale.

Poi, se vogliamo essere fiscali ““ tutto sta a capire cosa uno si aspetta dalle proprie canzoni. Se uno si prefigge, con la propria musica di innescare stimoli di innovazioni significative o, magari, di scrivere e suonare esclusivamente belle cose ““ con la speranza che restino nel tempo: nel caso dei nostri Euphorica vale la seconda ipotesi, un modo di interpretare l’arte dei suoni e delle parole ““ combinate poi insieme ““ stupenda, e per poi puntare ad una “piccola” eternità , e questa piccola “onorevole altezzosità ” è presente in ogni brano, dietro ogni angolo lirico.

La band potrebbe essere già  intestataria di un proprio genere, e ascoltando a random la scaletta proposta conferma quanto di buono i nostri avevano già  fatto intendere con la loro prima prova; Davide Zanni chitarra acustica e voci, Paolo Armati chitarra acustica e seconde voci, Salvatore Lentini basso e Roberto Pittet alle pelli regalano intensità  e rubini sonori come la ballata chiaroscura “Il predicatore”, il deliro rarefatto e folkly “L’ultima danza”, il bagliore di una visione di donna “Tu”, per poi lasciare al numero 8 della list l’animo appeso ad una luna guardinga e melanconicamente strumentale e che per nome non porta niente se non la sua grazia struggente e rotonda.

Chiude l’ascolto critico “Shangri-La”, un fugace e lento tuffo negli anni Novanta atmosferici dei Tiromancino e dei lampi teneri di certi Karma corali, poi ““ oramai presi dalla foga di bello ““ parte la carica selvaggia a discapito del tasto repeat e gli Euphorica diventano momentaneamente quasi il motivo stretto e immacolato per sopravvivere alla quotidianità  vuota in cui gravitiamo.

Cover Album

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La Rivelazione
[ autoprodotto – 2014 ]
Genere: cantautorato, indie-rock
Rating:
1. L’equilibrista
2. La rivelazione
3. Il predicatore
4. L’ultima danza
5. Demone
6. Tu
7. La terra
8. Giuda
9. Shangri-la
10. Visione