La formula pop-rock cantautorale ““ oramai adottata dei milanesi Egokid – è sempre una conferma di creatività  e di ricerca musicale da non prendere mai sottogamba, e questo nuovo lavoro “Troppa gente su questo pianeta” ne è un ulteriore cartina tornasole dello stato di buona salute che gode. Tornano a ricamare l’underground dopo tre anni dal precedente disco, e tornano a programmare un’onda melodica che dopo pochissimi ascolti si fa ammiccante e adottabile per momenti di buon ascolto, di buone cose chesecernono delicatamente musica & poesia.

Dieci brani che si incrociano e si sospingono in un vortice che fa vibrare stomaco e pensiero, pop d’autore confezionato senza scalmane o riverberi di sfighe da elencare, una vivacità  riflessiva, intima e personale che sa guardarsi intorno e che sta alla larga da mode o contrattazioni effettistiche, un suono e un groviglio di parole che girano indisturbate in un fluire ininterrotto di attimi, amori, sguardi e racconti stupendi, cristallini. Cadute, rialzi, disagi e amarcord di una generazione color topo visitano questa tracklist, dieci brani stile Polaroid che elencano e disegnano stati d’anima e rinascimenti interiori, ma poi è come il classico amore che trionfa sulla vita, sull’esistenza personale e di rapporto che – come cita poi il titolo ““ affolla la dinamica planimetrale in cui poggiamo la nostra fisicità  corporea e interiore.

Dunque il riscatto della speranza e – ribadiamo ““ dell’amore a tutto tondo che fa circonferenza ottimale alla vibrazione poetica che gli Egokid spandono tutt’intorno a sintomo di bellezza e sollecitudine a viverne appieno l’aria, la vita e l’ottimismo come bagaglio a mano. Con l’aura sensoriale di un Riccardo Fogli “Il re muore”, “La madre”, e l’ Enrico Ruggeri post punk “Il mio orgoglio”, “Frasi fatte” il disco avanza i suoi passi, l’aria nebbiosa di “In un’altra dimensione”, quella sospesa negli Ottanta melodici “L’alieno” e “La malattia”, poi una volta chiusi gli occhi il pianeta pieno di gente scompare per fare posto ad una palla leggera e colorata legata con lo spago alla fantasia, all’immaginazione di essere altro, di essere altrove.

Troppa Gente Su Questo Pianeta
[ Novunque Dischi – 2014 ]
Genere: Cantautorato, pop-rock
Rating:
1. Il re muore
2. La madre
3. In un’altra dimensione
4. Il mio orgoglio
5. L’alieno
6. Solo io e te
7. Che tempo fa
8. Frasi fatte
9. Non balliamo più
10. La malattia