Non tutti gli anniversari hanno lo stesso peso.

Questa è la prima considerazione che mi viene in mente riflettendo sull’album che dovremmo celebrare, “Astral Weeks” del 1968, un capolavoro cristallino, da molti considerato come l’interpretazione rock dell’impressionismo.
“Astral Weeks” è uno di quei lavori discografici presenti in qualsiasi classifica, anche trasversale, dei migliori dischi di sempre , è quello che ha lanciato la carriera del nostro , viene considerato il capostipite del genere folk con influenze jazz e rimane un unicum nella discografia del nostro (rispetto ai lavori coevi di Tim Buckley che percorsero con maggior convinzione questa commistione, in parte ereditata anche dal compianto figlio Jeff).

Basterebbero queste note iniziali per riassumere l’importanza di “Astral Weeks”, che già  dal il titolo profuma di spezie psicadeliche ed evoca viaggi onirici.

Van, dopo la fulgida se pur acerba esperienza con i Them (“Gloria” vi dice qualcosa?), ed un lavoro pubblicato senza la sua autorizzazione (con la mega hit “brown eyed girl”) , approda alla Warner , si attornia di uno stuolo di jazzisti di prim’ordine e si affida a composizioni sognanti, dove l’influsso del jazz coniugato al folk tipico di quegli anni crea un flusso di coscienza senza soluzione di continuità .

Un album caratterizzato dalla più completa libertà  espressiva, senza sconfinare nella sperimentazione di uno Zappa o di un Captain Beefheart e da una intensità  che toglie il fiato a chi ascolta.

La canzone a mio avviso simbolo di questo disco è “beside you”, dove le declamazioni vocali di Van Morrison raggiungono lo zenith, l’intreccio della chitarra insieme ai violini ed al flauto conferisce a questo brano un’aura magica che caratterizza tutto il disco.

Queste sonorità  rimarranno un caso isolato nella discografia del nostro, che in seguito adotterà  un’alternanza ben collaudata tra album (basti citare “Moondance”) improntati al soul e l’r&b e album di cantautorato finissimo (basti citare “Veedon Flece”) .

I brani di questo lavoro non compaiono mai nelle raccolte dedicate all’artista e difficilmente i suoi brani vengono riproposti dal vivo.
Van Morrison solo nel 2009 si lasciò corrompere dalla tentazione di riproporlo interamente dal vivo e lo fece con la pubblicazione dell’ormai noto “Astral Weeks Live at the Hollywood Bowl”, che sancì , a fine primo decennio del nuovo millennio, una sorta d chiusura del cerchio di una carriera che proseguì poi senza sosta sino ad oggi, se pur pubblicando molti lavori sempre formalmente perfetti ma un po’ anonimi e spenti.

Van Morrison ““ “Astral Weeks”
Pubblicazione:
29 novembre 1968
Durata: 47:10
Tracce: 8
Etichetta: Warner Bros
Studio: Century Sound Studios, New York
Produttore: Lewis Merenstein

Tracklist:
1. Astral Weeks
2. Beside You
3. Sweet Thing
4. Cyprus Avenue
5. The Way Young Lovers Do
6. Madame George
7. Ballerina
8. Slim Slow Slider