PER JULIAN CASABLANCAS I SERVIZI DI STREAMING SONO SOLO “UNA PERDITA DI TEMPO”

 
12 aprile 2019
 

Più di un artista. in svariate occasioni, ha messo in evidenza la scarsa remunerazione che riceve dai vari servizi di streaming. Ora anche Julian Casablancas si è unito al coro dei detrattori, rivelando di trovare le piattaforme streaming “una perdita di tempo“.

In una conversazione con Billboard, il frontman di Strokes e Voidz ha parlato delle sue frustrazioni causate dai cambiamenti strutturali dell’industria musicale, mettendo in discussione il ruolo delle etichette discografiche in un’epoca in cui “tutto ruota intorno a Spotify: “Non uso Spotify. Penso che tutti quei servizi di streaming siano…bah. Non mi piacciono. Sono i nuovi MTV, i nuovi guardiani, quindi le etichette fanno accordi con loro… stanno solo facendo a pezzi tutti. Non lo so. Non penso che le etichette abbiano una chiara identità in questo momento. Io non sono lì in prima linea cercando di capire come fare soldi. Sono più interessato a fare qualcosa come i Grateful Dead, ovvero, andare di città in città, essere amico delle stazioni radio, suonare nei locali giusti, stringere relazioni con buoni promoter. Puoi avere la tua esistenza online, ma provare a trovare del buono in Spotify è solo una perdita di tempo per me.

Casablancas ha notato che, in qualità di ascoltatore, passa musica da “un dispositivo non Apple, perché non ti permette nemmeno di avere più MP3” o si sintonizza sulla radio.

Fra tutti quelli che conosco, chi sta ascoltando Spotify o Apple Music non scopre nulla di interessante“, continua. “Quando chiedo loro di trovare una canzone interessante, beh, non ne hanno nemmeno una: se devi scegliere un servizio di streaming, direi che YouTube è l’unico, anche se non è il massimo nemmeno quello“. Ha aggiunto poi: “L’intero processo musicale è così stupidamente complicato in questo momento, per colpa di tutta quella tecnologia.

Alla domanda sul ruolo ideale che un’etichetta discografica dovrebbe avere nel 2019, Casablancas dice: “Trovare un grande talento e starci sotto avrebbe il suo peso, ed è qui che [le etichette] potrebbero sopravvivere tecnicamente, ma in realtà quello che stanno facendo è provare a giocare con il sistema e fare quanto più denaro possibile. Ci sono i guadagni e poi ci sono gli artisti in cresciat, lo sviluppo di questi artisti è difficile e complicato, fastidioso e ingrato, mentre cercare di truffare il sistema e fare affari per fregare le persone è più facile.

 

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