LIBERATO
Liberato

[ Liberato - 2019 ]
7.5
 
Genere: EDM partenopea
Tags:
 
26 giugno 2019
 

Liberato è tornato con un disco che esprime ed estende al massimo le coordinate di una storia incredibile, tessuta con maestria.
La questione dell’anonimato, a margine del disco, è un sussulto, pura inquietudine artistica che si identifica con il fermento intellettuale di un progetto artistico unico.

Il racconto di una città come Napoli non culmina infatti nell’oscurità e nei cappucci sul palco, ma nell’idea di innovare, unire tradizioni, culture, scene e identità. Dopo mesi di silenzi interrotti ed esibizioni d’effetto abbiamo finalmente una traccia, una strada da seguire per parlare, in modo più completo, di Liberato e delle chiavi di interpretazione che un lavoro così capillare semina.

Il disco è uno sciame, una rete sociale, nella sua produzione non c’è un centro, piuttosto un flusso di racconti intrecciati e costruiti in una struttura di storytelling che si attorciglia con il tema di sfondo e fondo: l’identità napoletana.
L’appartenenza di Liberato a Napoli non è “una risorsa dell’ego” artistico del progetto, quanto piuttosto un’espressione social-musicale che si palesa in pezzi come “Oi Marì” o nella versione intimista di “Gaiola”, insomma Napoli è una caratteristica ontologica e intrinseca del suono stesso di Liberato.
L’esperienza al Sonar, dello scorso anno, è pienamente sintetizzata e giustificata nell’estrema ricercatezza di un brano come “Nunn’a voglio ‘ncutrà”. I sette minuti del pezzo avvicinano Liberato al concept e alla raffinatezza di artisti a livello globale: possiamo tranquillamente dire che un’ossatura come questa è unica nel suo genere per un artista italiano.

Un surrealismo geografico che regala un dipinto, uno scorcio, forse non reale a tutti i costi, di una città, di un territorio. “A me basta il fervore” diceva il pittore George Braque; Liberato si attacca proprio all’entusiasmo, al fervore di una ricerca sonora e artistica, nel senso più ampio possibile, che lega un non-volto a Napoli, che diventa un non-luogo perfetto.

La città si trasforma in un movimento dove non c’è epicentro ma un puro susseguirsi di situazioni, storie, racconti. Il panorama sonoro creato è rappresentativo di una tradizione che parte dalla canzone storica napoletana, passa nei suoni delle radio popolari del post-conflitto mondiale e arriva a Pino Daniele.
Liberato è l’identificazione geografica e sonora di un territorio. Non c’è più il bisogno di trovare una “carta d’identità” da sfoggiare e attaccare al progetto, è più interessante notare come, il 22 giugno a ‘Roma Liberata’, ci sarà una vera tempesta di suoni nuovi che passa da progetti come Dengue Dengue Dengue, Bawrut o Napoli Segreta.

Il disco di Liberato è un’alchimia, una serie di codici cifrati e segreti che non fanno altro che custodire le chiavi adatte a rilanciare un binomio fondamentale per la musica e le arti in genere, quello tra innovazione e tradizione.

Tracklist
1. Nove Maggio
2. Intostreet
3. Je Te Voglio Bene Assaje
4. Oi Marì
5. Gaiola
6. Tu me faje ascì pazz'
7. Guagliò
8. Me staje apennen' amò
9. Nunn'a Voglio Ncuntrà
10. Niente
11. Tu T'e Scurdat' e me
 
 

Gruff Rhys – Pang!

Gruff Rhys ama cambiare, stupire. Difficile trovare un filo conduttore nell’ormai lunga carriera solista del frontman dei Super Furry ...

Lana Del Rey – Norman Fucking ...

Ogni volta che Lana Del Rey pubblica un album il dibattito tra estimatori e detrattori della musica di Elizabeth Grant diventa sempre più ...

Kazu Makino – Adult Baby

Siamo abituati a sentire la voce eterea di Kazu Makino nei Blonde Redhead a fianco dei gemelli Simone e Amedeo Pace, ma ora Kazu ha deciso ...

Frankie Cosmos – Close It ...

Sempre molto prolifica la giovane Greta Kline, titolare del progetto Frankie Cosmos: dopo un anno e mezzo dal precedente “Vessel”, ...

The Futureheads – Powers

Aspetti positivi: i ritorni sono sempre graditi. Specie se le cose che più si ricordano negli ultimi anni circa la band di Sunderland sono ...