OGGI “THE UNFORGETTABLE FIRE” DEGLI U2 COMPIE 35 ANNI

 
1 Ottobre 2019
 

Porpora ed oro, un antico castello nel quale risuonano gli echi del nostro passato, fantasmi che perseguitano i loro stessi figli. Gli U2 nell’84 hanno terminato un grandioso e riuscito tour, il “War Tour”, che li ha finalmente consacrati agli occhi del mondo intero, mostrando sia ai nostri governanti, che alle persone comuni, quell’immenso cielo rosso sangue da cui dobbiamo trarre la forza ed il coraggio per far fronte comune e cambiare, per sempre, tanto il corso della storia, quanto quello delle nostre esistenze.

Per il nuovo album gli U2 decidono, quindi, di cambiare anche la loro musica, non si rivolgono più allo storico produttore Steve Lillywhite, ma decidono di affidare la produzione alla coppia Brian Eno / Daniel Lanois che conducono le sonorità della band irlandese verso atmosfere più rarefatte, astratte, ambient e sperimentali, spingendoli contemporaneamente a lavorare di più sui testi, a essere più incisivi e profondi.

Ed è così che nell’atmosfera impregnata di romanticismo dello Slane Castle prende vita “il fuoco indimenticabile”, “The Unforgettable Fire”. Il titolo trae spunto da una mostra fotografica avente per tema l’olocausto atomico che aveva raso al suolo Hiroshima e Nagasaki. Gli U2 decidono di richiamare quel fuoco distruttivo per esorcizzare il Male a cui, spesso, sembra che l’essere umano sia fatalmente destinato senza possibilità alcuna di salvezza e redenzione.

Le immagini cariche di tensione, in cui la morte ed il terrore la fanno da padroni, vengono trasformate dalla band in un fuoco positivo, il fuoco della creatività, il fuoco che arde nel subconscio di ciascuno di noi, il fuoco dell’amore e della passione. Gli U2 si rivolgono ad un mondo gravemente ammalato; le sue ferite sono profonde e l’infezione si propaga da una nazione all’altra, da un popolo all’altro, da un individuo all’altro, lasciandoci al cospetto di città in rovina e dolorosi campi di lutto.

Ma non tutto è perduto perché ci sono ancora fievoli speranze, luci in lontananza verso cui il nostro cuore ed il nostro spirito debbono tendere. È il caso di Martin Luther King, cui è dedicata la celebre “Pride”, quell’uomo libero rappresenta coloro che rifiutano di chiudere gli occhi dinanzi alle atrocità che gli uomini infliggono ai loro simili, nascondendosi spesso dietro il nome di Dio, dietro un ideale politico, dietro l’irrazionale difesa della propria normalità. Gli U2 riescono a elevare concetti e temi individuali ad un livello universale, dando voce a quel fuoco interiore che ci rende migliori e riuscendo, di conseguenza, a creare un album che, ancora oggi, è significativamente attuale perché, purtroppo, tanti uomini continuano a perder la vita, a sentirsi soli ed abbandonati in balia di mari di egoismo e paura, per mano dei loro stessi simili.

Pubblicazione: 1 ottobre 1984
Durata: 42:19
Dischi: 1
Tracce: 10
Genere: Rock
Etichetta: Island Records
Produttore: Brian Eno, Daniel Lanois
Registrazione: maggio– agosto 1984

1 – A Sort of Homecoming – 5:29
2 – Pride (In the Name of Love) – 3:49
3 – Wire – 4:19
4 – The Unforgettable Fire – 4:55
5 – Promenade – 2:32
6 – 4th of July – 2:15
7 – Bad – 6:09
8 – Indian Summer Sky – 4:18
9 – Elvis Presley and America – 6:22
10 – MLK – 2:32

 

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