BI NOSTALGIA
The King In Yellow

[ Standa Dischi - 2019 ]
7
 
Genere: Ambient, Trance, Post-Rock
 
27 Novembre 2019
 

“Strana è la notte dove si levano stelle nere,
E lune mai viste solcano i cieli
Ma ancora più misteriosa è la perduta Carcosa.”

Carcosa è una città fantastica, frutto dell’immaginazione di Robert W. Chambers, potrebbe trovarsi ovunque: sulla nostra piccola Terra, in un remoto mondo alieno o nei meandri più oscuri e profondi della nostra coscienza. Chambers scrisse più di ottanta libri, ma quello che ha fatto sì che il suo nome giungesse sino a noi è, senza alcun dubbio, la serie di racconti nota come “Il Re Giallo”.

Nel primo dei suoi racconti, “Il riparatore di reputazioni”, facciamo la conoscenza di un mondo distopico e decadente, nel quale Chambers ambienta i suoi racconti. Un mondo che starebbe alla perfezione in un romanzo di Philip K. Dick o George Orwell; un mondo nel quale dietro un’apparenza di pace, calma e serenità, si nascondono rabbia ed indifferenza, paura e leggi razziali, terrore per tutto ciò che è estraneo, straniero, diverso. I racconti vennero pubblicati nel 1895, ma Chambers li ambientò nel 1920, riuscendo a prevedere eventi non ancora avvenuti come una vittoriosa guerra mondiale contro i Tedeschi; un’Europa minacciata dai Russi; lo sgretolamento del vecchio mondo, mentre quello nuovo decideva di isolarsi sempre più e guardare all’esterno con inquietudine e diffidenza. Una società sempre più malata ed insensibile, intanto, rendeva legali le “Camere Letali Governative”, in cui poveri pazzi, uomini soli ed abbandonati, uomini malati o semplicemente fragili e delusi, potevano suicidarsi con l’approvazione del Governo.

Ma cos’è la vera follia? Chi sono i veri pazzi? Chambers, più di cento anni fa, scriveva che la nostra mente è una camera delle meraviglie in cui esistono tesori fantastici che per esser scoperti, per esser compresi, per esser sfruttati, richiederebbero anni di impegno e di dedizione. Più facile, quindi, voltarsi altrove; più semplice rendere la nostra indifferenza normalità ed additare chiunque non si pieghi e non si uniformi a quello che è considerato il pensiero dominante.

Questo è lo scenario in cui fa la sua comparsa il Re Giallo, “il re che molti imperatori hanno servito”, simbolo misterioso di decadenza e stagnazione, di nichilismo e caos. Il Re Giallo indossa una veste lacera ed una maschera che tale non è, ma è il suo vero volto di menzogna e falsità; è allo stesso tempo una creatura mostruosa e tentacolare, ma anche una forza spirituale invisibile che agisce tramite il suo segno giallo, una peste che distrugge la mente e la volontà delle persone, confondendole e rendendole incapaci di distinguere il bene ed il male.

È questo il vero orrore e Chambers, così come Edgar Allan Poe, H. P. Lovecraft, Philip K. Dick o Stephen King, lo sa benissimo: il vero orrore è la mancanza d’empatia che produce indifferenza e solitudine, che crea esistenze vuote e moribonde che l’uomo moderno cerca di riempire con la prepotenza ed il potere, con il desiderio di sopraffare e controllare i suoi stessi simili e con l’unica vera ed atroce follia, quella di considerarsi appartenente ad una razza eletta e portatrice dell’unica verità.

È questo il contesto in cui Bi Nostalgia (creatura musicale del veronese Luca Rigato, che torna a dispensare musica inedita dopo ben 25 anni) crea la colonna sonora ideale per le vicende narrate da Chambers. Il tutto avviene con naturalezza perché i racconti del Re Giallo si susseguono come dei cortometraggi e dare loro una dimensione sonora è un atto dovuto. Ed ecco che la musica crea attorno a noi le strade della perduta città di Carcosa; le onde increspate e scure del lago di Hali; le paure che vogliono impossessarsi e consumare le nostre menti; le parole di Camilla e Cassilda, impegnate a dialogare con un misterioso straniero mascherato; le barriere fisiche e psicologiche che la società di cui siamo parte, sia quella dei primi anni del Novecento, che quella attuale, impone alle persone comuni come unica possibile normalità.

Le sonorità ambient ed elettroniche diventano la voce interiore della nostra coscienza, rendono leggibili le pagine di questo libro oscuro, scritto con la follia degli uomini e da cui gli stessi uomini si sentono estasiati ed impauriti, attratti e respinti, in modo da poterne comprendere il messaggio nascosto. La bellezza della musica sta nelle atmosfere fosche, nel passo cupo ed etereo dei sintetizzatori, nelle sonorità minimali, in bilico tra biomusic, trance e post-rock atmosferico e diluito, che ci permettono di assaporare ogni scena di questo racconto musicale, di entrarne a farne parte, di esserne protagonisti, vittime e carnefici, folli e normali, servi e padroni, ritrovandosi così in un mondo lontano e sconosciuto, ma allo stesso tempo così familiare e vicino da poter essere raggiunto semplicemente chiudendo gli occhi e seguendo il segno giallo sullo sfondo dei nostri pensieri più intimi ed inconfessati.

Tracklist
1. Intro [Walk to Carcosa I]
2. The King in Yellow
3. The Street of Four Winds
4. Golden tints of Autumn foliage
5. Deep, calm feeling of relief
6. Seven Men in White Masks
7. Interlude [Walk to Carcosa II]
8. Into the Lake of Hali
9. The Demoiselle d'Ys
10. The Last Rays of Sunset
11. It's a bad place for a stranger
12. Yellow Sign in Lost Carcosa
13. Cassilda
 
 

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