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Nella storia della musica indipendente accade frequentemente che all’interno di scene già  di per se piuttosto ristrette si celino misconosciute meteore che nel giro di un paio di singoli esauriscono la propria fulminea esperienza. Altrettanto spesso e a posteriori però, si scopre che quelle meteore hanno giocato un ruolo fondamentale non solo nella minuta orbita attorno a cui ruotavano, ma nella storia del movimento stesso.
E’ questo il caso degli scozzesi Fire Engines, band post punk attiva nei primissimi anni Ottanta di cui oggi viene finalmente data alle stampe una raccolta completa di tutto il loro materiale precedentemente edito per lo più dalla Pop:Aural di Bob Last, in precedenza fondatore della gloriosa Fast Product ( Human League, Gang Of Four, The Mekons ).
I Fire Engines di Davey Henderson muovono i primi passi nell’universo post-punk edimburghese poco dopo l’esplosione del suono Postcard, la label di culto licenziataria dei dischi di Orange Juice, Aztec Camera e Josef K. Con questi ultimi in special modo il gruppo di Henderson condivideva un’attitudine ““ allora molto in voga ““ prettamente ” anti-rock “, che comportava una sorta di violento rifiuto verso tutto ciò che aveva rappresentato lo stereotipo del musicista rock, dall’ostentato maledettismo bohèmien fatto di droghe e alcool fino ai canonici bis, che il leader dei Josef K definiva dalle pagine di NME allungati minestroni ” paternalistici ” e a cui Fire Engines opponevano provocatoriamente dei leggendari show della durata di quindici minuti.
Artistoidi ed intellettuali convinti ( raramente capitava di vederli in giro senza una copia di Kafka, Camus o Joyce sotto braccio ) musicalmente i Fire Engines suonavano però assai più simili ai nuclei art punk d’oltreoceano ( Richard Hell & The Voivods e Television, senza dimenticare la lezione contorta di James Chance e la lisergia dei Velvet Underground ) che non ai conterranei Fall o al Pop Group.
Tra tutte queste influenze sono però i Television a plasmare maggiormente il suono degli Engines, tanto che spesso ( vedi la febbrile ” Discord “, ” Meat Whiplash ” e ” Get Up And Use Me ” ) sembra di ascoltare la chitarra di un impossibile Tom Verlaine scozzese meno acido e più funk, mentre altrove è lo spirito mutante della No New York ad avere la meglio ( ” Big Gold Dream ” e la doppia suite strumentale ” Lubricate Your Living Room Part 1 & 2 ” ).
Il materiale raccolto dalla Acute Records su ” Hungry Beat ” ““ 3 singoli ed un mini-Lp corredati da un booklet di 16 pagine ““ fotografa i Fire Engines nel pieno della propria fertilità  creativa, rendendo giustizia ad uno degli astri più luminosi e sottovalutati dell’intera stagione post-punk europea, non a caso definiti da Alex Kapranos dei Franz Ferdinand la ” propria fonte di ispirazione ” e da Bobby Gillespie dei Primal Scream il gruppo senza il quale ” i Primal Scream e i Jesus & Mary Chain non sarebbe mai esistiti “.

Cover Album
Fire Engines on Domino
MySpace
Hungry Beat [ Acute – 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Television, James Chance & The Contortions, Josef K, Gang Of Four
Rating:
1. Candyskin
2. Meat Whiplash
3. Get Up And Use Me
4. Everything’s Roses
5. Big Gold Dream
6. Plastic Gift
7. Sympathetic Anaesthetic
8. Discord
9. New Thing in Cartons
10. Hungry Beat
11. Lubricate Your Living
Room Part 1
12. Lubricate Your Living
Room Part 2
13. Get Up And Use Me (Version)
14. Sympathetic Anaesthetic (Version)
15. New Thing in Cartons (Version)
16. Plastic Gift (Version)