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Ci sono band che disegnano melodie curvilinee costituite da tratti delicati, spirali di suoni o cavalcate sotto acido. Ci sono altri gruppi che materializzano visioni eteree ed impalpabili, fatte di tinte acquerellate e paesaggi inconsistenti stesi su una tela invisibile, o ancora che innescano riff sotterranei, oscuri e pulsanti. Gli Stayer invece scolpiscono magistralmente suoni (e rumori) fatti di spigoli vivi ed improvvisi cambi di rotta, melodie contundenti da sobborgo urbano, ritmi nervosi e quadrati come i palazzoni alienanti di qualsiasi periferia occidentalizzata.

Formazione non del tutto canonica, due chitarre ed una batteria, il combo di base a Udine e prodotto da Teho Teardo si avventura in territori traboccanti di paranoie, a metà  tra math-noise e post-qualcosa: per intenderci, il nord est italico post-industrializzato che incontra New York via Fugazi e Sonic Youth. Risultato: nevrosi + psicopatia stillanti da ogni nota dei dodici brani che compongono “Better Days”. Musica fatta di tendini e di scatti irrequieti, bordate che arrivano dritte come un pugno in pieno cranio, pochi fronzoli. La voce di Arrigo Cabai urla di incubi che diventano reali nel suono delle chitarre frastagliate e sporche e di una batteria schizofrenica. Isteria distillata. Appena il tempo per prendere fiato, ed ecco che già  si materializza una nuova ossessione fatta di distorsioni e dissonanze, e poi un’altra ancora, fino alla fine, senza tregua, senza scampo.

Un disco maturo che trae linfa dai più disparati numi tutelari, ma che mostra la notevole capacità  della band friulana nel rielaborare la lezione del passato.
Un’ode malsana alla razionalità  del caos.
Conturbante e avvincente.

Cover Album
Band Site
MySpace
Better Days [ Zerothehero – 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: Red Worms’ Farm, Sonic Youth, Fugazi
Rating:
1. Tiger In A Cage
2. Amniotic
3. Cathedrals
4. Words On Paper
5. Screwdriver Song
6. Broken Hands
7. Machine
8. Eletricity
9. Come Clean
10. So Perfect
11. Better Days
12. Spleen Attack