Lunga e sentita, la gestazione del seguito del già  eccellente “W”, più che una banale attività  compositiva fa pensare a uno specifico percorso di vita che va a sommarsi alle tante esperienza che già  hanno segnato la storia e la musica dell’artista inglese. Raggiunta solo con la precedente pubblicazione su DFA una più concreta notorietà , non ancora del tutto suggellata da un vero successo di pubblico malgrado gli unanimi gradimenti della critica, Jam Rostron, fu Janine (ha cambiato recentemente nome all’anagrafe a favore della neutralità  di genere) arriva al terzo disco in seguito a diversi singoli ed EP e a una cospicua attività  come dj che l’ha portata in giro per il mondo per diversi anni e che ha segnato una graduale predilezione, molto evidente nel nuovo lavoro, verso un’elettronica da club di stampo fortemente berlinese, dove Planningtorock vive e opera ormai da anni. Ulteriore, dichiarata fonte d’ispirazione e costante collaborativa ormai da tempo, la partnership con i Knife, da cui prende vita uno dei brani della nuova raccolta, che già  fu singolo e nasce da un remix della più fervida “Full Of Fire”, qui rimaneggiata in un’inedita versione di “Let’s Talk About Gender Baby”, meno essenziale rispetto al remix uscito a fine 2013.

Il parallelo che lega i fratelli Dreijer a Planningtorock va però oltre i confini musicali, prendendo vita anche e soprattutto sul versante delle tematiche trattate tanto in quel “Shaking The Habitual”, che molto aveva fatto parlare di sè nell’anno da poco concluso, quanto in questo nuovo “All Love’s Legal”, che come si sarà  già  abbondantemente compreso circoscrive il proprio concept alla sfera sessual-sentimentale, ai relativi diritti civili e via dicendo. Se però il duo svedese prendeva più di petto la faccenda tra raffiche di cassa e dimensioni disturbanti, al contrario sembra che la Rostron abbia preferito mitigare quel gusto del lugubre e dell’ansiogeno che distingueva le precedenti pubblicazioni. Rimane senza dubbio quell’inclinazione alle sonorità  meno luminose, accompagnata però a momenti meno oscuri come accade nella citata “Let’s Talk About Gender Baby” o nel già  singolo “Patriarchy Over & Out”, in una nuova versione in cui i discutibili latrati della prima pubblicazione sono stati rimpiazzati da dei più dignitosi synth. Una scelta costante quella di prediligere suoni sintetici a vocalizzi e strumentazione classica, che si riflette in una perdita pressochè totale dell’uso del sax, onnipresente nel precedente “W”, e a una maggiore confidenza alle sonorità  da club – “Beyond Binary Binds”, breve diversivo house, fa immaginare quale possa essere la prossima via intrapresa, così come la meno danzereccia e più tetra “Public Love”.

Permane quel gusto per il pop eccentrico condito da rimandi a sonorità  synth-pop 80s, come accade nei migliori momenti dell’album; nel primo singolo “Human Drama”, manifesto etico e musicale dell’androgina Rostron, costruita su synth dilatati e un testo esplicito, e nella lenta “Steps”, tra i migliori brani della carriera di Planningtorock, dove gli archi sintetici sembrano ammiccare a reminescenze del primo “Have It All”. Non sembrano poi così lontani quei tempi in fondo, appaiono invece sempre più evidenti i progressi compositivi dell’artista inglese che, gettate maschere e mezzucci teatrali e acquisita una nuova potenza di mezzi d’espressione, continua a convincere e farsi apprezzare non solo per la propria musica ma anche e soprattutto per il messaggio proposto.

All Love’s Legal
[ Human Level – 2014 ]
Genere: electro, experimental pop
Rating:
1. Welcome
2. All Love’s Legal
3. Human Drama
4. Answer Land
5. Let’s Talk About Gender Baby
6. Words Are Glass
7. Misogyny Drop Dead
8. Beyond Binary Binds
9. Steps
10. Public Love
11. Purple Love
12. Patriarchy Over & Out