Un vero e proprio ritorno alle radici quello di Sivert Høyem, voce dei Madrugada che nel suo nuovo album solista fa un viaggio fisico e dell’anima nel nord della natia Norvegia, fino alle isole Vesterålen dove è nato (a Sortland per la precisione). Il clima, l’atmosfera di quei luoghi hanno inevitabilmente influenzato la genesi di “On An Island”.

Brani equamente divisi tra ballate dall’indole orchestrale che puntano dritte al cuore come “Aim For The Heart” che ricorda negli arrangiamenti “Chimes At Midnight” l’ultimo disco dei Madrugada e “The Rust” ben più complesso con le sue storie di cadute e rinascite mancate. Due singoli intriganti che rappresentano i poli opposti di un album emotivo e malinconico.
C’è molto dei gusti musicali di Høyem in questi nove brani, la passione per il folk e il rock, Jackson Browne in particolare, baritono e falsetto che si alternano fin dalla title track in apertura. Tchad Blake come detto ha curato il mix ed è riuscito a creare un forte dialogo tra i brani, la giusta tensione musicale che rende più ambigua la dolcezza di “Two Green Feathers” con un arrangiamento dai toni western.
L’apporto di Christer Knutsen e Cato Salsa, Børge Fjordheim, Bjarne Stensli e Øystein Frantzvåg, il fidato gruppo di musicisti che accompagna Høyem, è particolarmente evidente in ballate fortemente melodiche come “When Your True Love Is Gone” o la sinuosa “In the Beginning”, nel crescendo rock e deciso di “Now You See Me / Now You Don’t”.
Un sound caldo e avvolgente, tenebroso e a tratti romantico come nella conclusiva “Not Enough Light”, che scioglie il ghiaccio dell’inverno ma non nasconde un lato oscuro – ascoltare con attenzione “Keepsake” per credere – caratteristiche tipiche del Sivert Høyem solista e non solo. Il pregio di questo chansonnier dell’Artico è il non aver mai inciso due album uguali tra loro. “On An Island” è un’altra sfumatura che rende più completo un quadro confortante e prezioso.












