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Intervista con DIGI G’ALESSIO

8 luglio 2011

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Nel mare magnum del web stanno nascendo progetti interessantissimi, progetti tutti italiani che ci rendono orgogliosi del nostro paese. La musica elettronica è sempre apparsa come una faccenda principalmente estera (americana, inglese, tedesca, persino francese), nonostante la storica importanza di un Giorgio Moroder che in pochi ricordano avere i natali altoatesini, e sono davvero pochi i nomi che siamo stati capace di esportare e valorizzare (viene in mente subito il romano Lory D, accasatosi presso la Rephlex di Aphex Twin). Il web e le ultime tendenze elettroniche (dubstep e suoni derivati) sembrano invece aver cassato ogni distinzione geografica, unendo in un solo magma sonico artisti provenienti dalle più disparate latitudini.
È quindi naturale che anche in Italia vi sia un proliferare di realtà e nomi da tenere sott’occhio, movimenti che non hanno nulla da invidiare ai nomi più noti che affollano siti come Pitchfork o Boomkat; con IndieForBunnies ci siamo proposti di affrontare questa tendenza, di addentrarci al suo interno e di parlarne con i protagonisti, in questa e in altre interviste che seguiranno.

Dietro al geniale moniker Digi G’Alessio si nasconde Cristiano Crisci, fiorentino classe 1981, musicista e produttore iperprolifico, felicemente e genuinamente creativo: un artista difficilmente catalogabile. Della sua musica (tutta gratuitamente scaricabile dalla sua pagina bandcamp), delle sue esperienze e di tanto altro ne parliamo con il diretto interessato: Digi G’Alessio.

Direi di iniziare con una presentazione: parlaci di te, del tuo background, di come sei arrivato a quello che fai.
Ciao a tutti! Buon dì!
Dunque, dopo un’ infanzia decisamente punk hardcore, ho iniziato la mia carriera da musicista nel 1997 come MC. Facevo parte insieme a Ralph347 e DonnyBrasco (attualmente Tommy e Duccio Skoolbwoy Sound/Ragnampiza) e ad altri 6 componenti che non sto a citare per motivi pratici della Terzo Cavaliere Crew (una tra le prime crew di b-boys fiorentine).
Nel 2000 ho iniziato a suonare da autodidatta il sassofono contralto e baritono; dopo una breve esperienza di jam-sessions nei jazz-clubs e nei circoli intorno a Firenze, insieme al contrabbassista Pierangelo Spitilli ed al batterista Lorenzo Nardi, esattamente 3 anni dopo, abbiamo creato il TRIO CANE (http://soundcloud.com/trio-cane), un trio punk con influenze free-jazz/no-wave (James Chance, Pop Group, The Contorsions, M.A.R.S., Slits, John Zorn, eccetera)
Nel 2004 ho iniziato ad interessarmi alla musica elettronica e ho comprato la mia prima groovebox (la mitica Roland MC-303). Insieme a Simone Brillarelli e al grafico Jonathan Calugi, abbiamo dato vita al progetto A Smile For Timbuctù (myspace.com/xasmilefortimbuctux) col quale abbiamo prodotto “Manuele Atzeni EP” e “Our Disco Disastro” entrambi usciti sotto la label londinese AudioAubergine.
Il progetto ASFT varia molto tra grafica e suoni assai sdolcinati, a tal punto che nel 2007 la label newyorchese Kazoomzoom ci ha ingaggiato per fare un lavoro diretto ai bambini: “Our Corto Discorso”
Nel 2008 ho preso una cotta grandissima per i campionatori e ho dato vita al progetto Digi G’Alessio: una cosa che non avrei mai fatto senza l’influenza degli amici più cari, molti dei quali erano beatmakers già da tempo!! Ed infatti proprio con loro, l’anno dopo, abbiamo creato il progetto OverKnights (http://overknights.blogspot.com).

Ora invece mi sembra opportuno lasciare alle tue parole il compito di descrivere la tua musica: viviamo in un momento in cui nascono nuove correnti elettroniche e nuove classificazioni pressoché quotidianamente (dubstep, wonky, chill-wave, witch-house…) e, anche se ho l’impressione che si tratti piuttosto di un continuo mutare e progredire, ti chiedo se ti senti parte di un qualche movimento, se hai mai pensato a una definizione per il tuo suono. Come nasce lo stesso? Quali sono le influenze?
Secondo me, il continuo diramarsi di terminologie attribuite ai sottogeneri, prima o poi, ci porterà a trovare un genere per ogni brano esistente!! Il concetto di influenza tra stili musicali è essenziale: è dall’inizio della storia della musica che accade, volutamente o non, l’incontro tra culture differenti ha sempre dato vita a nuovi generi musicali… Dalla musica brasiliana contaminata dalla schiavitù africana importata, alle contaminazioni dei giamaicani in Inghilterra abbiamo sempre visto un evolversi di stili e di nomi correlati al genere. Questo procedimento avanza molto velocemente, quindi ai giorni d’oggi è facile farsi ingannare da nomi tipo electrowonkyabstractstep! Io credo che esistano dei grandi filoni culturali ed il mio è quello della black music.
Per quanto riguarda l’influenza, gli stimoli più grossi li prendo dalle città che visito e dalle persone che le popolano, dalle esperienze di vita quotidiana, da quello che mi capita durante il giorno, raramente vengo influenzato da un disco; un brano bellissimo, o un album, solitamente mi lasciano una serie di emozioni che raramente vengono filtrate in stimoli per un nuovo beat.

Poiché parliamo di musica elettronica è sempre interessante esplorare come l’artista produce: qual’è il tuo approccio alla materia, sfrutti le potenzialità del digitale o preferisci utilizzare una strumentazione vintage? Quali sono i tuoi attrezzi del mestiere? E qual’è la genesi delle tue creazioni?
Entrambe! Sono un amante di tutto ciò che è analogico, ma allo stesso tempo sono affascinato dalla potenza e dal colore che riceve il suono una volta filtrato in attrezzature digitali!!
Suono con:
Roland SP404
Roland SH101
AKAI S2000
KORG EA1
KORG ER1
KORG ESX-1
NOVATION KSRack
Boss Dr660
VST plug ins
Propellerhead Refills
Mentre la genesi dei pezzi varia da composizione a composizione!

Ora mi piacerebbe sapere quali sono i tuoi ascolti? Quelli contemporanei e quelli che invece hanno cambiato la tua vita, quelli che più hanno influenzato la tua proposta musicale?
Orquestra Afro Brazileira – “Orquestra Afro Brazileira”
Pedro Santos – “Krishnanda”
Giles Giles and Fripp – “The Cheerfull Insanity Of”
Gioacchino Turù – “C’è Chi È Morto Sul Tagadà”
Lee Scratch Perry – “The Blackboard Jungle”
Jean Jacques Perrey – “Moog Indigo”
Raymond Scott – “The Manhattan Research”
John Baker – “The JB tape Research”
Delia Derbyshire – “Withe Noise”
Jackie Opel – “Cry Me A River”
E poi ancora: Sonny Rollins, Pietro Ciampi, Paolo Conte, Area, Roy Ayers, Gregory Isaac, Gil Scott-Heron, Minnie Ripperton, Michael Jackson, James Brown, Aphex Twin, Luke Vibert, Bogdan Raczinski, Ilkae, Ether, Dabrye, Colossius, Insightful Stupid, InfinitiRock
Ce ne sarebbero altri 9000, ma che te lo dico a fare!

Stiamo assistendo ultimamente in Italia alla fioritura di realtà interessantissime in ambito elettronico, legate magari a precise zone geografiche (penso alla ReddArmy in Friuli, alla OverKnights a Firenze, alla Homeworks a Bologna) ma contemporaneamente inserite in un discorso sonoro che coinvolge (grazie anche alla rete) luoghi lontanissimi fra loro. Tu che ne pensi di tutto ciò? Vi sono artisti (principalmente italiani, ma non solo) che conosci e coi quali condividi visione e suoni?
Penso che ci sia tanto amore!
Ci sono tante altre realtà oltre alle tre che hai citato, ognuna (per quelle che conosco e per come le conosco) con un suo stile ben marcato. Ognuna con tanto spessore musicale e culturale, grande quanto la voglia che hanno di divulgarlo al mondo intero.
Il problema delle citazioni è che ti scordi sempre qualcuno!! Almeno io, sempre. Comunque lo stivale contiene realtà come Funkyamama, QueenSpectra, Passion Junkies, Ragnampiza, FunkRimini, CasoProd, ErrorBroadcast e FreshYo! (queste ultime due per metà italiane e per metà straniere) e tante tante tante altre!
Nel settore video lavoro invece con Blanche (http://www.mynameisblanche.com/).
Mentre nell’audio collaboro, a parte che coi brothers in OverKnights, in particolare con Atzeni, col quale abbiamo creato il progetto TES.LA (http://soundcloud.com/tes-la/tracks); con Colossius, col quale abbiamo fatto uscire “EP Telefono Casa” (http://soundcloud.com/colossius-n-digi); con Kappah, Smania Uagliuns, Apes on Tapes.
Con UXO per esempio stiamo preparando un album di remixes, “Master of Ribongia”.

Considerato che la tua produzione solista è completamente disponibile in free-download, vorrei da te una riflessione sui canali convenzionali di distribuzione, sulle varie piattaforme on-line basate sul name-your-price (o addirittura gratis), sulla concorrenza e anche sulla reazione del pubblico. La musica in free-download è sentita come qualcosa di meno valido proprio perché non si fa pagare o questa metodologia (che teoricamente consentirebbe a chiunque di ascoltare) permette agli artisti di ampliare il proprio range di pubblico?
Con la tecnologia che gira oggi molte persone han smesso addirittura di scaricare a gratis! Ti assicuro che tantissimi ascoltano i dischi in streaming: chi ha una connessione gratis col cellulare anche mentre è in giro!
Questa cosa nuoce al business musicale quasi quanto il free download.
Secondo me, però, ci sono tante modalità da prendere in considerazione.
Penso che sia giusto il mercato di Beatport, di Juno e delle varie piattaforme sui brani singoli dance, ovvero con musica che viene concepita per esser ballata, quindi, nel 2011, passata nei clubs nella maggior parte dei casi tramite un file WAV o MP3 da un laptop. È un vero e proprio mercato telematico.
Penso sia sbagliato far pagare album interi in formato MP3: con 5 euro preferisco comprarmi un 45giri o un 7″.
Non penso che dia più possibilità di farsi conoscere regalare gli mp3: come dici tu, ci sarà sempre chi sottovaluterà il lavoro a priori appunto perché non lo paga!

Prima di concludere mi piacerebbe commentare con te la prossima edizione del MIT, il festival romano che si terrà dal 22 al 24 luglio presso l’Auditorium Parco della Musica, a cui parteciperai. Oltre a te la line-up è davvero ampia e promettente, comprende tra gli altri Primal Scream, Apparat e Kode9.
Sei emozionato di condividere il palco con nomi così altisonanti? Chi t’incuriosisce maggiormente? Che tipo di set proporrai?
Io ho avuto l’occasione di assistere a un tuo live presso l’Homework Festival di Bologna e ammetto che è stata un’esperienza incredibile, sarei interessato a capire quanto è premeditato e quanto invece è pura improvvisazione.

Penso che sia un SUPER FESTIVAL! La line-up vale totalmente il costo del biglietto!
Come tutte le persone che suonano, almeno immagino, l’emozione si mischia alla felicità di poter sparare i propri strumenti in un impianto che raramente ti capita sotto mano!
È insopportabile suonare live a volume basso. Non sai quanto lo odio (a meno che non sia un aperitivo o un set adeguato alla situazione del low volume ovvio)!
Preparo sempre i live, li provo sempre molto! All’Homework ero completamente ubriaco!! Di sicuro qualcosa che non avevo previsto l’ho fatto!
Ma per il MIT ancora non ho preparato niente!

Ti ringraziamo assai per la disponibilità e ti chiediamo di salutarci con qualche tuo progetto per il futuro: uscite, collaborazioni e live.
Grazie a voi per l’attenzione!!!
Prossime uscite:
“Yes We Gain” per iD.EOLOGY, i remix UXO vs Digi (con label ancora da definire) e “Oh Sp Days!” per Bedroom Research.
Prossimi gigs:
22/07 Certaldo
23/07 Roma
29/07 Bologna
12/08 Lituania
A settembre sarò a Sassari, al Rocket su a Milano con UXO e successivamente a Dublino.
Much much much LOVE!!!

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