Il Giappone è una terra singolare, una nazione in cui convivono elementi più disparati in perfetta armonia. La stereotipata ossessione per il lavoro, che si traduce in ritmi professionali impensabili per gli occidentali, viene bilanciata dalla tranquilla meditazione zen, mutuata intorno al 1600 dalla Cina; agli skyscrapers delle grandi città  corrispondono i templi religiosi immersi nella quiete di rigogliose e millenarie foreste; alla presunta ed ingenua idea di omologazione culturale dei cittadini si oppone una visione ““ specie da parte dei giovani, ma non solo ““ assai aperta delle diverse sfere dell’universo artistico contemporaneo ( restando nell’ambito musicale più recente, basti pensare alle riflessioni minimaliste di Ryoji Ikeda, ai divertissment dei Pizzicato 5 e alla lisergia epica dei Ghost ).In questo contesto multiforme, negli ultimi cinque anni la Noble Label di Junji Kubo è divenuta principale espressione di una luminosa ed intensa ” musica per la vita quotidiana “, modellata su strutture pop ” da camera ” ed influenze classiche, field recordings e tenui afflati elettronici. Una musica fortemente evocativa e profondamente emotiva nella sua commovente delicatezza, un’attitudine intima che si rispecchia tanto nelle produzioni quanto nell’esile artwork che riveste, elegantemente, ogni album. Tutto il concept che c’è dietro all’etichetta lo ritroviamo nelle sue ultime deliziose uscite: ” Secret Figures ” di Yasushi Yoshida, ” Lush Rush ” di Midori Hirano e ” Gllia ” di Kazumasa Hashimoto.


L’album di Yoshida, 28enne compositore di Osaka, è un acquerello tipicamente orientale pieno di sereno pathos cinematico, che delinea paesaggi malinconici attraverso l’uso misurato del violino e del pianoforte, a cui si aggiungono rarefatti samples e gentili beats elettronici. L’intero lavoro è pervaso da un’agrodolce visione della realtà  che spesso sfocia nelle sofferte armonie che rendono struggenti brani come ” Chair Father ” e ” Silent Park “, colorando invece di vivaci glitch pastello pezzi come la lunga suite ” Pictures Of Three Life “.


Midori Hirano è una giovane pianista di Kyoto che, laureatasi in pianoforte presso l’Università  della sua città , ha iniziato a comporre musica unendo al suo background classico le possibilità  offerte dai computer e dai samples. Dopo tre anni di concerti in tutto il mondo, Europa compresa, approda alla Noble, che nel 2006 pubblica il suo album d’esordio ” Lush Rush “. Pur mantenendo fede al pop cameristico della Noble, la Hirano è forse l’artista che meglio interpreta il concetto di ” music for daily life ” propugnato dall’etichetta. Nei solchi di ” Lush Rush ” si percepiscono non solo le tenui atomosfere zen che abbiamo incontrato nel lavoro di Yoshida, ma una più ampia apertura alla contemporaneità , che in Europa come in Giappone, vuol dire anche sottile inquietudine. Ecco allora il climax post rock vicino ai Sigur Ros di ” Ancient story in the Room “, le distese oscure infettate da screzi elettronici di ” Night Wish ” e il tunnel minaccioso ma, in fondo, pieno di speranza rappresentato dalla toccante bellezza pianistica di ” Leaving “, che chiude l’esordio di un’artista che a poco più di 27 anni sembra aver già  raggiunto la propria maturità .L’opera più accessibile e più ricca di spunti popular in senso classico è senza dubbio ” Gllia ” di Kazumasa Hashimoto. Compositore dotato di qualità  superiori alla media, pianista ” insignito ” dell’onore di aprire alcuni concerti per Ryuichi Sakamoto e per alcune bands della Morr Music durante il loro tour nipponico, Hashimoto approda alla Noble per licenziare il suo terzo album in tre anni ( altrettanto convincenti furono peraltro ” yupi ” nel 2004 ed ” epitaph ” l’anno successivo ).” Gllia ” è un raffinato dolcificante alle amarezze della vita, un album in cui glockenspiel, violini, vibrafoni e marimbe dialogano gioiosamente con trombe, clarinetti e pianoforti. ” Gllia ” è un pomeriggio di fresco sole primaverile ( ” Mr. Gleam ” ). ” Gllia ” è un malinconico e inatteso addio sotto una fitta pioggerellina di glitch e piano ( ” Ruinruin ” ). ” Gllia ” è una insperata e commovente retrouvailles ( ” Drama ” ). ” Gllia ” è un album prezioso, che usa la musica per parlare al cuore, senza mezze misure ma in modo discreto. ” Gllia ” è un piccolo, misconosciuto, gioiellino pop.Dopo questa breve e doverosa introduzione al mondo della Noble, facciamo quattro chiacchiere con Junjii Kubo, il manager che l’ha fortemente voluta e che ne gestisce quotidianamente i programmi.

Allora Junji, parliamo della Noble Records. Com’è nata l’etichetta, qual’è il concetto principale che c’è dietro al vostro progetto?
La Noble è una divisione di una compagnia giapponese chiamata MIDI creative, la quale produce principalmente pop music giapponese. Io sono entrato nella MIDI come direttore parecchi anni fa. La mia intenzione è sempre stata però quella di produrre musica alternative, abstract ed experimental caratterizzata da un innato senso pop, così ho deciso di iniziare l’avventura della Noble. Amo definire i nostri dischi semplicemente ” music for daily life “.

Artisti come Midori Hirano e Kazumasa Hashimoto hanno un background musicale contraddistinto da una formazione decisamente ” classica ” ( studi di pianoforte, conservatorio ) ma nello stesso tempo la loro musica si arricchisce frequentemente di elementi elettronici. Cosa ti ha portato a decidere di produrne gli album?
Si, entrambi hanno un’educazione musicale di alto livello, ma sia per Midori che per Kazumasa la musica non è solo teoria, classica e non, ma anche e soprattutto improvvisazione, field recordings e molta elettronica. Per loro ognuna di queste componenti ha un valore equivalente rispetto alle altre. Personalmente apprezzo molto quest’equilibrio sonoro e per questo motivo, dopo aver ascoltato i loro lavori, ho deciso di produrre la loro musica.

Che tipo di risposte hai avuto dal pubblico asiatico e, in generale, nel resto del mondo?
Beh, in questi cinque anni i nostri artisti hanno suonato sia in Asia che in Europa e posso dire che ci sono state delle risposte molto positive in ogni città . Ho percepito molto interesse intorno alla nostra musica. Questo per me è stato uno stimolo in più a continuare a lavorare sodo per far conoscere sempre di più il nostro progetto sonoro.

Ogni album targato Noble possiede un artwork delicato, basato su colori tenui e fragili disegni, che a volte ricordano certo astrattismo pittorico ( penso specialmente alla copertina di ” Secret Figures ” di Yoshida, che mi ricorda alcuni lavori di Mark Rothko ).
Parlaci delle motivazioni che si sono dietro questa precisa scelta.

Penso che l’artwork sia un elemento centrale delle nostre produzioni, tanto che io curo questo aspetto con la stessa meticolosità  con cui mi interesso del lato musicale. La scelta grafica comunque non è mai definitiva e varia da caso a caso. Ci sono situazioni ““ come quelle degli album di Hashimoto e di Yoshida ““ in cui decidiamo di affidarci ad un disegnatore scelto dalla Noble; in altri casi ““ come per Midori Hirano ““ è l’artista stesso a scegliere il disegnatore o il fotografo che curerà  l’aspetto grafico della release. Ciò che ritengo essenziale è che l’artwork rimandi sempre alle stesse atmosfere evocate nella musica contenuta nel cd.

Per descrivere la musica di ” Secret Figures ” è stata usata l’espressione ” New Impressionist Music “. Trovi che questa definizione esprima correttamente il lavoro di Yasushi Yoshida?
Si assolutamente. Io stesso mi sento di dare questa definizione ” catchy ” all’album, poichè a mio avviso Yasushi è riuscito ad esprimere le impercettibile emozioni evocate dalla vita, a dipingere quelle atmosfere di ” travolgente quiete ” che ne caratterizzano l’aspetto più intimo.

Molti dei vostri artisti ““ in particolare Hashimoto ““ mi ricordano alcune bands della tedesca Morr Music. Pensi che la Noble abbia realmente dei punti di contatto con l’etichetta europea?
Non ho mai badato troppo a quello che faceva la Morr, non ispirandomi ad essa direttamente almeno, ma devo dire che alcune loro produzioni mi piacciono molto. Probabilmente ciò che abbiamo in comune è l’interesse per la buona musica in generale e per la melodia in particolare.

Cosa ci dici delle prossime produzioni della Noble? Continueranno a seguire il concetto di ” music for daily life ” o si apriranno anche a nuove ed inedite direzioni musicali?
La nostra prossima produzione uscirà  nel febbraio 2007 e sarà  il nuovo album di Gutevolk. Poi nella mia agenda è in programma la realizzazione di un dvd d’animazione; anch’esso, ” of course ” resterà  fedele al concetto di ” music for daily life “.

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere per il pubblico italiano?
Mi piacerebbe molto venire in Italia con i miei artisti in un futuro che, spero, sia il più prossimo possibile. Nel frattempo ” keep having interest in our music “!