Inutile negare che ci fosse una certa attesa intorno al quinto album di Dente, autore che più di altri in questi anni è stato capace di attrarre l’attenzione di un pubblico vasto e, soprattutto, eterogeneo. Le potenzialità  artistiche e commerciali di Giuseppe Peveri erano sbocciate prepotentemente con il precedente “L’amore non è bello”, uscito nel 2009 e capace di vendere qualcosa come 10mila copie, un’enormità  per il piccolo mondo moderno delle etichette indipendenti ma anche non. Negli ultimi due anni Dente ha girato l’Italia con un tour lunghissimo (concluso nella data trionfale del Teatro Dal Verme di Milano), ha lavorato a compilation (“La leva cantautorale degli Anni Zero”, “Il Paese è reale”), collaborazioni (il 7” “Precipitevolissimevolmente” con Il Genio) e partecipazioni in album altrui (Perturbazione, Brunori Sas, addirittura Marco Mengoni). Insomma un discreto presenzialismo a grande richiesta e a furor di popolo, che non ha fatto altro che accrescere stima e aspettative per il futuro.

Ora che il futuro è arrivato e si intitola “Io Tra Di Noi” (rielaborazione in pieno stile dentiano del titolo di un brano di Charles Aznavour), posso dire che non è poi diverso dal passato ma rappresenta un ulteriore passo verso la maturazione di un artista di straordinario talento. Si nota immediatamente che questo album è stato realizzato con una band, la stessa che ha accompagnato il tour di “L’amore Non E’ Bello”, e i brani acquistano un respiro mai tanto ampio, oltre che una policromia di suoni sempre meno figlia del Battisti anima latina e sempre più della canzone “leggera” italiana dei Sessanta. Certo non mancano i momenti di maggior intimismo, ai quali Dente ci ha abituati fin dagli esordi  (“Due Volte Niente”, “Cuore Di Pietra”, “Puntino Sulla I”) ma a colpire sono le scelte stilistiche di altri pezzi, coinvolgenti e di livello altissimo, frutto dell’ottimo lavoro su archi e fiati di Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli. L’intreccio di tastiere “geniali”, maracas e ritmica incalzante di “Piccolo destino ridicolo” a musicare il cavallo di battaglia di casa Peveri, ovvero il disincanto dell’amore tradito ai tempi dell’Adsl. Una “Casa tua” che parte eterea, quasi stilnovistica, si svolge poetica e lieve ma si chiude frenetica e carnale, a ricordarci che stiamo ascoltando lo stesso autore di “Beato Me”.

Impressiona la quantità  e la qualità  delle scelte stilistiche in ogni singolo secondo di brani come “Giudizi universatili” e “Da Varese A Quel Paese”, nei quali ogni strumento suona necessario e bello, e arricchisce liriche di disarmante intelligenza, di grande gusto letterario. Tutto questo Dente lo fa senza annoiare mai e l’ascolto scivola via velocissimo e alla fine se ne vuole ancora, non se ne ha mai abbastanza de “La Settimana Enigmatica”, brano da fischiettare facendosi la barba la mattina e da canticchiare sotto la doccia la sera, così da affrontare con leggerezza questi tempi così carichi di meschinità  e mediocrità .  Cosa dire poi di “Pensiero Associativo”, la sua esplosione di fiati e tanta voglia di lei o “Rette Parellele”, le frasi di chitarra come travi, la batteria spazzolata e il piano titillante come muri portanti così da costruire l’edificio dove festeggiare la meravigliosa incomunicabilità  tra il  lui e la lei di turno a ritmo di bossa nova e samba.

Dente con “Io Tra Di Noi” ha creato un mezzo capolavoro (resta il neo della pallida “Saldati”) di musica leggera italiana, come non se ne sentivano da quarant’anni e del quale si sentiva un gran bisogno. Leggerezza pensante.

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Io Tra Di Noi
[  Ghost – 2011 ]
Similar Artist:  Brunori Sas, Perturbazione, Lucio Dalla, Gino Paoli
Rating:
1. Due Volte Niente
2. Piccolo Destino Ridicolo
3. Saldati
4. Casa Tua
5. Cuore Di Pietra
6. Giudizio Universatile
7. Da Varese a Quel Paese
8. Io Sì
9. Puntino Sulla I
10. La Settimana Enigmatica
11. Pensiero Associativo
12. Rette Parallele