Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi… buon ascolto

BEACH HOUSE – “Once Twice Melody”
[Play It Again Sam]

Praticamente un disco a puntate è quello che ci hanno offerto i queste settimane i Beach House.
Adesso tutti i 18 brani, il solito viaggio oscuro tra suggestioni shoegaze e dream-pop impreziosito dalla mano di Alan Moulder, sono finalmente tra noi. L’ultimo album aveva mostrato delle novità  nel sound del duo, ora vediamo di arrivare in fondo a questo percorso per trarre le nostre conclusioni.

METRONOMY – “Small World”
[Because Music]

…un ritorno ai piaceri semplici, alla natura, e un abbraccio in parte di una sonorità  più scarna e cantautorale, il tutto mentre pone domande esistenziali più ampie e si sente almeno in qualche modo radicato nel periodo di tempo in cui è stato fatto ““ 2020..
Entriamo, cuffie muniti, nel piccolo mondo (antico) della settima fatica in studio dei Metronomy

WHITE LIES ““ “As I Try Not To Fall Apart”
[Infectious Music/BMG]

Per questo nuovo “As I Try Not To Fall Apart” i White Lies si affidano nuovamente al produttore Ed Buller, già  nella stanza dei bottoni per lo stupefacente debut album “To Lose My Life”…”.
La band torna alle origine dopo il mezzo passo falso dell’ultimo “Five” pubblicato 3 anni fa?
Ai ‘play’ l’ardua sentenza.

SEA POWER ““ “Everything Was Forever”
[Golden Chariot Records]

Cambiano nome i British Sea Power, via quella parola che in tempi di educazione lessicale suona di eccessivo nazionalismo, ma non, fortunatamente, il tiro.
Avvolgenti cavalcate chitarristiche che riportano alla mente i mai dimenticati Arcade Fire prima maniera.

SHOUT OUT LOUDS – “House”
[Rutan Tutan]

L’inossidabile band indie-rock svedese giunge oggi alle sesta prova sulla lunga distanza.
Amiamo ancora quello che facciamo e andiamo d’accordo come quando avevamo 15 anni, il che è pazzesco ma è una sensazione così grande, dice il frontman Adam Olenius.
Ci rende davvero felici il fatto che siamo ancora in grado di viaggiare per il mondo e sentire dalla gente che la nostra musica li ha aiutati in qualche modo. Vogliamo solo creare uno spazio per le persone per essere completamente se stesse e per avvicinarsi un po’ di più a dove sperano di andare nella vita.

AA.VV. – “Ocean Child: Songs of Yoko Ono”
[In My Room]

Parterre de rois (David Byrne, Yo La Tengo, Deerhoof, The Flaming Lips, Sharon Van Etten, Japanese Breakfast e tanti altri) allestito da Ben Gibbard dei Deah Cab For Cutie per un disco tributo dedicato ad un’artista per troppo tempo sottovalutata:
Yoko fa arte che insegna a tutti noi che la pace è possibile. la compilation è nata sia dall’amore che dalla frustrazione. La parte dell’ amore è abbastanza ovvia; è il pozzo apparentemente senza fondo di ispirazione e divertimento che la musica di Yoko Ono ha fornito a me e devo presumere a tutti gli altri presenti in questa compilation. La parte frustrazione, invece, risale a decenni fa. L’ostacolo più alto da superare è sempre stato l’ignoranza del pubblico riguardo alla vastità  del lavoro di Yoko. Per contestualizzare: questa è un’artista la cui produzione ha spaziato dall’avanguardia al bubblegum pop, spesso in un solo album. Alcune delle sue migliori canzoni sono state coverizzate qui da un gruppo generazionale di musicisti per i quali il suo lavoro ha significato così tanto. Spero sinceramente che un nuovo gruppo di fan di Yoko Ono si innamori del suo songwriting grazie a questo album.

HURRAY FOR THE RIFF RAFF ““ “Life On Earth”
[Nonesuch]

Svolta panteista per queso nuovo lavoro di Alynda Segarra aka Hurra For The Riff Raff?
Sembrerebbe di si a giudicare dalle note che accompagnano “Life On Earh”:
Essere chiamati dalla natura e vedere la vita che ti circonda in un modo che non hai mai fatto. Un’espansione mentale. Un viaggio psichedelico. Una svolta spirituale. Imparare ad adattarsi ed essere aperti alla saggezza del proprio paesaggio. Essere chiamati a sistemare le cose nel proprio giardino, nella propria comunità .

COLIN STETSON ““ “Texas Chainsaw Massacre OST”
[Milan Records]

Colin Stetson, nome ormai tra i più quotati quando si tratta di accompagnare in note pellicole cariche di alta tensione, firma la colonna sonora del sequel dello storico film horror anni 70 (il nono della saga).

ALICE GLASS – “PREY//IV”
[Eating Glass]

Conclusa la tumultuosa esperienza con i Crystal Castles, nel 2014 erano volati stracci con l’ex sodale Ethan Kath, Alice Glass pubblica il suo primo, oscuro e dolorso, disco solista.
Inizialmente previsto per gennaio “PREY//IV” è ‘saltato fuori’ due giorni fa (mercoledì 16 febbraio).

DIE! DIE! DIE! ““ “This Is Not An Island Anymore”
[Die! Die! Die!]

Settimo album in studio e solito travolgente mischione di post-punk, noise pop, shoegaze, lo-fi e punk rock
per la band neozelandese in passato apprezzata da Steve Albini.

SALLY SHAPIRO ““ “Sad Cities”
[Italians Do It Better]

…uno splendido bouquet di pura beatitudine elettronica…
Spariti nel nulla nel 2016 il duo synth-pop di Göteborg riappare oggi con il quarto disco in studio rilasciato per l’ottima Italians Do It Better.

PAN AMERICAN – “The Patience Fader”
[Easy Life]

Minimalismo romantico per questo nuovo lavoro dell’ex Labradford Mark Nelson nel quale l’unica protagonista è la chitarra supportata da pochi e discreti effetti.

ETRAN DE L’AIR ““ “Agadez”
[Sahel Sound]

Assoluti protagonisti della scena di Agadez, capitale del Saharan rock, il collettivo Etran De L’Air emerge dal fermente circuito locale di band da matrimonio per portare ovunque il suono del deserto fatto di assoli ipnotici e melodie raggianti.

SARAH SHOOK & THE DISAMERS ““ “Nightroamer”
[Abeyance Records/Thirty Tigers]

Indie-rock e country trattati con forte spirito punk.
Sarah Shook è il nome nuovo di quella scena di giovani musicisti americani che rivisitano con attitudine DIY pile di vinili dei genitori divorati in adolescenza.

AND SO I WATCH YOU FROM AFAR – “Jettison”
[Equal Vision Records/Velocity Records]

In giro da 16 anni questi veterani del post-rock da Belfast buttano sul piatto il loro lavoro più ambizioso: “Jettison” è un disco multimediale nato dalla collaborazione con l’Arco String Quartet di Connor O’Boyle e l’artista visuale Sam Wiehl. Dentro ci trovi anche versi recitati da Emma Ruth Rundle e Neil Fallon della band americana Clutch.

METHYL ETHEL – “Are You Haunted”
[Future Classic]

Art-pop dall’Australia.
L’eccentrico Methyl tocca con questo “Are You Haunted” quota 4 dischi in studio.

KHRUANGBIN & LEON BRIDGERS – “Texas Moon” EP
[Dead Oceans]

Dopo aver pubblicato l’ottimo mini-album “Texas Sun” a febbraio 2020, i Khruangbin e Leon Bridges tornano a unire le forze.
Altri 5 brani inediti, in uscita sulla prestigiosa Dead Oceans, per il gruppo psych-rock texano e il cantante soul.

ELEPHANT STONE ““ “Le voyage de M. Lonely dans la lune” EP
[Elephants On Parade]

Collegato tematicamente al precedente “Hollow” “Le Voyage De M. Lonely Dans La Lune” è il nuovo EP, interamente cantato in francese, della band psych-rock canadese.