DESTROYER
Labyrinthitis

[ Bella Union - 2022 ]
8.5
 
Genere: indie-rock
 
2 Gennaio 2023
 

Dopo un paio d’anni dall’uscita del suo dodicesimo LP, “Have We Met”, Destroyer è ritornato lo scorso marzo con un nuovo full-length, pubblicato da Bella Union.

Composto a distanza nel 2020 durante il periodo di lockdown e registrato nella primavera del 2021, “LABYRINTHITIS” nasce dalla collaborazione tra Dan Bejar e il produttore e suo collaboratore di lunga data John Collins (Dan a Vancouver e John sulla pur vicina Galiano Island).

Con il nuovo album il musicista canadese ha cercato di andare spesso fuori dalla sua comfort zone: il primo esempio di ciò – e forse il più ecclatante – è “June”, terza traccia del disco. Se la voce di Bejar ha sempre quel suo immancabile senso di spensieratezza che l’ha resa riconoscibile da tanti anni, sono prima i synth a donare una sensazione “strana”, ma ancor di più, nella seconda parte del pezzo, quegli strani ritmi percussivi dal sapore tribale accompagnati da uno spoken-word che ci sorprendono molto, comunque in un modo che risulta divertente e piacevole.

Altrettanto sorprendente è vedere Bejar deviare i suoi binari immediatamente con la successiva “All My Pretty Dresses”, una canzone perfettamente pop dove i synth, le percussioni e le chitarre convivono senza problema alcuno con i fiati che gli permettono di costruire qualcosa di veramente elegante e delizioso.

Sembrerebbe insensato usare piano, drum-machine ed elementi elettronici prettamente dance in una stessa canzone, ma in “Eat The Wine, Drink The Bread” Dan ci dimostra l’esatto contrario e la bellezza di questo brano, rilassato e divertente allo stesso tempo, a nostro avviso è davvero qualcosa destinato a rimanere.

Se vogliamo parlare di sorprese dobbiamo ovviamente citare anche “The Last Song”, una canzone folk scritta con la chitarra, dall’animo rilassato, gentile e intimo e senza dubbio non avremmo mai pensato di ascoltarla all’interno di un album come questo: “era da tanto che non usavo la chitarra”, ci ha detto Bejar nella nostra intervista di questa primavera, ma le sue capacità con quello strumento sono comunque ancora molto buone.

Un disco sì folle, strano, caotico per molti tratti, questo “Labyrinthitis” è l’ennesima evoluzione e trasformazione per il grandissimo musicista canadese: una promozione a pienissimi voti.

Credit Foto: Nicolas Bragg

Tracklist
1. It’s In Your Heart Now
2. Suffer
3. June
4. All My Pretty Dresses
5. Tintoretto, It’s For You
6. Labyrinthitis
7. Eat The Wine, Drink The Bread
8. It Takes A Thief
9. The States
10. The Last Song
 

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

Rigolo’ – Aliante

Freschezza e melodie s’incontrano nel quinto album dei Rigolò, progetto fondato da Andrea Carella e figlio della passata militanza nei ...

Billy Nomates – CACTI

Cambia pelle Tor Maries in arte Billy Nomates e dopo un esordio roccioso e minimale si trasforma, diventando un’artista diversa nel ...

Alosi – Cult

E’ un disco fatto di contrasti forse insanabili ma dotati di una strana armonia il secondo di Alessandro Alosi autore, voce e chitarra de ...

VV – Neon Noir

Lascia un po’ di amaro in bocca questo debutto solista di Ville Valo, cantante finlandese che i più ricorderanno per i trascorsi alla ...

Belle And Sebastian – Late ...

Per iniziare bene il nuovo anno ecco un nuovo LP dei Belle And Sebastian, il loro dodicesimo: la band di Glasgow aveva pubblicato solamente ...

Recent Comments