Decisamente affascinante il cuore fuorilegge di Casey Dienel che ha pubblicato su Hush Records e Dead Oceans con lo pseudonimo White Hinterland, sempre molto apprezzata grazie ad album come l’esordio “Wind-Up Canary”, “Imitation of a Woman to Love”, “Phylactery Factory”, “Kairos” e “Baby” in grado di far convivere immediatezza pop e istinto melodico – orchestrale.

“My Heart Is An Outlaw” prodotto da Adam Schatz schiera collaboratrici di prim’ordine come Meg Duffy, Nina Moffitt, Lily Honigberg, Marta Honer, Emily Elkin ed è stato ispirato in parti uguali da “My Own Private Idaho” e “Born in the U.S.A.”. Indole indie e volontà di parlare a più persone possibili grazie ad arrangiamenti sobri e di notevole maturità.
I fiati, le tastiere e la vivace batteria jazz di “People Can Change” creano subito la giusta atmosfera accompagnando l’eclettica voce di Casey Dienel in un piccolo inno pieno di speranza e calore, più ritmata e incalzante “Seventeen” che unisce archi e elettronica con un’eleganza che ricorda i Saint Etienne. Grinta indie rock quella di “Your Girl’s Upstairs” stemperata dall’intelligenza retro pop di “I’m So Glad You Came”.
Molta qualità nel ritornello frizzante di “3 of Cups” prima di un altro momento piuttosto intenso con “The Butcher is My Friend” trascinata da tastiere, basso, batteria e fiati in un bel crescendo. “Turncoats” intima, sensuale ballata segna un nuovo sorprendente cambio di ritmo in un disco in cui il pop non è mai fine a se stesso ma pura melodia come in “Outlaws” con archi e fiati.
Il talento per le armonie di Casey Dienel si esprime al meglio in “Junkyard Dog”, punteggia brani midtempo come “Sucker” dove la passione per il jazz torna a farsi sentire, domina il finale affidato a “Tough Thing” nove minuti estrosi e animati che riassumono lo spirito di un album versatile e sofisticato impreziosito dal mix di Jake Aron e da Heba Kadry al mastering.













