INTERVISTA CON ALAN MCGEE

 
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15 Aprile 2009
 
Alan McGee

Alan McGee è un ottimo giocatore di poker, questa è stata la sensazione che mi ha dato durante il nostro incontro e il dj set al Covo di Bologna.
Con un eleganza quasi alienante Alan si diverte a giocare a carte scoperte, ogni tanto bluffa, altre volte ti prende un po’ in giro, soprattutto quando mi dice che la band che avrebbe voluto scoprire sono i Take That.

Alan McGee formò la Creation Records assieme a Dick Green e Joe Foster nel 1983, iniziando a pubblicare dischi dei Primal Scream e Jesus And Mary Chain per poi arrivare a scoprire gli Oasis e fare il colpaccio: Mi piacciono gli Oasis, non sono una persona molto nostalgica, direi che mi piacciono ancora molto i dischi dei Teenage Funclub. Sto invecchiando, ho 48 anni, penso che la Creation fosse una buona etichetta, ma come ti ho detto non sono nostalgico, non me ne frega niente. Ascolto ”Umbrella” di Rihanna, e non i fottuti My Bloody Valentine, chi se ne frega di un gruppo di quarantacinquenni che suonano musica, sono vecchi,e come ti dicevo non sono nostalgico.

Nel 1992 Alan fu costretto a vendere il 49% della Creation alla Sony per problemi economici, che si riflettevano anche nella vita personale ma da li a poco McGee avrebbe raddrizzato tutto portando sulla scena i fratelli Gallagher: Beh gli Oasis non hanno avuto niente a che fare per la mia salute, loro hanno solo venduto tanti dischi, non mi hanno mandato loro in riabilitazione, ci sono andato io, ero tossico dipendente e venni pure arrestato. Per gli Oasis era un buon momento per farsi conoscere, e avendo superato i mie problemi riuscivo a gestire tutto alla grande.
Viene anche sfatato il mito del contratto firmato dai Gallagher sul palco durante una loro esibizione: Stronzate, quando li ho visti ho pensato che fossero grandi, una buona band, ma le cose non andarono cosi.

Nel 1999 la Creation chiude i battenti e Alan forma la Poptones, questa fu una delle prime fasi dell’Alan pensiero riguardo alle record labels: Le etichette discografiche sono spazzatura, le band non hanno bisogno di un contratto, ai Glasvegas ha aiutato non avere un’etichetta, sono andati molto più veloci. In seguito la casa discografica li ha aiutati a diventare grandi in Inghilterra e successivamente in America, ma il passo più grande lo hanno fatto loro. Questo significa che le label non servono a molto.
Cosi sicuro della sua teoria tanto da rischiare un ‘all-in’: E’ diventato tutto più difficile, penso che il fattore economico abbia complicato le cose. Ora è difficile essere una persona. Il music bussiness si è ucciso da solo dieci anni fa’, non hanno mai accettato e adottato la nuova frontiera che era Napster. Se lo meritano. Ma guardando le cose da un altro punto di vista, la gente compra il latte, il pane, si tiene stretta il proprio lavoro; a chi cazzo gliene frega di comprarsi un cd? La musica per se ha un significato, ce lo ha per te e per me. Insomma ho 48 anni, non leggo le recensioni musicali, non compro riviste musicali, compro i cd di seconda mando dai dj; quello che conoscevamo è finito, si sta evolvendo, e ora qualcuno dovrà trovare il senso e il modo per andare avanti.
Un giocatore sfrenato senza limiti e senza paura di rischiare come quando investi nel Labour Party di Tony Blair: Sarà ricordato come colui che portò quel qualcosa in più.
E anche qui, visto che a entrambi piace giocare, tiriamo in ballo anche la regina: Personalmente, sarò onesto, accetterei un onore dalla regina, probabilmente dovrei averne uno per aver fatto fare cosi tanti soldi al paese, ma non è mai stato il mio scopo diventare Sir Alan McGee. Sarò sincero, il due migliori momenti culturali del ‘900 inglese sono la regina e i Beatles e basta. I turisti vanno a Londra e visitano il nostro paese anche per vedere la regina, quindi ironicamente si potrebbe dire che si paga da sola aumentando la gente che visita l’Inghilterra.

Gli chiedo anche cosa ne pensa di John Lennon e Yoko Ono, in un museo avevo visto degli schizzi fatti da John che ritraevano lui e la sua amata in evidenti pose erotiche, glieli descrivo usando il termine pornografici e la sua mano ‘calda’ non si fa prendere alla sprovvista: Ho provato a entrare nel porno, non sono comunque il tipo che paga e sta li seduto a guardarsi il film fino alla fine, preferirei terminare il film facendo qualcosa porno, se qualcuno vuol essere pornografico che mi chiami!; torniamo a Lennon e Ono, con quest’ultima vista da molti come una figura maligna: Sono bravi entrambi, anche se molto differenti. Yoko Ono non ha nessuna colpa, Lennon era un genio anche al suo fianco, sono stati incredibili. Anche Lennon e McCartney erano immensi, veramente talentuosi. La gente si perde in queste sciocchezze, ma alla fine queste cose contano poco. Lennon è stato grande con McCartney e anche con Yoko, era un fottuto genio.

Gli chiedo su quali gruppi sarebbe disposto a giocarsi un bel po’ di fish in questo anno: The Grant da Liverpool, Glavegas, O. Children; a dir la verità non ci sono molte nuove band veramente brave, i Glasvegas sono i migliori, gli altri sono uno scalino sotto.
Con l’enorme bagaglio di gruppi che ha lanciato, e altrettanti ai quali ha fatto da manager voglio sapere se si sente una specie di rock’n’roll star: No, io sono il tizio che mette su i dischi, l’oste, non sono Dio, hai beccato la persona sbagliata.

E proprio mentre mette i dischi, tra cui la sopra citata ”Umbrella” di Rihanna gli faccio notare che la gente si aspettava qualcos’altro, a lui sembra fregargliene poco, gli spiego che con rock’n’roll star intendevo anche questo suo atteggiamento, mi sorride come quando becchi in pieno qualcuno che bluffa, poi basta attendere qualche momento e Sir Alan McGee cala una serie infinita di poker d’assi che coinvolge la platea e scatena persino il pogo al quale partecipo con un bel sorriso stampato in viso.

 

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