banner

THE ANTLERS
Hospice

2 novembre 2009

Peter Silberman e il suo progetto solista. Ecco The Antlers, ‘gruppo’ nato nel 2007 con un album di inebriante pop misto ad indie e post-rock, che arriva nel 2009 con la consapevolezza di poter premere l’acceleratore più in profondità, per raggiungere in maniera più veloce (e relativamente sicura) distanze più lontane. I nuovi orizzonti raggiunti sono quelli che alcuni critici hanno definito ‘post-pop’, in realtà un insieme perfetto di pop e folk, con alcuni tocchi di cantautorale che accomunerebbero, per i meno attenti, questo disco a taluni ascolti del panorama solista inglese. Ed invece per capirlo meglio bisogna ascoltarsi i primi album dei Sigur Ròs.

Le atmosfere, nella storia raccontata da Peter, cioè quella di un uomo che vede morire l’amata di cancro sul letto dell’ospedale, ricordano proprio quelle del celebre complesso islandese (i rumori quasi da ‘documentario sulla natura’ di “Wake”, la semplicità della velatura dei suoni sovrastati dalla voce in “Atrophy”), anche se in alcuni frangenti le chitarre da musica d’autore ci riportano a pensare di ascoltare un disco relativamente commerciale. Sono canzoni come “Two” e “Shiva”, limpide ballate di una tristezza che si conficca nella carne come una spina, complici anche le linee di piano gonfie di delay, che un po’ ricordano gli episodi più lenti e rilassati degli ultimi lavori dei Mogwai. Alcuni toni ricordano pure i Portishead, come la bella “Kettering”, sofferta ballad dal sapore solo lontanamente radiofonico (facilmente immaginabile a volume altissimo in cuffie nel pieno della notte) che esplode in un finale che fonde alla perfezione post-rock e trip-hop (ascoltate la linea di batteria e i synth che qui in Italia potremo ricondurre solo e soltanto ai Giardini di Mirò).

La velocità sempre molto ridotta di tutto il disco ha un breve stacco alla terza traccia, “Sylvia”, la più incalzante, in cui diversi strati di suoni sintetizzati si rincorrono per i primi 3 minuti prima di scoppiare all’improvviso in un quasi-silenzio condito solo dalla voce e da una base minimale, che esplode poi nel finale.
La prima opinione che verrebbe a tutti ascoltando questo disco è che si tratti di uno dei pochissimi esempi di musica veramente orecchiabile che abbia una struttura compositiva in realtà di notevole complessità. Se le linee vocali sono essenziali, i diversi patterns che si riversano sulle altrettanto essenziali linee di drum machine riescono a colpire anche per il modo in cui sono studiati; riescono in questa maniera a raggiungere l’ascoltatore e ad investirlo di sensazioni tra le più diverse. E trovare un disco soggettivamente interiorizzabile in maniera completa e personale, diciamocelo, è difficile. Peter Silberman ha composto un gioiellino destinato a lasciare il segno, dal primo all’ultimo secondo; musica per tutti, con una vena malinconica che trasmetterà più di qualche scossone a chiunque provi a darci un ascolto. Cosa si può volere più di così?

Hospice
[ French Kiss - 2009 ]
Similar Artist: Sigur Ros, Portishead, Mogwai
Rating:
1. Prologue
2. Kettering
3. Sylvia
4. Atrophy
5. Bear
6. Thirteen
7. Two
8. Shiva
9. Wake
10. Epilogue

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…