THE SMASHING PUMPKINS: LA TOP 10 BRANI

 
6 novembre 2017
 

L’uscita del secondo album solista di Billy Corgan (“Ogilala” leggi la nostra recensione, a ben 12 anni dal precedente “The Future Embrace”) c’ha dato il gancio per rimettere in fila dieci tra le canzoni più rappresentative della sua band principale: gli Smashing Pumpkins, a detta di chi scrive una fra le rock band alternative più importanti degli anni ’90. Non dico influenti, perché pochi hanno avuto l’ardire e l’ambizione di provare solo a emularli nel periodo di massimo splendore, quando Corgan e soci erano in grado di imporre all’attenzione generale album immortali come “Siamese Dream” e il monumentale “Mellon Collie and the Infinite Sadness” (leggi il nostro articolo celebrativo per i 20 di “Mellon Collie…”).

Essendo uno dei miei gruppi “del cuore”, vale un po’ la regola usata per i già pubblicati R.E.M. e Oasis, con le posizioni della lista facilmente intercambiabili.
Buona lettura con la top 10 delle migliori canzoni degli Smashing Pumpkins.

Bonus Track – THE END IS THE BEGINNING IS THE END

1997, dalla colonna sonora “Batman & Robin”

Ad anticipare la svolta elettronica di “Adore”, il primo album del “dopo Chamberlin” (batterista allontanato per problemi di tossicodipendenza), arriva questo singolo in cui il mix tra rock e suoni sintetici risulta efficacissimo per definire le atmosfere non solo di un brano ma di una pellicola intera: “Batman & Robin”, uscito nel 1997. Uno di quei casi in cui la colonna sonora supera per qualità il film.

10 – MAYONAISE

1993, da “Siamese Dream”

Una delle rare canzoni del gruppo in cui oltre alla firma del leader Corgan compare quella del chitarrista co-fondatore James Iha. E il connubio in fase di composizione porta risultati eccellenti per un brano dal forte impatto emotivo, sia per il testo, di un’intensità e sincerità disarmante, che per la musica, sognante e lunare assieme. Emozione che è salita a mille per gli spettatori del Teatro dell’Ace Hotel di Los Angeles la sera del 26 marzo 2016, quando a distanza di 16 anni dall’ultima volta, James Iha ha raggiunto sul palco i suoi ex sodali Corgan e Chamberlin per un’esecuzione da brividi del brano in questione.

9 – AVA ADORE

1998, da “Adore”

Primo singolo di un album che segnava un deciso cambio di rotta nel sound dei Pumpkins e che lasciò sbigottiti i fan più legati a certe sonorità hard & heavy della primissima fase. In realtà si tratterà di un album magari sì contradditorio ma allo stesso tempo coeso e pieno di autentiche perle da riscoprire. Ho ancora impresso nella memoria un concerto che tennero all’Acquario di Genova per il tour relativo in cui ogni singolo brano spiccò e parve pervaso di un’aura magica. In quella occasione, di “Ava Adore” fecero una versione traboccante rock e sudore. E a distanza di anni la canzone è fra le più amate e conosciute del loro strabordante repertorio.

8 – ZERO

1996, da “Mellon Collie and the Infinite Sadness”

Chitarre affilate come lame, ululanti e tese, sibili e urla a contornare una canzone che musicalmente parte minacciosa per poi aggredire e che nel testo dipana tutto il nichilismo di cui Billy Corgan era sincero portavoce in quei interlocutori nineties. Anche il video ufficiale (purtroppo non più online) metteva in scena tutta la “lucida” follia di un gruppo che all’epoca di “Mellon Collie…” sembrava lanciato nell’Olimpo dei più grandi del rock.

7 – THIRTY-THREE

1996, da “Mellon Collie and the Infinite Sadness”

L’altra faccia della medaglia di un album mastodontico come il già citato “Mellon Collie…” la si può riscontrare ad esempio nella dolcezza e nella purezza di una canzone come questa in cui la voce di Corgan, quasi fanciullesca, è stavolta rassicurante e amorevole, come il messaggio che intende lanciare nel brano. Un’invocazione d’amore e di abbandono nel sollievo.

6 – 1979

1996, da “Mellon Collie and the Infinite Sadness”

La canzone pop per eccellenza del gruppo, quella che certifica l’amore dei Pumpkins per certe sonorità anni ’80 (e che emergerà prepotentemente nei solchi del successivo disco “Adore”). Entrato nella storia anche per un azzeccatissimo video – poi ripreso con gli stessi protagonisti ormai cresciuti nella deliziosa “Perfect” – è un singolo, il secondo da “Mellon Collie…” dopo le asprezze grunge di “Bullet With Butterfly Wings”, che contribuì enormemente a far crescere le loro quotazioni in ambito mainstream e che seppe catturare l’animo e i sentimenti più puri di milioni di adolescenti.

5 – RHINOCEROS

1991, da “Gish”

L’album d’esordio della band (“Gish”) non poteva passare inosservato, vista la varietà di suoni, umori, atmosfere e la qualità dei singoli brani, tra noise, hard rock, dream pop e classic. Gli Smashing Pumpkins ebbero solo la “sfortuna” di venir schiacciati dall’irrompere del grunge sulla scena musicale mondiale, in primis dei Nirvana che con il celebre “Nevermind” uscirono nel mercato quasi in concomitanza con il loro debut-album. Un brano come “Rhinoceros” registrato in alcuni primissimi provini nel 1989, rispecchia già le tante anime della band, suonando in quasi 6 minuti come una cavalcata rock impazzita. I cambi di registri sonori diventeranno poi marchio di fabbrica della casa in tante canzoni più celebri.

4 – TRY, TRY, TRY

2000, da “Machina/The Machines of God”

La canzone forse più struggente e malinconica di una band che ha fatto della tristezza e dell’asprezza del vivere un manifesto. Eppure c’è anche tanta dolcezza in questi versi, c’è l’invito a non mollare dedicato a una ragazza che sembra non farcela più. Il video ancora una volta (avrete capito quanto fossero importanti nell’immaginario dei Pumpkins, spesso e volentieri delle vere e proprie opere d’arte) non lascia indifferenti, con le immagini crude e deleterie di una giovane coppia di tossicodipendenti.

3 – DISARM

1994, da “Siamese Dream”

La canzone in cui Billy Corgan si mette a nudo e che egli stesso considera la più autobiografica, almeno fino a quel momento. Abbandonati certi concetti universali per esemplificare il suo mondo interiore, in “Disarm” l’autore parla in prima persona delle difficoltà incontrate sin da giovanissimo, della solitudine provata, del dolore che non riesce a scrollarsi di dosso e che ora riversa nei confronti dell’altro. La musica è solenne, l’arrangiamento acustico magistrale, tra archi e suoni di campane in primo piano. Con questo premiato singolo i Pumpkins dimostrarono di non essere il “classico” gruppo rock grunge allora tanto in voga.

2 – TODAY

1993, da “Siamese Dream”

Il primo singolo bomba degli Smashing Pumpkins, quello che realmente li fece conoscere e amare anche al di fuori dei confini americani. Come “Disarm” è tratto da “Siamese Dream”, per molti l’apice creativo della band, se non altro perché mostra una maturità compositiva già pienamente raggiunta e un salto qualitativo importante dall’album d’esordio “Gish”. “Today” a livello musicale potrebbe benissimo chiarire cosa fosse la band di Chicago nel 1993, senza ricercare mirabolanti definizioni: il mix perfetto tra pop e rock! Pop per melodie cristalline e ritornelli killer, rock per le sonorità, l’attitudine, l’aggressività, il messaggio. Messaggi che spesso venivano equivocati, proprio come in “Today”, dove Corgan sembra alludere al “giorno del suicidio”, specie in apertura del brano, in contraddizione con altri passaggi in cui invece pare declinarci un sogno. In ogni caso una canzone che colpì eccome l’immaginario di un’intera generazione.

1 – TONIGHT, TONIGHT

1996, da “Mellon Collie and the Infinite Sadness”

E sul punto più alto del podio svetta questo capolavoro indiscusso, il brano che ha sparigliato le carte, issando la band sul tetto del mondo. Quarta scelta in realtà, se è vero che uscì come singolo dopo “Bullet..”, “1979” e “Zero”, tanto per farvi capire ancora una volta l’immensa varietà di “Mellon Collie and The Infinite Sadness”, ma che ben presto divenne IL singolo per antonomasia. Nel testo Billy Corgan descrive il passaggio dalla vita adolescenziale a quella adulta, invita l’ascoltatore ad agire, ad andare avanti, a non avere paura, almeno stavolta, almeno stanotte. Una canzone corredata da un video favoloso, ispirata al film muto “Viaggio nella Luna” di Georges Melies che valorizza appieno le parole e ben si adatta al maestoso arrangiamento d’archi.

 

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