“OGGI SIAMO PIù COMPETENTI SULLA MUSICA E CONOSCIAMO MEGLIO CIò CHE CI PIACE E COSA NON PIACE”: LA NOSTRA CHIACCHIERATA CON ANDREAS E LISLE DEGLI ALPACA SPORTS

 
14 settembre 2018
 

Siete pronti? Bene, ve lo dico subito…questo è quanto di meglio Andreas e i suoi Alpaca Sports abbiano fatto nel corso della loro carriera. Inutile fare tanti giri di parole quando il succo del discorso è tutto qui. Andreas e Amanda, grazie anche all’intervento di uno che di pop se ne intende come Lisle Mitnik, trovano la perfetta quadratura del cerchio e dosano alla perfezioni le giuste parti di twee, nostalgia, zucchero filato, ritmi ballabili e sguardi che fanno battere il cuore, per creare il mix perfetto. Se poi immagiamo di gustarci questa delizia all’ombra della Torre Eifell, beh, allora la magia è davvero completa.

Ci sono voluti 3 anni per arrivare a questo risultato perfetto, c’è voluto Ian Catt e la sua mano sapiente alla produzione e l’incantevole arte di Ray Kimura per dare il tocco visivo, c’è voluto anche l’intervento al canto di Amanda per aggiungere dolcezza e pelle d’oca, ma questo non sarebbe bastato se non ci fosse quella magnifica passione pop che da sempre anima la scrittura di Andreas: mai così ispirata e rigogliosa coma in questo disco.

Prima di trasformare il vostro salotto in una piccola sala da ballo o prima di lasciarsi cullare da tenui brezze pop-folk, beh, trovate il tempo di leggere la nostra chiacchierata con Andreas (in realtà nella chiacchierata compare più volte anche Lisle che ringraziamo moltissimo!). Ne saprete di più sul disco e pure sulle sue (insane) passioni giovanili in fatto di musica dance!

Ciao Andreas, ciao Lisle, come state? Da dove ci scrivete?
Andreas: Ciao Ricky, sto molto bene grazie! Sto scrivendo da Göteborg, giornata soleggiata oggi.
Lisle: Ciao Ricky, in questi giorni sono sono molto occupato! Scrivo da Chicago negli Stati Uniti, ma mi trasferirò, a fine settembre a circa 2000 miglia da qui, a Portland, che si trova sulla costa occidentale degli Stati Uniti.

Allora, ci siamo: nuovo album uscito. Come vi sentite?
Andreas: Penso che proviamo tutti i tipi di emozioni allo stesso tempo, haha. Ma soprattutto siamo così orgogliosi di questo album e ci sentiamo super felici di poter finalmente condividerlo con tutti voi!

È una buona idea usare una frase importante come “concept album” per il nuovo album? Sembra che Parigi sia l’elemento che connette tutte le canzoni…
Lisle: Non penso che in realtà ci siamo avvicinati all’album come per realizzare un “concept”. Il titolo dell’album è stato in realtà una delle ultime cose su cui abbiamo pensato! In realtà è stato un suggerimento della mia compagna di band nei Tiny Fireflies, Kristine, che ha anche suonato il clarinetto nell’album. Dopo quel suggerimento, beh, per Andreas e per me era il titolo perfetto. Sapevamo che c’erano alcuni temi che attraversavano tutte le canzoni e questo titolo le collegava in un modo che non avevamo ancora realizzato. Eravamo fin tropo immersi in quelle canzoni da così tanto tempo e ci voleva proprio qualcuno con una prospettiva esterna per dirci davvero su cosa stavamo scrivendo!

Andreas, sei una persona che viaggia molto e che ha visto anche molte città (anche Roma per esempio!), Eppure Parigi ti ha davvero stregato e colpito. Perché, per te, questa città è così affascinante? Lo sai che, per noi italiani, i francesi non sono molto simpatici? Tu come li trovi?
Andreas: Haha, mi fa sorridere quello che dici perchè mi pare di vederlo e immaginarlo. Ma, alla fine, non è come in tutti gl ialtri posti? Non ci sono sempre cose buone e cattive? Ho vissuto a Parigi per tre anni e quello che mi manca di più è l’energia. La città è così piena di vita e così stimolante, vibrante e diversa. Una delle mie situazioni preferite era fare lunghe passeggiate, senza una destinazione specifica, solo seguendo la mia testa e il mio cuore, lasciando vagare la mente e i piedi. Per qualche strana ragione, spesso, ci si sentiva come in una città magica immaginaria, come se ci fosse una sorta di magico luccichio intorno ad essa, ed è stata una grande ispirazione per scrivere questo album. Ma ci sono anche lati negativi, certo, e non ti nego che è stato molto difficile, per me, adattarmi pienamente e sentirmi bene a casa.

Ancora una volta non mancano i punti fondamentali: la collaborazione con Ian Catt e quella con Ray Kimura. Queste sono cose a cui non volete rinunciare, o sbaglio?
Lisle: Siamo rimasti molto contenti del fantastico lavoro che Ian Catt ha fatto con “When You Need Me the Most” EP, è stata una scelta naturale collaborare di nuovo per l’album. Fa sempre un lavoro fantastico, ed eravamo elettrizzati di avere di nuovo la possibilità di interagire con lui. Ovviamente Ray è stato molto gentile a “prestarci” ancora una volta il suo talento artistico. Come ti ho detto, eravamo molto in ritardo nel decidere un titolo per l’album e lui, in realtà, ha fatto molto lavoro in anticipo con solo piccoli spiragli di idee che gli avevamo dato. Per fortuna, è stata in grado di prendere le nostre vaghe indicazioni per trasformarle in qualcosa di traordinario.

La tua abilità nello scrivere magnifiche canzoni pop è ora ben nota, eppure riesci sempre a sorprendermi con le tue melodie. Ma qual è il tuo segreto?
Andreas: Grazie per le tue parole gentili Ricky! Non so se c’è un segreto, fondamentalmente tutto riguarda le melodie. Trovare e sperimentare le melodie che vengono naturalmente e che poi non hanno tempo, sono durature. Ritengo comunque che lavorare con un produttore come Ian Catt ci abbia dato una nuova dimensione in molti modi, ad esempio il suo modo di costruire armonie l’una sull’altra negli stessi cori, per trarre il massimo beneficio per le melodie già esistenti.

Non c’è solo il jangle pop nel nuovo album, ma ci sono anche un paio di canzoni (in particolare “Birds”) in cui emerge un suono che potremmo definire “folk-pop”, con arrangiamenti molto dolci e delicati. Ma anche “Luxembourg Gardens” è una dolce ballata, quasi dream-pop. È un segnale di come le vostre influenze si stiano allargando? Forse in futuro potremo aspettarci più canzoni con questo stile?
Lisle: Andreas ed io abbiamo entrambi gusti musicali molto ampi e ci scambiamo le canzoni che ci piacciono abbastanza spesso. Ora, questo è stato il nostro secondo disco su cui abbiamo lavorato insieme e penso che ci siamo avvicinati a questo lavoro proprio con l’intenzione di espandere la gamma musicale degli Alpaca Sports, sperimentando nuovi strumenti e arrangiamenti, ma, nello stesso tempo era molto importante assicurarsi che tutto avesse una linea di continuità con la band del passato, senza allontanarsi troppo da ciò che la rende unica.

Andreas, avevo letto da qualche parte che uno dei primi dischi che hai comprato era quello di Melodie MC! La tua musica è certamente molto lontana da quel suono, ma anche tu, come loro, forse vuoi far ballare la gente, basta ascoltare una canzone come “Summer Days”, sbaglio?
Andreas: Haha, ma perché mai a suo tempo ho menzionato quel disco euro techno rap? 😉 Ma, al di là di tutto, penso che tu abbia centrato un punto. È proprio la nostra canzone più ballabile (e anche l’album trovo che lo sia) e penso che abbiamo sperimentato di più sulle percussioni e ritmi diversi questa volta.

“I’ll Do Any You You Want”: lo trovo uno dei tuoi migliori brani di sempre! Come è nata questa canzone?
Andreas: Grazie mille! Siamo tutti molto felici riguardo a questo brano: è stata una di quelle canzoni che è stata scritta molto velocemente una volta trovata la giusta misura. Quando ho inviato il primo demo a Lisle ricordo che mi sentivo abbastanza infelice, perché non ero in grado di farlo sembrare buono come sembrava nella mia testa. Volevo che fosse incalzante con chitarre jangly e una batteria esuberante, e la band di Glasgow degli Orange Juice era stata di grande ispirazione. Ne ho parlato con Lisle e il giorno dopo ho ricevuto una demo incredibile, che era meglio di quanto potessi immaginare.
Lisle: Il tempismo è stato perfetto, perché, all’epoca, stavo ascoltando molto proprio il secondo disco di Orange Juice, quindi penso involontariamente, nel mio subconscio, sia nata l’idea di rendere la batteria e la chitarra un po’ come in “Rip it Up”. Andreas è stato così soddisfatto di quello che ho fatto con il primo demo e questo mi ha permesso di lavorare sulla chitarra solista, andando di distorsione fuzz e anche qui ci siamo ritrovati. Stavo immaginando qualcosa di simile all’introduzione di “I’m a Cuckoo” di Belle and Sebastian o dei Beatles di “And Your Bird Can Sing”, e quindi sono felice che Andreas mi dia questo lavoro da fare.

Che sorpresa ascoltare la voce di Amanda Åkerman. Avevi già pensato alla sua voce per quelle canzoni?
Andreas: Mentre lavoravo al mini album “When You Need Me Most” con Ian Catt, sentivamo davvero che la voce di Amanda sarebbe stata in grado di prendere più spazio nella musica. Questo era qualcosa che volevamo sviluppare ed esplorare ancora di più per questo nuovo album, quindi si, penso proprio che, già in una fase iniziale, volevamo che Amanda cantasse in 2-3 canzoni e abbiamo scritto e arrangiato canzoni che si adattassero perfettamente alla sua voce.

Alpaca Sports è attiva dal 2012. Come pensi che questo progetto sia cambiato nel corso degli anni?
Andreas: Penso che gli Alpaca Sports siano cambiati parecchio nel corso degli anni. Quando ho iniziato il progetto eravamo dei principianti completi e piuttosto ignoranti, musicalmente parlando, haha. Oggi siamo più competenti sulla musica e conosciamo meglio ciò che ci piace e cosa non piace. Abbiamo una visione più chiara del modo in cui vogliamo sviluppare ogni canzone / album e più aperta, per permettere ad altre persone di creare qualcosa con noi e invitare diversi musicisti a dare il loro gusto personale. Includere Lisle come membro della band poi ha anche cambiato il progetto in modo molto positivo quando si tratta di songwriting, registrazione, ecc.
Prendiamo sempre più “rischi” e non abbiamo paura di sperimentare con diversi strumenti e generi musicali. Guarda, ad esempio, come Lisle e io, ora, scriviamo la musica online e registriamo le canzoni in città diverse in tutto il mondo. Quando abbiamo iniziato eravamo molto legati a Göteborg.

Grazie mille ragazzi per la vostra gentilezza. Andreas attenzione però: l’anno prossimo i Backstreet Boys saranno in Europa per il tour dei loro 25 anni di attività. Preparati, perché dobbiamo andare a vedere un loro concerto insieme 😉
Andreas: Haha, certo! Ma questa volta dobbiamo assicurarci che il programma del tour sia buono e la prossima volta quindi non andrai, ancora, a un concerto dei Backstreet Boys quando c’è quello degli Alpaca Sports! 😉 (ndr: il discorso sui Backstreet Boys nasce dal fatto che nell’ultimo tour italiano della band, la sera del loro concerto milanese, c’era proprio la concomitanza con il live al Forum di Assago, proprio dei Backstreet Boys, concerto a cui io andai e, ancora oggi, io e Andreas ci scherziamo sopra, come vedete!).

 

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