OGGI “THE CLOSER YOU GET” DEI SIX BY SEVEN COMPIE 20 ANNI

 
16 Marzo 2020
 

Sono passati venti anni e sembra ieri. E si perché di questi tempi vent’anni fa mi trovavo proprio nel Regno Unito, proprio a Nottingham dove mi dilettavo a scoprire negozietti di dischi nascosti tra le traverse a ridosso della vecchia Market Square, lontano dai grandi centri di HMV. Mi ricordo di uno in particolare che frequentavo più degli altri, anche se il nome mi sfugge.

Conoscevo i Six by Seven per via del loro esordio “The Things We Make” del 1998 il quale, in verità, non mi convinse appieno. Quando mi trovai ad ascoltare il nuovo lavoro della band di Chris Olley, mi ricordo dopo nemmeno 5 secondi dal play tolsi subito le cuffie che erano in dotazione al negozio per gli ascolti, pagai il cd e via subito sul bus per il rientro a casa a Derby, dove alloggiavo. Durate i 30 minuti del viaggio credo di essere riuscito ad ascoltare in repeat per almeno una decina di volte la coppia dei brani iniziale. Spaziali!

In breve tempo, la devastante “Eat Junk Diventa Junk” divenne uno dei miei pezzi preferiti di sempre mentre la martellante “Sawn Off Metallica T-shirt” fu inserita dal sottoscritto praticamente in tutte le playlist che mi dilettavo a creare.

L’aggressività – solo apparente – di “The Closer You Get” doveva fare i conti con l’ingombrante uscita di solo una settimana prima di quel Bends” dei Radiohead che lasciò il noto solco sul terreno indie-rock/brit-pop.

In realtà, con questo il disco i ragazzi di Nottingham hanno scelto di percorrere binari differenti riuscendo alla perfezione a mescolare chiare influenze indie-rock allo spiccato quanto naturale shoegaze.

Nelle dodici tracce si riverberano possenti chitarre dal sapore post-punk in “Don’t Wanna Stop” e “Slab Square” ma anche psichedelici ed oscuri episodi in “Ten Places to Die” e “New Year”, fino a quando l’album non cambia repentinamente la via con le note ruvide e malinconiche di “One Easy Ship Away” e “England and a Broken Radio”.

Un bel gruppetto di brani che dimostrano quanto questo disco, seppur apprezzato dalla critica, sia stato in realtà ingiustamente sottovalutato. Un pezzo come “Another Love Song”, dove un sound votato inizialmente all’elettronica si schianta contro un wall of guitars trasformandolo probabilmente in uno dei migliori brani del disco, insieme alla sofferta “My Life Is an Accident”.

La chiusura del disco è lasciata ad una delicata “100 & Something Foxhall Road” dove il quintetto inglese cala il sipario su uno dei migliori dischi del 2000.

Pubblicazione: 16 marzo 2000
Label: Beggars Banquet Records
Durata: 44:25
Dischi: 1
Tracce: 12
Genere: Shoegaze, Alternative rock
Produttore: Ric Peet, John Leckie, Six by Seven
Registrazione: 1999 at Square Centre Studios and The Batcave in Nottingham

Tracce:
1.Eat Junk Become Junk
2.Sawn Off Metallica T-Shirt
3.Ten Places to Die
4.New Year
5.One Easy Ship Away
6.My Life Is an Accident
7.Don’t Wanna Stop
8.Slab Square
9.England and a Broken Radio
10.Another Love Song
11.Overnight Success
12.100 & Something Foxhall Road

 

“Gigaton” e la ...

di Elena Castagnoli Sono tempi difficili, amplificati da un virus che attanaglia il mondo, costringe alle mura domestiche e a circondarsi ...

Album posticipati e annullati ...

Tanti sono gli eventi live che sono stati cancellati a causa della difficile situazione sanitaria mondiale. Festival internazionali che sono ...

Oggi “A.M.” degli Wilco ...

Finita l’avventura degli Uncle Tupelo, alle metà degli anni ’90, Jay Farrar metterà su i Son Volt, mentre l’altro ...

Oggi “2020 Speedball”dei ...

Strano come le parole acquistino col tempo significati diversi. Prendiamo l’inizio dell’energica “2020” che con le sue chitarre ...

Oggi “King For A Day…Fool ...

I mesi a cavallo tra la fine del 1994 e l’inizio del 1995 furono alquanto turbolenti per i Faith No More. Una volta raggiunto quello che ...