DEATH CAB FOR CUTIE
Asphalt Meadows

[Atlantic - 2022]
8
 
Genere: Indie Rock
 
21 Settembre 2022
 

La pandemia ha rischiato di mettere in seria difficoltà i Death Cab For Cutie: Ben Gibbard, Nicholas Harmer, Jason McGerr, Dave Depper e Zac Rae vivono da tempo in città diverse, ma il problema è stato risolto in fretta condividendo file e demo nell’arco della classica giornata lavorativa: dal lunedì al venerdì, un giorno per uno e completo controllo editoriale al musicista di turno. Rischioso e forse non molto rock n roll ma almeno la metà dei brani di “Asphalt Meadows” sono nati da quelle remote sessioni digitali.

Anima composita quella di questo nuovo e decimo album, che vive di rumore, sintetizzatori e riverberi come quelli che popolano “Roman Candles” ispirata alla batteria dei Faust, un tentativo tutto sommato riuscito di scrivere qualcosa di “short, loud, and trashy” ben diverso dalle meditazioni grintoso – nostalgiche della title track e da quelle spirituali di “Here To Forever”. Uno spoken word feroce, intimo e personale chiamato “Foxglove Through the Clearcut” apre la strada a considerazioni sul tempo che passa (la deliziosa “Pepper”) e l’amicizia (“Wheat Like Waves” nata ascoltando proprio i Prefab Sprout).

Solo Ben Gibbard poteva scrivere un brano chiamandolo “Rand McNally”, che oltre a essere lo stato fantasma inventato da Lisa Simpson è il nome della casa editrice statunitense famosa per i suoi atlanti e carte geografiche grazie a cui hanno fantasticato e viaggiato generazioni di americani. Quattro splendidi minuti che parlano di ricordi e tradizioni da tramandare, cabine telefoniche e macchie di caffè sulle pagine molto usate di quelle guide ormai un po’ fuori moda. Il lascito di Gibbard sono i Death Cab For Cutie ed è stato chiaro su questo, ma la responsabilità nella stesura e nell’arrangiamento di un loro album non è mai stata così condivisa.

Se servissero un paio di canzoni post pandemiche ecco “I Don’t Know How I Survive”, ritmicamente complessa ma con un ritornello e una melodia efficacissimi o la ritmata “I Miss Strangers” puro indie rock con echi post punk tirati a lucido da un produttore come John Congleton che del genere se ne intende. “Fragments From the Decade” è quello che il titolo promette; un coeso insieme di ricordi sparsi e soffusi con una dolcissima parte di chitarra che da sola vale l’ascolto.

“I’ll Never Give Up on You” tira le fila con un testo tra i più onesti di un Ben che guarda al passato (“drugs that made me restless”, “alcohol that made me cruel”). Fanno di necessità virtù i Death Cab For Cutie e sembrano non sentire i venticinque anni di carriera, scrollandoseli di dosso con un lento movimento delle braccia e delle spalle. “Asphalt Meadows” cresce ascolto dopo ascolto, è un disco a cui ci si affeziona. Non cambierà il mondo ma può renderlo un po’ più umano in tempi ancora difficili.

Credit foto: Jimmy Fontaine

Tracklist
1. I Don’t Know How I Survive
2. Roman Candles
3. Asphalt Meadows
4. Rand McNally
5. Here to Forever
6. Foxglove Through the Clearcut
7. Pepper
8. I Miss Strangers
9. Wheat Like Waves
10. Fragments From the Decade
11. I’ll Never Give Up on You
 

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