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Chi non si ricorda la splendida Fuzzy?
La voce di Grant Lee Phillis ha scaldato i cuori di migliaia di ragazzini nel lontano 1993 e nel corso degli anni ha continuato a raccontare storie fino ad oggi, dallo scioglimento dei Grant Lee Buffalo, e poi con ben 4 album solisti prima di quest’ultima prova uscita il 27 marzo scorso per la Zoe Records.
Ora quella voce è tornata ancora una volta ed è sempre la stessa, calda, avvolgente, un po’ ruvida, assolutamente inconfondibile. Devo ammettere che non ho seguito molto Grant Lee Phillips nella sua carriera solista ma ascoltare il suo nuovo album Strangelet mi fa l’effetto di un salto indietro nel tempo, visto che non sembra passato nemmeno un giorno dai tempi dei suoi gloriosi Grant Lee Buffalo.
Strangelet, alla cui realizzazione anche Peter Buck, chitarrista dei R.E.M., si compone di 12 brani, che formano una raccolta coerente e unitaria, nella quale si sviluppa un’atmosfera rilassata e intima, calda e spontenea, appena velata da un’ombra di malinconia. Dream in Colour è forse la traccia più bella dell’album, dove la voce modulatissima di Grant Lee è la protagonista assoluta su una semplice base melodica contrappuntata da una batteria e sottolineata dagli archi.
Soft Asylum, il primo singolo è il pezzo più tirato, ritmato e accattivante e anche Raise The Spirit, ha un ritornello irresistibile, pur se sempre velato da una sottile malinconia.
Altro pezzo degno di nota è Johnny Guitar, un pezzo in crescendo, dalle evidenti radici country, dove l’energia si sviluppa un po’ alla volta ed esplode in chitarre distorte e una voce sempre più stranita.
Bellissime le melodie, gli arrangiamenti perfetti, delicati o impetuosi a seconda delle esigenze, e inconfondile il modo di cantare di Phillips, l’elemento che rende subito riconoscibile ogni suo pezzo. Ed è proprio questo forse il suo limite: se togliamo la voce, che li caratterizza, presi singolarmente i brani sono tutti belli, piacevoli da ascoltare, ma non attaccano, non rimangono in mente, non ti chiedono di essere ascoltati.
Se capita, bene. Si passa un’ora in compagnia di ottima musica. Ma se non capita è difficile che ti prenda il desiderio irrefrenabile di ascoltare Strangelet.
Forse in fondo qualcosa è cambiato dai tempi di Fuzzy, forse l’ispirazione, la spontaneità , l’urgenza della musica hanno lasciato il posto a una capacità  grandissima di scrivere ottimi pezzi che però non riescono più a toccare davvero il cuore.

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Strangelet [ Zoe – 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Grant Lee Buffalo
Rating:
1. Runaway
2. Soft Asylum (No Way Out)
3. Fountain Of Youth
4. Hidden Hand
5. Dream In Color
6. Chain Lightning
7. Raise The Spirit
8. Same Blue Devils
9. Killing A Dead Man
10. Johnny Guitar
11. Return To Love
12. So Much