Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi… buon ascolto

BELLE AND SEBASTIAN ““ “Late Developers”
[Matador]

Inaugurano con il botto questo 2023 i Belle And Sebastian che senza nessun preavviso sfornano oggi un nuovo disco.
Arrivato quasi a ridosso di “A Bit of Previous” del 2022, “Late Developers” si presenta come il cugino fortunato del suo predecessore. L’album raccoglie la parte più gioiosa della band, è fresco, immediato, ma possiede quel je ne sais quoi dei Belle and Sebastian, che ha sempre le parole o la melodia perfetta al momento giusto, e che ammette, con tono armonioso che Every girl and boy / each one is a misery.

GAZ COOMBES – “Turn The Car Around”
[VLMAS]

“Turn The Car Around” è un album che ho costruito negli ultimi sette anni, afferma il frontman dei Supergrass. è un album che parla di sentimenti, che cattura gli alti e bassi della vita moderna e tutte le piccole sfumature che stanno nel mezzo. Scritto e registrato da Coombes nel suo studio nell’Oxfordshire, l’album attinge sia alle tavolozze sonore che ai temi degli album precedenti e segna la terza e ultima parte di una trilogia insieme a “Matador” del 2015 e a “World’s Strongest Man” del 2018. “Turn The Car Around” include i featuring di Willie J Healey e Loz Colbert dei Ride e l’album è co-prodotto da Coombes e dal suo collaboratore di lunga data Ian Davenport.

BILLY NOMATES ““ “CACTI”
[Invada]

Billy Nomates, il progetto della cantautrice, produttrice e polistrumentista di Bristol Tor Maries, pubblica oggi il suo atteso secondo disco.
Registrato nel suo appartamento e negli Invada Studios di proprietà  di quel genio di Geoff Barrow (Portishead e Beak>>) in “CACTI” troviamo l’artista sviluppare ulteriormente il suo songwriting istintivo e inventivo. Senza timore di affrontare i traumi degli ultimi due anni e l’inquietante senso di apatia che permane, olttre a temi più politici, la raccolta di 12 tracce affronta apertamente verità  scomode; come dice la stessa Tor, il 70-80% dell’essere audaci consiste nell’essere vulnerabili da morire.

JAMES YORKSTON, NINA PERSSON AND THE SECOND HAND ORCHESTRA ““ “The Great White Sea Eagle”
[Domino]

James Yorkston e Nina Persson dei Cardigans uniscono le forze per questo nuovo disco. A completare questo cast già  stellare troviamo anche la Second Hand Orchestra che era stata al fianco di Yorkston in “The Wide, Wide River” pubblicato nel 2021.
Tutti coloro che suonavano nella Second Hand Orchestra, a modo loro, sono tutti musicisti unici e colorati, dice James a proposito della registrazione dell’album. Non c’era nessuno che non sapesse cosa fare. Portavo loro le canzoni, ne iniziavamo una ““ io la suonavo, e la seconda volta gli altri iniziavano a cantare e a suonare, e quando l’avevamo fatto per tre o quattro volte, premevamo il tasto record ed eravamo pronti a partire. E la cosa bella è che tutti loro avevano la capacità  di darsi spazio l’un l’altro e di inventare le loro parti basandosi su quello che gli altri suonavano, naturalmente, era un processo molto veloce, ed erano tutti così aperti, nessuno era egoista. Tutto era semplicemente bello. Mi piace la selvaticità  del prodotto.

MARGO PRICE ““ “Strays”
[Loma Vista Recordings]

Scritto nel 2021 in parte on-the-road, un viaggio in macchina verso la South Carolina insieme al marito e una buona scorta di funghetti allucinogeni, in parte tra le colline di West Los Angeles “Strays” è il nuovo lavoro di uno dei nomi di punta della recente scena country-folk americana. Su questo concentrato di rock n roll, country psichedelico, rhythm & blues e pop luccicante mette inoltre le mani quel genio in materia di sonorità  west-coast folk psych di Jonathan Wilson. Dentro ci trovi anche i featuring di Sharon Van Etten, Lucius e Mike Campbell.

ROZI PLAIN ““ “Prize”
[Memphis Industries]

“Prize” viene presentato come il disco più ottimista e audace di Rozi Plain. Il quinto lavoro della cantautrice inglese, già  nelle fila dei This Is the Kit, mescola elettronica, elementi jazz, costruedo un tessuto sonoro sul quale la voce ammaliante di Rozi suona più che mai brillante.

CIRCA WAVES ““ “Never Going Under”
[Lower Third/PIAS]

Quinto album in studio oggi per i britannici Circa Waves.
A proposito del nuovo “Never Going Under”, il frontman Kieran Shudall racconta: …le canzoni dell’album sono scritte in modo diverso dai precedenti lavori che abbiamo pubblicato. Sono scritte dalla prospettiva di mio figlio e anche dalla mia esperienza attuale del clima di oggi. I Circa Waves hanno sempre avuto una certa visione del mondo, ma ora è attraverso la lente dell’essere padre e del non sapere cosa stia succedendo.
“Never Going Under” è un’istantanea della paura che tutti proviamo oggi e della resilienza di cui avremo bisogno per superarla.

THE SUBWAYS ““ “Uncertain Joys”
[Alcopop! Records]

Registrato e prodotto dal frontman della band Billy Lunn, mixato da Adrian Bushby (un grammy e lavori al fianco di Muse, Foo Fighters, Everything Everything), ed infine masterizzato Katie Tavini (Mykki Blanco, Arlo Parks, Nadine Shah) “Uncertain Joys” è il quinto disco della band indie punk UK Subways.

LIELA MOSS ““ “Internal Working Model”
[Bella Union]

Sto cercando di trovare un modo per inserirmi in una nuova comunità ” dice Liela Moss di questo suo terzo album da solista.
Sto immaginando una tribù, allontanandosi dalla nostra cultura molto centralizzata, smantellandola e rivedendo il modo in cui penso funzionino le cose.
Dopo l’ossessionante “My Name Is Safe in Your Mouth” (2018) e il drammatico “Who the Power” (2020), carico di synth, “Internal Working Model” è pieno di frustrazione per la nostra cultura disconnessa ma anche – cosa cruciale – brucia con il desiderio di riconnettersi. Ancora la Moss: ...vediamo i beneficiari dello status quo sopprimere la realtà  e il benessere vendendoti un’alternativa banale che sostiene la loro agenda. Voglio aumentare la potenza di fuoco per bruciare quella vecchia casa.

VV – “Neon Noir”
[Milan Records]

Ville Valo si mette definitivamente alle spalle l’esperienza HIM e debutta con il suo atteso album solista. “Neon Noir” è una guida sonora passo-passo su come sopravvivere, e forse anche godere, del regno di VV con la sua abbondanza di cose che esplodono nella notte. è una maratona di mascara strappalacrime tra Robert Smith e Ozzy, con un pizzico di speranza.

VELVET NEGORNI ““ “Bulli”
[4AD]

Jeremy Nutzman pubblica, sotto il nome Velvet Negroni, il suo secondo disco per l’arcinota etichetta 4AD .
“Bulli” nasce durante un periodo particolarmente tumultuoso nella vita dell’artista di Minneapolis (abuso di droga, una frode bancaria e casa che scompare tra le fiamme) ed è forgiato nel miglior alt-pop contemporaneo. A chi volesse qualche rassicurazione in più per lanciarsi nell’ascolto ricordiamo che Nutzman è tra i tanti collaboratori accreditati su “i,i” di Bon Iver al quale ha partecipato scrivendo e cantando “iMi.”

MOLLY – “Picturesque”
[Sonic Cathredal]

Secondo lavoro su Sonic Cathedral per il duo austriaco composto da Lars Andersson e Phillip Dornauer. I Molly si muovono tra shoegaze e dream-pop proponendo in questo nuovo “Picturesque”: …una miscela gloriosamente esagerata di Slowdive e Sigur Rós, mescolata con la risolutezza di Daniel Johnston e la rumorosità  dei Nirvana. Un tantino esagerate queste note stampa? Forse, ma bastano per accendere la nostra curiosità .

POOLBLOOD – “Mole”
[Next Door Records]

Fortemente influenzata dalla musica folk di Yusuf Islam (Cat Stevens) e cresciuta con una dieta costante fatta di punk rock e hardcore, poolblood, nome di battaglia dell’artista nativa di Toronto Maryam Said, scrive storie profondamente vulnerabili sull’amore platonico e sulle relazioni tra amici e amanti. La sua voce melodica, tanto dolce quanto nostalgica, si posa su un letto di chitarre grunge semi-acustiche e strati di basso fuzzy che tradiscono ascolti prolungati di Nirvana e Alice in Chains. La fusione potrebbe sembrare strana – folk spirituale, grunge e hardcore – ma poolblood mette insieme sapientemente il tutto in questo interessante debut-album.

DECLAIME & MADLIB ““ “In The Beginning (Vol. 3)”
[Fat Beats]

Con “In the Beginning (Vol. 3)” continua il lavoro di recupero dai primi lavori di Declaime & Madlib, collaboratori di lunga data e figure centrali nella definizione del nuovo suono e stile che da Oxnard, in California, si sarebbe propagato in tutto il mondo. Questa raccolta, ricca di brani inediti, fonde hip-hop con funk, jazz, soul e psichedelia, tesoro prezioso da tramandare ancora oggi alle nuove generazioni di produttori.

JUNI HABEL ““ “Carvings”
[Basin Rock]

Come lontane trasmissioni radiofoniche diffuse dall’entroterra rurale norvegese Juni Habel ci consegna otto delicate ‘lullabies’ dolcemente appoggiate su una voce intima e sognanti fingerpicking.