Ammetto che il motivo principale per cui ho chiesto di poter celebrare questa ricorrenza sta nella possibilità di fare un’affermazione alla quale non sono mai riuscito a dare la rilevanza che avrei voluto. Ora, spero che dirlo sulle pagine di un web magazine affermato e seguito sia sufficiente per il mio intento. Quello che voglio dire è molto semplice: “Technique” è il miglior disco dei New Order“. Sì, avete letto bene. Non sto dicendo che è molto bello, né che è uno dei migliori, no, sto proprio dicendo che è il migliore, che nella loro classifica sta al numero 1, e anche in modo indiscusso. Ma come, qualcuno si chiederà, e “Power, Corruption & Lies”? E “Low-Life”? E “Get Ready”? Insisto: al numero 1 c’è “Technique”, senza alcun dubbio. Beh ma tanto la miglior raccolta di canzoni dei New Order è “Substance”, che non è un vero e proprio album, qualcun altro dirà. E invece no, in cima c’è “Technique” e solo “Technique”.

Come potrebbe essere altrimenti, con la sfilata di melodie incredibili contenute in questo disco? Non solo, melodie incredibili interpretate in modo altrettanto miracoloso da Bernard Summer, che canta con un calore e una morbidezza che accarezzano e abbracciano. Ascoltate “All The Way” o “Love Less” a occhi chiusi e con la mente sgombra: non vi sentite coccolati, non avete la sensazione che niente possa andare male con tutto il conforto che state raccogliendo dentro voi stessi? E cosa dire di “Guilty Partner”, con uno stile un po’ diverso, meno rotondo ma più in gradi di infilarsi sottopelle, e Bernard che, correttamente, assume una tonalità leggermente meno pulita? Il risultato ha un fascino discreto e irresistibile. E parliamo anche di quel finale con “Dream Attack”, così rassicurante, così perfetto dopo un disco fatto di saliscendi e repentini cambi di umore e di atmosfere, con quel “I don’t belong to no one, but I wanna be with you” che è l’unica certezza che vogliamo avere, dopo un viaggio così intenso.

Ho volutamente iniziato la trattazione della canzoni più tranquille dal punto di vista del ritmo e dell’adrenalina, per sottolineare quello che ritengo il pregio principale del disco, ovvero, come accennato sopra, una qualità melodica e vocale da pelle d’oca. “Technique” è davvero uno dei migliori esempi possibili di quanto impatto possa avere la combinazione di una melodia perfetta e di una voce che la valorizza al meglio, e ciò lo si nota di più proprio nelle canzoni che ho citato, perché esse non sono particolarmente caratterizzate da elementi sonori o ritmici in primo piano, eppure sono stupende lo stesso proprio per come si auto sostengono grazie alla voce e al songwriting.

Non basterebbe, comunque, quanto detto finora per elevare questo disco in cima alla produzione di una band fondamentale come i New Order. Però, appunto, “Technique” ha anche altro, ovvero la capacità di travolgere senza fare prigionieri grazie a un suono e a una parte ritmica certamente meno elaborati e intricati rispetto ad altri dischi della band di Manchester, ma perfetti per far ballare senza pensieri e con atmosfere capaci di unire la frenesia metropolitana con la tranquillità delle vacanze estive, infatti, non a caso, è stato registrato a Ibiza, luogo per eccellenza in cui si mescolano relax e eccessi. Così, quando il disco inizia con “Fine Lines” e, più avanti, arrivano “Round & Round” e “Vanishing Point”, è semplicemente impossibile stare fermi, anche perché la perfezione melodica non se n’è certo andata, e avere queste canzoni che ti fanno venir voglia di ballare e cantare allo stesso tempo è fantastico.

E poi, nell’ultima parte del disco, c’è lei, un capolavoro abbacinante, una delle canzoni più emozionanti della storia della musica, la summa di tutto il disco e, in generale, di tutto ciò che si può volere da una canzone. Si tratta, ovviamente, di “Mr. Disco”, nella quale tutto ciò di cui ho parlato finora si esprime a livelli inarrivabili, e non si sa se essere felici per tutta questa bellezza o se commuoversi, se scatenarsi o stare fermi a godere di tutte le meraviglie presenti in ogni aspetto di quest’opera sublime. Il modo in cui la linea vocale e quella della tastiera interagiscono è un qualcosa di assurdo e il brano è uno di quelli che potrebbe essere ascoltato all’infinito senza stancare mai.

E quindi ecco perché ritengo “Technique” il disco più bello dei New Order, finalmente, nel giorno del trentacinquesimo compleanno, sono riuscito a spiegarlo bene, spero di essere stato convincente, e in ogni caso io non cambio idea.

Pubblicazione: 30 gennaio 1989
Genere: Alt dance
Lunghezza: 39:32
Label: Factory
Produttore: New Order

Tracklist:

Fine Time
All the Way
Love Less
Round & Round
Guilty Partner
Run
Mr. Disco
Vanishing Point
Dream Attack