
Perchè “Sanremo è Sanremo”, ma ogni tanto ci ha sorpreso (pt.2)
Nella lunga storia sanremese si sono succedute negli anni molte presenze di artisti cosiddetti “alternativi”, gente cioè che palesemente proponeva brani poco in linea con la classicità della kermesse in questione.
Spesso si è trattato di veri e propri ingressi nel mondo dorato della musica propriamente detta “di consumo”, ma il più delle volte sembra che Sanremo possa costituire una sorta di “promozione”, o di consacrazione presso un pubblico certamente più vasto rispetto a quello che solitamente si è in grado di raccogliere negli ambienti cosiddetti “indie”.
Ecco quindi di seguito alcune ottime canzoni “alternative” presentate a Sanremo, precisando che da questa lista sono state escluse quelle canzoni che più che “alternative” erano bizzarre (penso ai demenzialissimi Figli di Bubba e il duo dei Soliti Idioti!). Ma non abbiate paura, qui trovate altri brani che sono andati fuori dai “soliti” canoni sanremesi.
Bonus Track: Vasco Rossi – Vita Spericolata
Anno 1983
Destarono stupore e meraviglia, specie col senno di poi (visto lo status di assoluto big della musica italiana negli anni conseguito) le due esibizioni sanremesi di Vasco Rossi, nel 1982 con “Vado al massimo” e l’anno successivo con “Vita spericolata”. Ma a dire il vero, all’epoca il suo modo di cantare e di comunicare era davvero particolare per i palati sanremesi e nessuno, sul momento, si scandalizzò di quei deludenti piazzamenti.
Sanremo (e l’immensa visibilità che ne conseguì) fu comunque decisivo per Vasco, che ben presto avrebbe fatto breccia nel cuore di centinaia di migliaia di giovani, che ben si immedesimavano in lui, nelle sue storie, spesso disperate e ribelli. “Vita spericolata” non avrebbe potuto, a essere attenti, passare inosservata, col suo carico di pathos e il suo trasporto, con la sua interpretazione biascicata, lontanissima dal bel canto. A fine anno l’album “Bollicine” consacrerà il Blasco e il suo popolo, vendendo un milione di copie e aggiudicandosi il Festivalbar.
Marlene Kuntz – Canzone Per Un Figlio
Anno 2012
Sull’onda di altri gruppi rock che li avevano preceduti nell’esperienza sanremese, anche i Marlene Kuntz, affermatissimi nel circuito del rock alternativo sin dalla prima metà degli anni ’90, optano per la prestigiosa vetrina sanremese, ma lo fanno portando un brano evidentemente debole se rapportato ai loro classici. “Canzone per un figlio” poco aggiunge alla loro già avviata carriera e di certo non li sdogana presso il pubblico generalista, a differenza di altri che vedrete procedendo a leggere l’articolo.
Bluvertigo – L’Assenzio
Anno 2001
Il colpo di coda come gruppo per i Bluvertigo, che in pratica da lì a breve “congeleranno” la sigla sociale per dare sfogo ognuno alle proprie tensioni artistiche, (diciamo che Morgan dopo un promettentissimo esordio solista sembrerà “abusare” della propria libertà divenendo- lo dico con rammarico ““ più personaggio che cantautore) avviene con questa canzone portata a Sanremo nel 2001 e tutto sommato in linea con la loro produzione.
Statuto – Abbiamo Vinto Il Festival Di Sanremo
Anno 1992
Alfieri del migliore ska all’italiana, i torinesi Statuto dettero una botta di energia all’edizione sanremese del 1992 partecipando nella sezione “Novità ” con questa “paradigmatica” canzone, autoironica dichiarazione d’intenti. 30 anni esatti fa pubblicarono il loro primo album e sono ancora in attività , coerenti nel loro percorso artistico.
Aeroplanitaliani – Zitti Zitti (Il Silenzio è d’oro)
Anno 1992
Nella stessa edizione degli Statuto, sempre tra le “Novità “, ancora meno convenzionali parvero gli Aeroplanitaliani capitanati da Alessio Bertallot che fecero un gesto alquanto ribelle, rimanendo zitti per ben 25 secondi durante la loro canzone, intitolata appunto ” Zitti, zitti (Il silenzio è d’oro)”.
Samuele Bersani – Replay
Anno 2000
Oltre ai capelli puliti di Liam Gallagher, nel duemila Sanremo ha regalato altre emozioni. Samuele Bersani al quinto posto e premio della critica, per esempio. Con una canzone che è riuscita ad avere l’attenzione meritata grazie ad Aldo, Giovanni e Giacomo più che a Sanremo, se vogliamo essere sinceri. E se vogliamo anche sognare tridimensionalmente, sarebbe arrivato ben più in alto del quinto posto. Nonostante la paura negli occhi e stonature più o meno evidenti. (Cristina Bernasconi)
Perturbazione – L’Unica
Anno 2014
Rivelazione dell’edizione del 2014 nella sezione “Campioni” sono stati i Perturbazione che stupirono il pubblico con la frizzante “L’Unica” che ebbe più fortuna de “L’Italia vista dal Bar”, l’altro pezzo presentato in gara. Da sempre si distinguevano per un gusto pop molto raffinato e per testi agro-dolci: il Festival rappresentò un punto di svolta per il gruppo, che ebbe molta risonanza nei mesi successivi ma il cui successo improvviso portò anche degli strascichi interni con la formazione storica che mutò in parte la sua faccia. (Nel video non c’è l’esibizione sanremese)
Afterhours – Il Paese è Reale
Anno 2009
Il tifo spudorato che fece il conduttore Paolo Bonolis per loro nell’edizione sanremese del 2009 non bastò ai milanesi Afterhours, già dei big del rock italiano,per far breccia nel pubblico mainstream (sarà necessario molti anni dopo X Factor per far notare almeno Manuel Agnelli ma in altre vesti!). “Il paese è reale” però vincerà a mani basse il prestigioso ‘Premio della Critica Mia Martini’ e diventerà tassello di un progetto importante legato alla valorizzazione da parte del gruppo stesso di tanti altri alfieri della scena indie italiana dell’epoca, raccolti in una compilation. (Non è l’esibizione del Festival quella nel video)
Max Gazzè – Il Solito Sesso
Anno 2008
Se il mondo non girasse al contrario, avrebbe vinto questa canzone. A mani bassissime. Dopo la terza serata, dopo un’esibizione assolutamente perfetta con Marina Rei e Paola Turci, potevano tranquillamente chiudere la baracca per manifesta superiorità . Ma è arrivato lo scontro con il televoto e, ahimè, la genialità dei fratelli Gazzè è stata affossata. (Cristina Bernasconi)
Marta Sui Tubi – Vorrei
Anno 2013
Dei due brani presentati a Sanremo 2013 nella sez. “Campioni” (regolamento a mio avviso discutibile”…) dai Marta Sui Tubi, in finale arrivò “Vorrei” anzichè “Dispari” ma entrambe misero in luce la qualità della band di Giovanni Gulino che già si era fatta apprezzare eccome negli ambienti alternativi grazie alla peculiarità del suono e a scatenate performance nei concerti. Prova superata benissimo anche sul Palco dell’Ariston. (Non è il video sanremese quello che vi proponiamo)
La Crus – Io Confesso
Anno 2011
In gara a Sanremo tra i Big quando in pratica non esistevano più (e infatti la dicitura esatta per questa edizione sarà Mauro Ermanno Giovanardifeat. La Crus), dopo aver in passato più volte sfiorato l’approdo su questo palco, onorano la lunga attesa con una canzone intensa e profonda, molto affine allo stile proposto negli anni ’90 dal gruppo, in cui classicità e modernità seppero fondersi egregiamente.
Negramaro – Mentre Tutto Scorre
Anno 2005
Nel 2005 tra i Giovani fece scandalo l’esclusione nella prima serata sanremese di un gruppo salentino, i Negramaro. Guidati dal talentuoso Giuliano Sangiorgi, diventato successivamente uno dei più ricercati songwriters italiani, il gruppo esplose subito, vendendo centinaia di migliaia di copie dell’album “Mentre tutto scorre”, il cui titolo riprendeva quello del favoloso brano presentato sul palco dell’Ariston. Sui Negramaro attuali meglio sorvolare.
Ad oggi introvabile quell’apparaizione sanremese recuperamo video da altra esibizione del gruppo salentino:
Tiromancino – Strade
Anno 2000
Il 2000 si apre con la bella scoperta tra le Nuove Proposte sanremesi dei Tiromancino, in realtà attivi senza troppa fortuna dal 1992. Decisiva in questa malinconica e soffusa canzone la collaborazione con Riccardo Sinigallia, che poi diverrà membro fisso della band contribuendo a scrivere col leader Federico Zampaglione i brani dell’album della piena affermazione “La descrizione di un attimo”.
Subsonica – Tutti I Miei Sbagli
Anno 2000
E’ del 2000 anche la partecipazione (me nel loro caso nella sezione Campioni) a Sanremo dei Subsonica. Una band che beneficiò non poco della kermesse ligure per ampliare il proprio pubblico e fare il cosiddetto salto tra i grandi. “Tutti i miei sbagli”, pur non discostandosi dal sound elettronico caro al gruppo torinese, fece breccia sin da subito presso una platea generalista. Il successivo album entrò direttamente al primo posto delle classifiche di vendite, confermando la band di Samuel e Max Casacci come una delle migliori della loro epoca.
Decibel – Contessa
Anno 1980
Nel 1980 si esibisce sul palco sanremese un giovane gruppo, lontanissimo dagli stilemi cari al Festival. I Decibel suonano post punk spruzzato di new wave, alla loro guida un giovanissimo Enrico Ruggeri appare bizzarro con i suoi occhialoni bianchi ma anche in possesso di ottime corde vocali e della giusta genialità per far parlare di sè a lungo negli anni a venire. Il buon Rouge, discostandosi dai suoni cari al suo gruppo e scandagliando la vasta gamma della musica leggera italiana, diverrà poi uno dei massimi cantautori italiani, tra i più raffinati e versatili. A distanza di ben 38 anni la storica band, da poco riformata, si appresta a partecipare nuovamente al Festival.
Rino Gaetano – Gianna
Anno 1978
Nel 1978 si esibì a Sanremo un folkloristico cantastorie davvero difficile da incasellare per la critica musicale. Rino Gaetano infatti era lontanissimo dai cantautori classici, sia a livello di tematiche, sia come struttura dei suoi brani che come testi: cinici, surreali e talvolta irriverenti ma sempre capaci di far pensare. Un “giullare” della musica italiana, che sul palco sanremese diventò un vero fenomeno di costume, grazie alla divertente e liberatoria “Gianna”. Arriverà a un passo dalla vittoria finale, giungendo terzo, ma il vero trionfatore di quell’edizione sarà proprio lui, che con questo singolo conquisterà il grande pubblico, prima della precoce morte che lo verrà a cogliere, quando davvero stava per diventare un modello di riferimento per i giovani cantanti di inizio anni ’80. Pezzi come “Il cielo è sempre più blu” o “Mio fratello è figlio unico” rimangono pietre miliari di tutta la produzione italica, brani originali e in un certo senso ancora attuali
Enzo Iannacci & Paolo Rossi – I Soliti Accordi
Anno 1994
Una delle cose più geniali che si siano mai viste sui palchi sanremesi è sicuramente “I soliti accordi” di Enzo Jannacci e Paolo Rossi, due non-cantanti che fecero figura migliore di tanti cantanti di professsione. Correva l’anno 1994, stavamo tutti aspettando i mondiali americani ma soprattutto i tempi erano parecchio diversi da quelli che ci troviamo ora a vivere e potevano anche presentarsi sul palco due persone in botta di qualche sostanza (ad occhio e croce alcoolica) che cantavano cose all’apparenza senza logica ma messe insieme con rare intelligenza ed arguzia, dunque con logica che non tutti possono capire. (Federico “Accento Svedese”)
Piccola Orchestra Avion Travel – Sentimento
Anno 2000
Gli Avion Travel si fecero apprezzare moltissimo sin dalla loro prima apparizione sanremese del 1998, quando nella sezione Campioni vinsero il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Volare (Migliore Musica) con la struggente “Dormi e Sogna”. Due anni dopo però sbaragliarono la concorrenza vincendo addirittura il Festival con l’altrettanto intensa “Sentimento”. A tutt’oggi è l’exploit più clamoroso della storia della manifestazione, la dimostrazione che anche una musica di qualità , colta e classicheggiante può attecchire presso il grande pubblico. Il carismatico cantante Peppe Servillo ritorna in gara a Sanremo quest’anno in coppia con Enzo Avitabile e siamo pronti a scommettere che non passerà di certo inosservato.
Niccolò Fabi – Lasciarsi Un Giorno A Roma
Anno 1998
Ultimi squarci di Generazione X ma pure di cantautorato pop made in Roma. Prima di “The Eternal Sunshine of the Spotless Mind” Niccolò Fabi ci ha spiegato che l’unica soluzione per riprendersi è lasciarsi un giorno e poi dimenticarsi. E fai finta che è normale non riuscire a stare più con me è una frase che avrebbero dovuto incidere sul vetro di tutte le cabine telefoniche della SIP, quando ancora servivano a qualcosa. (Claudia Durastanti)
Eugenio Finardi – Vorrei Svegliarti
Anno 1985
Che dire di Eugenio Finardi a Sanremo nel 1985? Al netto di un look che denuncia chiaramente il fatto che correva l’anno ’85 (che occhiali aveva Finardi??? Era per proteggersi dalla grande nevicata del’85? O era semplicemente colpa delle sue scimmie del passato?) e di sonorità che suonavano quasi come qualsiasi altra cosa dell’85 (ma niente synth pop), il pezzo è di altissimo livello ed infatti non se lo è fumato praticamente nessuno. Vincitore morale di quel festival del quale non ricordo assolutamente null’altro perchè ero troppo piccolo. (Federico “Accento Svedese”)
Anna Oxa – Un’ emozione da poco
Anno 1978
Il punk rock sbarca a Sanremo, certo, come no. La prima apparizione della Oxa, sedici anni e dimostrarne 20 in più, praticamente come adesso solo che gli anni non sono più sedici ed il botox ha sostituito il punk rock. Che poi il punk rock era altro e faceva davvero paura, ma “Un’emozione da poco” è importante a livello sociologico per il coraggio dimostrato dalla Oxa, e comunque è una canzone che suona attuale ora più di allora. La Oxa ha fatto tante altre belle cose, ma questa resta insuperabile e mi piace assai. (Federico “Accento Svedese”)
Elio E Le Storie Tese – La Terra Dei Cachi
Anno 1996
E mi è sembrato giusto “risarcire” Elio e Le Storie Tese riconoscendo loro il posto più alto del podio, laddove nel 1996 giunsero a sorpresa “solo” secondi dietro l’accoppiata Ron & Tosca con annesse polemiche.
“La Terra dei cachi” letteralmente sbancò, e fece esplodere il gruppo (già allora seguitissimo ma pur sempre di culto), capace poi di dominare le classifiche con l’album “Eat the Phikis”. Nella fattispecie la canzone era lo specchio fedele in chiave ironica del nostro Paese ed è divenuta negli anni un vero e proprio classico sanremese. Da allora sono risaliti su questo palco altre volte, sempre con trovate geniali. Lo faranno ancora, molto probabilmente un’ultima volta, quest’anno con un titolo che alla luce del già annunciato scioglimento è tutto un programma: “Arrivedorci”
Credit Foto: Unknown authorUnknown author, Public domain, via Wikimedia Commons













