Dopo tre anni di silenzio i Sons and Daughters si ripresentano al loro pubblico con “Mirror Mirror” e hanno le idee ben chiare.
Mi piace l’atmosfera di questo album, è la cosa più equilibrata che abbiamo mai fatto ha detto a proposito il frontman Scott Paterson (seconda voce dal 2003 con Adele, ndr). Ci sono grandi momenti rock ma è anche riflessivo e onirico. Suona stravagante ma in modo naturale.

Parole che ci sentiamo di sottoscrivere appieno: un album che suona compatto dall’inizio alla fine, qualche elemento in più di elettronica rispetto al passato, un suono leggermente più cupo (il mixaggio è stato delegato a Gareth Jones, già  con Depeche Mode e These New Puritans), molte tracce di ottimo livello, pochissimi cali di tensione.
Il marchio di fabbrica della doppia voce sempre presente e sempre incisivo ci guida da atmosfere care ai The Kills fino a qualcosa della Diamanda Galas più pop passando per suoni più vicini agli anni ottanta(merito di una produzione molto attenta e puntuale) che ci permettono persino di scomodare i The Alarm.

La minimalità  come filo conduttore che nella rarefazione delle atmosfere ricorda da vicino gli XX, ma alla soavità  e oniricità  dell’album di debutto della band inglese, i Sons and Daughters rispondono con un’attitudine più dark e più ricca di chiaroscuri.
Se i lavori precedenti della band scozzese ci avevano lasciato un po’ l’amaro in bocca e un senso di incompiutezza, alternando tracce irresistibili ad alcune assolutamente prescindibili, questo “Mirror Mirror” sancisce una indiscutibile maturazione.

Se ancora avete dei dubbi ascoltate “The Model” o “Ink Free”: il rock-blues dei Sons and Daughters è più ispirato che mai.

Mirror Mirror
[ Domino – 2011 ]
Similar Artist: The Kills, Diamanda Galas, XX, The Alarm
Rating:
1. Silver Spell
2. The Model
3. Breaking Fun
4. Orion
5. Don’t Look Now
6. Ink Free
7. Rose Red
8. Axed Actor
9. Bee Song
10. The Beach