Prima data romana per i Crystal Fighters, collettivo proveniente dai Paesi Baschi che da un anno a questa parte tanto sta facendo parlare di sè grazie a singoli azzeccati prodotti dalla modaiola Kitsunè Maison e a un debutto discografico di recente uscita che sprizza hype da ogni beat.
La formula proposta dai 5 spagnoli, tre ragazzi e due ragazze, consiste nell’unione tra i suoni tipici della tradizione basca, calde percussioni tribali, e i frenetici ritmi indietronici, se non electropunk, in voga di questi tempi.

Terminata l’esibizione del gruppo spalla, il discreto noise psichedelico degli italianissimi Too Young To Love, la formazione iberica, priva della componente femminile, si presenta sul palco. L’apertura, affidata alla prima canzone in lista sul disco di debutto “Star Of Love”, “Solar System”, è sicuramente efficace dal punto di vista scenico e riesce a coinvolgere il pubblico ma, al contempo, rende subito evidenti alcune crepe, prima su tutte l’utilizzo di basi elettroniche campionate, sporadicamente rimaneggiate e evolute; d’altro canto appare evidente quanto poco per il pubblico presente conti questa pecca, fortemente stimolato dai tre spagnoli che, bisogna ammetterlo, tra le strambe percussioni utilizzate e i bizzarri abiti di scena sanno come scatenare l’interesse della folla. Ottima da questo punto di visto la scelta di suonare immediatamente, come secondo pezzo, il singolone “I Love London”, vero tormentone indie dell’estate 2010; il pubblico non può che apprezzare, accennando insperate isterie da concerto e improbabili simulazioni di pogo, manco fossero i Cannibal Corpses.

L’esecuzione del debutto prosegue liscia per tre quarti d’ora, zigzagando tra le melodie folk di “Plage”, le reminescenze 70s di “At Home” e le contaminazioni iberiche di “Follow”. Con il singolo “Xtatic Truth” si chiude il breve concerto. Niente bis.
Promossi, anche discretamente, per quanto riguarda le uscite discografiche, appare evidente come i Crystal Fighters debbano ancora crescere sul versante live, quantomeno per evitare di diventare delle simpatiche meteore.

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