Una notte d’estate del 2001 beccai su MTV il video di una traccia di Roots Manuva e per me, 16enne infottato con il rap, l’ascolto di “Witness (1 Hope)” fu una discreta mazzata, che mi spinse ad approfondire il variopinto mondo musicale inglese, fino ad arrivare al punto di coltivare una sorta di venerazione per la musica prodotta nella perfida Albione. Le robe che uscivano per le etichette inglesi nell’epoca precedente alla diffusione di massa del p2p, solitamente, erano acquisti a colpo sicuro, prendere un pacco era davvero difficile.

L’Inghilterra, si sa, è sempre stata sinonimo a livello musicale di contaminazione, sperimentazione e miscuglio, basti pensare ai Clash oppure, in tempi più recenti, alla commistione tra rap e garage, o alla garage stessa e tutte le sue filiazioni, tra cui la dubstep, che ha generato un profondo impatto sulla scena elettronica mondiale, costringendo più o meno tutti gli adetti ai lavori a relazionarsi con questo prodotto relativamente nuovo al di fuori del regno di Elisabetta II.

Ora: James Blake, come è risaputo, ha causato uno sconquasso, con il suo suono dub minimale e la sua voce sofferente, quel soul applicato al battito elettronico, e in tanti hanno battuto il suo sentiero, personalizzandolo (i nomi sono sempre quelli, Jamie Woon su tutti) senza tuttavia lasciare il segno come lui. Ed è una ragazza di origini ceche, cresciuta a Bristol e trapiantata a Berlino a chiudere l’anno con il botto e a candidarsi seriamente ad ambire al trono di mr. Blake. Il suo nome è Emika, bel viso, occhi celesti e voce devastante. Si, devastante, perchè ascoltando il suo disco sono rimasto a bocca aperta. In realtà  è l’impatto sonoro nel suo insieme ad arrivarti violentemente, e ascolto dopo ascolto ci si accorge come tutto sembri quasi costruito attorno alla sua voce.

Cresciuta come detto a Bristol, Emika dimostra di avere studiato molto bene la lezione dei mostri sacri del genere principe di quelle zone, fondendo (ovviamente) il trip hop con la dubstep, impastando il tutto con quanto ha appreso in quel di Berlino, e quando si dice Berlino si pensa subito alla migliore scena techno del mondo.

Ed è proprio la formazione artistica della cantante in queste due capitali E’ un disco intrigante e oscuro, fumoso e denso, con il suono giusto che esalta il soul della sua voce, che ti catapulta in una dimensione dove tutto attorno è noir e il minimalismo non ha più spazio, perchè trionfano i bassi caratteristici della dubstep con i rimandi all’atmosfera dei classici di metà  anni ’90 partoriti da Massive Attack e Portishead, con le eccezioni di “Pretend” e “3 Hours”, doverosi tributi a quella techno berlinese che ha probabilmente completato il profilo artistico di Emika, portando quasi al perfetto equilibrio tra due stili di musica elettronica così differenti tra loro. Liricalmente, Emika scrive in maniera diretta e graffiante, mantenendosi in linea con le sonorità  cupe ed angoscianti del disco, come dimostra il ritornello del brano d’apertura che recita Hit me where you wanna I’ll take the blame / hit me and I guarantee you’ll feel the same / hit me if you think that it will help the pain / hit me, hit me, hit me, hit me anyway.

Non mi sento di parlarvi delle tracce singole, questo è un disco che va ascoltato e stop, e arrivati alla traccia di chiusura “Credit Theme” (notturna, notturna e sanguinolenta come probabilmente solo Chopin sapeva e poteva), tornerete alla numero 1 e ricomincerete l’ascolto. Senza dubbio alcuno, se come siete appassionati del genere diventerete, schiavi di questo disco, da scoprire ascolto dopo ascolto in tutte le sue forme. Nella mia top 3 del 2011.

Le etichette inglesi, in fondo, non tradiscono (quasi) mai. E più inglese della Ninja Tune, etichetta responsabile dell’uscita di questo ottimo debutto, forse c’è soltanto Elisabetta II, il tempo perennemente grigio e il tè delle cinque.

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Emika
[  Ninja Tune – 2011 ]
Similar Artist:  Portishead, Massive Attack, James Blake, Shackleton, Zomby
Rating:

1. 3 Hours
2. Common Exchange
3. Professional Loving
4. Be My Guest
5. Count Backwards
6. Double Edge
7. Pretend
8. The Long Goodbye
9. FM Attention
10. Drop The Other
11. Come Catch Me
12. Credit Theme

Ascolta “Pretend // Professional Loving”