Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità  un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista “‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)”…

Manchester di per sè è già  qualcosa come un valore aggiunto se si vuole fare pop-rock a trazione chitarristica.
Ed è proprio nella città  inglese che nel 2016 si formano i The Covasettes, ovvero Chris Buxton (voce e chitarra ritmica), Matt Hewlett (chitarra e voce di supporto), Jamie McIntyre (basso, ed all’occorrenza cori) e Matt Buckley (batteria).

Un primo singolo, “This Feeling” (poi rifatto con buoni risultati anche in chiave acustica), nel 2017 e poi un altro, “Wondering Why”, nei primi mesi del 2018 sono già  sufficienti per capire il ricettario del quartetto: rock melodico dall’impalcatura popedelica, riff a presa rapida, ritornelli memorabili innescati da bridge e special quando servono, batteria incalzante e basso che tiene tutto insieme dalle retrovie.

Con gente come Arctic Monkeys, The Black Keys e sodali nel mirino, ovvero quel pop-rock che vuole (e riesce) ad entrare in testa del pubblico, e una dimensione live che è scenario naturale per poter esprimersi al meglio: e Manchester, in questo, ha le giuste opportunità  per mettersi in mostra.

Nell’estate 2018 un altro brano, “Top Drawer”, frizzante e coinvolgente, fresco e spensierato, che li porta sulle traiettorie dei primi The Kooks, ed evidenzia tanta voglia di emergere: nell’autunno dello stesso anno il nuovo pezzo, “Wild”, conferma il trend.

Quindi ecco i primi concerti, e per il 2019 altri due frecce da aggiungere alla faretra: la pimpante “Like You” e “She Is”, quest’ultima con una intro acustica che ammicca al britpop anni ’90. E se le date continuano a sommarsi, ecco anche i paragoni con i Coldplay d’esordio (e la band non nasconde di sognare una collaborazione con Chris Martin), i Travis, e via andare.

Nel Luglio 2019 arriva così anche il primo EP di 4 tracce: il power-pop della fresca “Twit Twoo” che fa il paio con la seguente “You & I”, via con le chitarre vivaci di “Let’s Go” e con la spumeggiante “Fine Lines”. Tutto deve e vuole essere catchy, of course.

Arriviamo quindi al 2020 che purtroppo ha precluso ai ragazzi la possibilità  di mettere sul palco la loro positiva carica energetica, ma non ha comunque frenato la vena artistica: l’aria si fa più rock con “Spin” e soprattutto con “Irate” che dimostra come i ragazzi di Manchester, senza snaturarsi e rinunciare alla ricerca della memorabilia, sappiano maneggiare anche trame più punk-blues (qua siamo davvero in orbita Auerbach).

Il materiale più recente è dello scorso luglio con “Be Mine”, che segue la scia della nuova produzione che punta forte su una chitarra elettrica d’assalto e una sezione ritmica carica e fiera, e con “Off My Mind” che dimostra come, non lesinando sulle melodie e sulla ricerca di un ritornello anthemico, si possano alzare i giri del motore senza perdere il controllo.

Un peccato davvero non vederli sui palchi per il momento (anche se per Febbraio alcune date sarebbero già  sold out“…): ma siamo sicuri che di questi The Covasettes torneremo a parlare.

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